Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

11 novembre 2002
Domanda 11 novembre 2002
Spett. le Associazione per i diritti del consumatore.
Vi scrivo per sottoporvi due quesiti e le modalita' di risoluzioni piu' rapide, e per me anche economiche, sia in denaro sia come perdita di tempo.
1) Nel mese di marzo del corrente anno ho venduto tramite atto notarile una casa, sulla quale avevo a suo tempo stipulato una polizza assicurativa.
Terminate le procedure di vendita, ho consegnato all'attuale proprietario il succitato contratto di assicurazione, chiedendogli se era interessato a mantenere la polizza in questione, ed eventualmente in caso affermativo di chiedere all'assicurazione il cambiamento dell'intestatario. A quel tempo l'acquirente si era dimostrato interessato ed aveva preso tutta la documentazione, dicendo che avrebbe provveduto a tutto lui.
Il tempo e' passato, io non mi sono piu' preoccupato fino a quando non mi e' giunta a casa mia il bollettino di pagamento della suddetta polizza.
Con molta rabbia, giustificata dal fatto che pagare per un qualcosa che non e' piu' in mio possesso, ho spedito una raccomandata con ricevuta di ritorno alla suddetta assicurazione, Reale Mutua Assicurazioni, in cui chiedevo, come parte piu' debole del contratto, la rescissione del contratto, poiche' l'acquirente della casa non aveva fatto la voltura dell'intestazione.
Fatto cio', pensavo di risolvere la questione, invece l'Assicurazione mi ha inviato a casa una lettera in cui diceva che l'alienazione non era un motivo per lo scioglimento del contratto, opponendomi anche la norma dettata dal C. C. 1918.
Ora io chiedo, gentilmente, se l'acquirente non rileva la suddetta polizza a suo nome, che cosa posso fare pagare fino al 2006 per nulla?
Essendo io la parte piu' debole non ho diritto a recedere con la raccomandata, che ho gia' fatto?
Da quello che mi e' capitato pare di no, l'assicurazione non mi consente il recesso adducendo le succitate argomentazioni. Cosa posso fare allora?
Non e' l'importo che mi preoccupa, ma dover regalare dei soldi cosi' mi da' molto fastidio, preferisco di gran lunga dare un contributo libero e volontario a voi che difendete noi consumatori.
2) Nel corrente mese ho ricevuto dal Comando Municipale dei Vigili Urbani di Milano, un verbale di accertamento per una multa che secondo loro non avevo pagato, peccato che siffatta multa sia stata da me gia' pagata, tramite bollettino postale, ancora in mio possesso.
Anche in questo caso ho fatto la solita raccomandata con rivuta di ritorno alla Sezione Procedure Sanatorie di Milano, allegando fotocopia del bollettino pagato, in cui l'unica discrepanza era nell'importo (pagati Euro 30, 00 a fronte di Euro 32, 00) ma questo fatto e' stato causato da un'errata comprensione del foglio a me lasciatomi sul parabrezza della macchina.
Ho fatto bene a fare opposizione oppure dovevo agire in maniera differente?
Distinti Saluti




Risposta ADUC
l'Assicurazione non ha colpa: l'errore e' stato suo. In primo luogo perche' a seconda del contratto e' molto probabile che sia vero che l'alienazione non comporti la risoluzione del rapporto (doveva informarsi prima, vedere se fosse stato possibile effettuare una voltura su un'altra abitazione o esigere che il compratore si accollasse la polizza). In secondo luogo, perche' si e' fidato della -sola- parola di un estraneo che non aveva alcun interesse ad accollarsi un suo onere. Ad ogni modo, riteniamo che possa concludere la questione risolvendo il rapporto contrattuale in giudizio, rivolgendosi al giudice di pace e chiedendo appunto la risoluzione del rapporto dietro pagamento della penale.
Per quanto attiene il secondo punto, anch'esso e' un problema in quanto il pagamento e' parziale, pertanto dovrebbe pagare veramente la differenza piu' sanzioni ed interessi (e la sanzione e' il raddoppio).
Potrebbe tentare di opporsi, entro 30 gg, al giudice di pace di competenza (l'atto va portato di persona ed occorre presenziare alle udienze), chiedendo la sospensione e l'annullamento dell'atto e conseguentemente -esibendo il verbale- dimostrando come l'errore sia stato indotto dall'atto medesimo, quindi chiedendo l'annullamento della sanzione, indicando la disponibilita' a pagare la dovuta differenza e gli interessi relativi.

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