Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

9 novembre 2002
Domanda 9 novembre 2002
Tipo_Form............. CONSIGLI RICHIESTA_TELECOM............. Spett. le Aduc, invio di seguito la copia della lettera inviata innumerevoli volte alla Telecom Italia (corredata delle copie delle lettere in mio possesso) in cui sintetizzo piu' di 4 anni di incomprensioni e disagi che sto ricevendo.
Gradirei conoscere il vostro parere in merito.
Distinti saluti
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Linea CDN 19.2 Kbits Vieste-Bari (impianto TD xxxxxCon raccomandata A. R. del 30/01/1998 (inviata il 02/02/98) a Telecom Italia - Divisione Clienti Business - Centro Direzionale Isola F/6 - 80143 Napoli (NA), ricevuta in data 23/02/1998 (come da ricevuta in nostro possesso) abbiamo richiesto l'interruzione del servizio di trasmissione dati mediante linea CDN Vieste-Bari a 19.2 Kbits.
Il giorno 16/2/98 abbiamo contattato il Sig. Prencipe, commerciale Telecom della sede di Bari. Contattato anche il servizio 181 (operatore 212) che ha passato i dati "a chi di dovere".
All'incirca nel mese di aprile-maggio del 1998, un tecnico della Telecom si e' recato presso il nostro ufficio per effettuare il distacco del modem (come da nostra richiesta).
Nonostante l'avvenuto distacco, abbiamo ricevuto fatture anche per i periodi successivi.
Abbiamo ricevuto dalla Telecom una comunicazione datata 06/08/1998 in cui si intimava la risoluzione contrattuale se non avessimo regolarizzato la nostra posizione (per un ammontare complessivo di Lire 12.596.579) In data 28/08/1998, abbiamo spedito una raccomandata A. R. (ricevuta dalla sede Telecom Italia di Napoli in data 04/09/1998, come da ricevuta in nostro possesso) in cui spiegavamo che l'importo richiesto non ci era dovuto per un errore di fatturazione e per l'emissione di fatture relative a periodi successivi alla nostra richiesta di distacco.
Con lettera datata 18/09/1998, la Telecom ci comunica che, l'impianto di trasmissione dati e' stato cessato contabilmente in data 02/05/1998, con quindi ben 3 mesi di ritardo rispetto alla nostra richiesta di interruzione. Nella stessa lettera, ci viene comunicato che il nostro debito vanterebbe a Lire 4.104.912.
Con data 3 novembre, riceviamo sempre da Telecom un'altra comunicazione avente per oggetto "Risoluzione contrattuale" (c'e' da chiedersi quale contratto c'e' da risolvere vista l'interruzione della linea a seguito di intervento di un tecnico e la chiusura contabile...) in cui ci viene comunicato che il nostro debito sarebbe di Lire 9.005.000 e cioe' piu' del doppio rispetto alla precedente comunicazione. Nel dettaglio riportante le fatture insolute, era elencata anche una fattura scadente il 15/07/1998, ben oltre quindi la data di cessazione contabile.
In data 17/11/1998, abbiamo risposto spiegando per l'ennesima volta la situazione e chiedendo spiegazioni su come mai, ad ogni comunicazione, l'importo a nostro debito variava.
Nella risposta (datata 16/12/1998), ci veniva comunicato che il nostro presunto debito ammonta a Lire 4.193.648 e cioe' circa Lire 90.000 in piu' rispetto alla lettera del 18/09 e circa Lire 5.000.000 in meno rispetto a quanto indicato nella lettera del 3/11.
Quattro linee ISDN con NT1 Plus in sola ricezione con PBX in centrale In data 17/01/2000, come da accordi telefonici con il sig. xxx, nostro commerciale Telecom di riferimento della sede di Bari, abbiamo inoltrato a mezzo fax richiesta di disattivazione delle utenze telefoniche numero 0884/xxxx-1-2-3. Erano 4 linee ISDN (con NT1 Plus) in sola ricezione collegate ad un centralino (PBX) posto in centrale.
