Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
10 novembre 2002
Spett. le Associazione Consumatori Utenti, appartengo alla lunga lista dei detrattori della Telecom.
Vi riassumo la mia vicenda: tutto comincio' quando per necessita' lavorative e per l'esigenza di usare massicciamente internet mi convinsi a cambiare compagnia telefonica in quanto non potevo sostenere le spese internet di telecom. Mi decisi per Fastweb, che mi fece firmare un modulo di disdetta per telecom e mi assicuro' che il passaggio da una compagnia all'altra sarebbe stato indolore, senza vuoti di linea.
Ma il 5 dicembre 2001, senza neanche avvertirmi, mi venne staccato da telecom il servizio di segreteria telefonica e alle mie proteste le centraliniste telecom risposero che io non ero piu' cliente, nonostante io dovessi pagare fino alla fine di dicembre. Il 27 dicembre 2001, quando doveva avvenire il passaggio da telecom a fastweb il mio telefono non dette piu' segni di vita, fino al 20 gennaio 2002, quando dopo numerosi solleciti a fastweb (dovevo fare lunghe sedute nelle varie cabine telefoniche pubbliche!), finalmente un tecnico si prese a cuore la nostra questione e riusci' a intervenire sulle centraline di telecom, rese fino ad allora inaccessibili dalla telecom stessa, come ci confermo' il tecnico, dipendente della "Valtellina" una societa' subappaltatrice. Sia io che la mia compagna in quel periodo dovevamo lavorare in casa via internet, motivo per cui avevamo dovuto fare l'abbonamento a fastweb. Per cui abbiamo perso entrambi un mese di lavoro: per la mia compagna particolarmente importante in quanto si trattava di concludere un progetto di ricerca in microbiologia per conto dell'Universita' di Muenster in Germania, dove lavorava. Le era stato concesso di rientrare in Italia a patto che fosse in costante contatto telefonico e telematico con il suo referente! Spiegatelo voi ai tedeschi il problema!
In seguito abbiamo bloccato il pagamento (che avveniva regolarmente tramite banca) dell'ultima bolletta della telecom (che conteneva anche il fisso di gennaio e febbraio 2002!) come parziale risarcimento del mancato guadagno e del disagio derivato dal disservizio. Non finisce qui: la telecom incarica la Service Lines di Bergamo, societa' di recupero crediti, che dopo avermi mandato un'ingiunzione di pagamento, mi manda a casa il sign. Belloni Daniele a riscuotere direttamente. Dopo aver spiegato le mie ragioni, il sig. Belloni mi confida che non sono l'unico caso vittima di tali ritorsioni della telecom. Per evitare ulteriori tentativi intimidatori scrivo una lettera alla societa' recupero crediti spiegando le mie ragioni.
Non basta! Il 31 ottobre 2002 ricevo un atto di citazione della telecom davanti al giudice di pace per il 2 dicembre 2002 nel quale mi si chiede il pagamento di 372 Euro piu' le spese.
Sono veramente fuori di me: non sono in nessun modo intenzionato a pagare per un'ingiustizia nei miei confronti. Cosa mi consigliate di fare?
Cordiali saluti
Vi riassumo la mia vicenda: tutto comincio' quando per necessita' lavorative e per l'esigenza di usare massicciamente internet mi convinsi a cambiare compagnia telefonica in quanto non potevo sostenere le spese internet di telecom. Mi decisi per Fastweb, che mi fece firmare un modulo di disdetta per telecom e mi assicuro' che il passaggio da una compagnia all'altra sarebbe stato indolore, senza vuoti di linea.
Ma il 5 dicembre 2001, senza neanche avvertirmi, mi venne staccato da telecom il servizio di segreteria telefonica e alle mie proteste le centraliniste telecom risposero che io non ero piu' cliente, nonostante io dovessi pagare fino alla fine di dicembre. Il 27 dicembre 2001, quando doveva avvenire il passaggio da telecom a fastweb il mio telefono non dette piu' segni di vita, fino al 20 gennaio 2002, quando dopo numerosi solleciti a fastweb (dovevo fare lunghe sedute nelle varie cabine telefoniche pubbliche!), finalmente un tecnico si prese a cuore la nostra questione e riusci' a intervenire sulle centraline di telecom, rese fino ad allora inaccessibili dalla telecom stessa, come ci confermo' il tecnico, dipendente della "Valtellina" una societa' subappaltatrice. Sia io che la mia compagna in quel periodo dovevamo lavorare in casa via internet, motivo per cui avevamo dovuto fare l'abbonamento a fastweb. Per cui abbiamo perso entrambi un mese di lavoro: per la mia compagna particolarmente importante in quanto si trattava di concludere un progetto di ricerca in microbiologia per conto dell'Universita' di Muenster in Germania, dove lavorava. Le era stato concesso di rientrare in Italia a patto che fosse in costante contatto telefonico e telematico con il suo referente! Spiegatelo voi ai tedeschi il problema!
In seguito abbiamo bloccato il pagamento (che avveniva regolarmente tramite banca) dell'ultima bolletta della telecom (che conteneva anche il fisso di gennaio e febbraio 2002!) come parziale risarcimento del mancato guadagno e del disagio derivato dal disservizio. Non finisce qui: la telecom incarica la Service Lines di Bergamo, societa' di recupero crediti, che dopo avermi mandato un'ingiunzione di pagamento, mi manda a casa il sign. Belloni Daniele a riscuotere direttamente. Dopo aver spiegato le mie ragioni, il sig. Belloni mi confida che non sono l'unico caso vittima di tali ritorsioni della telecom. Per evitare ulteriori tentativi intimidatori scrivo una lettera alla societa' recupero crediti spiegando le mie ragioni.
Non basta! Il 31 ottobre 2002 ricevo un atto di citazione della telecom davanti al giudice di pace per il 2 dicembre 2002 nel quale mi si chiede il pagamento di 372 Euro piu' le spese.
Sono veramente fuori di me: non sono in nessun modo intenzionato a pagare per un'ingiustizia nei miei confronti. Cosa mi consigliate di fare?
Cordiali saluti
Risposta ADUC
non e' autoriducendosi le bollette che si puo' contestare od ottenere risarcimenti: per quanto giusto possa apparirle, in realta' si rende solo inadempiente. Se lei subisce un danno, puo' intentare un procedimento davanti al giudice di pace. Omettendo il pagamento, si e' messo nella condizione di essere lei il citato e di risultare inadempiente. Puo' presentare opposizione al decreto ingiuntivo (contando sul fatto che il giudice di pace puo' essere piu' elastico e decidere un po' secondo equita'). Tuttavia, formalmente ha torto.
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