Nonostante la disdetta, sono state emesse le fatture n. 1S02016642-3-4-5 (per un importo totale di Lire 396.000) relative al secondo bimestre 2000 che, per via della domiciliazione bancaria, sono state pagate. Abbiamo contattato la sig. ra Iacovelli (subentrata al sig. Colia) alla quale abbiamo inviato copia delle suddette fatture, con raccomandata A. R. alla sede di Bari (datata 24-03-2000 e spedita il giorno 29-03-2000, ricevuta da Telecom il 03/04/2000). Nella lettera di accompagnamento, si chiedeva anche il rimborso della sopraccitata somma e si rinnovava la richiesta di disdetta delle linee. A tale raccomandata non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
A seguito della ricezione della fattura relativa al terzo bimestre 2000, abbiamo cercato di contattare la sig. ra Iacovelli, sia telefonicamente che a mezzo fax (il giorno 02/05/2000). In cambio, non abbiamo ricevuto alcun cenno di risposta. Contestualmente abbiamo revocato il mandato alla nostra banca di effettuare il pagamento delle fatture relative alle utenze in questione. Con lettera del 27 settembre 2000, la Telecom Italia ci invia un sollecito di pagamento da effettuarsi "entro quindici giorni dalla data di ricezione della presente, onde evitare di incorrere nella sospensione del servizio telefonico" cioe' cio' che avevamo richiesto. Da cio' si evince che NESSUNO ha letto le nostre raccomandate.
Nel dettaglio, risulta che il nostro presunto debito e' pari a Lire 268.000 per tre delle quattro utenze, e di Lire 8.812.000 per la quarta. Per l'ennesima volta ci ritroviamo al cospetto di un importo assolutamente non motivato e non riconducibile alle precedenti comunicazioni.
Da quel momento, e per oltre 20 giorni, abbiamo inviato quotidianamente un fax in cui si ricordava alla Telecom Italia la nostra richiesta di distacco.
Come se niente fosse mai accaduto, ogni bimestre abbiamo ricevuto le quattro fatture fino a quando, con lettera datata 15/06/2001, ci e' stato comunicato che l'importo di Lire 12.152.000 sarebbe stato addebitato nella successiva fattura dell'utenza telefonica xxxxxe cioe' la linea telefonica del nostro ufficio.
Abbiamo ripetutamente cercato di contattare telefonicamente il dottor Di Lauro (firmatario della lettera) senza risultato. Inutile e' risultato anche lasciare piu' volte i nostri recapiti alla segretaria.
A fine giugno 2001, un tecnico della Telecom, e' venuto a staccare e ritirare le borchie ISDN.
Nella fattura relativa all'utenza 0884/xxxxxx, emessa il giorno 06/08/2001, e' stata addebitata la cifra di Lire 12.154.500 (esente da Iva) sotto la dicitura "Altri importi".
In data 13/09/2001 abbiamo revocato l'autorizzazione all'addebito in conto delle fatture emesse verso l'utenza 0884/xxxxxxx.
All'incirca il giorno 23 aprile 2002, all'utenza 0884/xxxxxx viene disinibita la possibilita' di effettuare chiamate.
Con raccomandata del 13 maggio, la Telecom ci comunica che, qualora non avessimo provveduto a regolare la nostra (presunta) posizione debitoria entro 10 giorni dalla ricezione di quella lettera avrebbero provveduto a risolvere il contratto.
Il 25 maggio, il nostro legale Avv. xxxxxxx, ha inviato una raccomandata A. R. alla Telecom Italia all'attenzione dei sigg. ri Sorrentino - Di Lauro, per chiarire che i disguidi che si protraggono ormai da troppo tempo non erano in alcun modo riconducibili all'utenza che si minacciava di staccare. Inoltre si chiedeva di interrompere la preannunciata risoluzione contrattuale. Si forniva altresi', per l'ennesima volta, la piena disponibilita' a collaborazione e chiarimento per cercare di arrivare ad una celere soluzione del problema.
Come gia' piu' volte accaduto, anche questa raccomandata non e' stata presa nella dovuta attenzione. Dal giorno 13 giugno, l'utenza 0884/xxxx e' stata totalmente staccata rendendo il nostro ufficio totalmente irraggiungibile telefonicamente arrecandoci danni di notevole entita'.
Piu' di un mese fa mi ha chiamato un'incaricata della Telecom che mi chiedeva chiarimenti sulla mia "richiesta di distacco della linea telefonica". Dopo averle spiegato che non ero io a chiedere il distacco ma la Telecom ad avermi ingiustamente tagliato, si e' scusata dicendo che "solo ora mi sono accorta che Lei e' un cliente Business e io non seguo questo tipo di clientela".
Da quasi un mese sto inviando un fax in cui sollecito l'esame della pratica n. xxxxxx senza alcun riscontro.




Risposta ADUC
possiamo solo dirle che non comprendiamo -visti i presupposti- per quale motivo non sia stato intentato un contenzioso. Di solito e' meglio evitare, ma questo caso specifico parrebbe particolarmente eclatante.
Il sollecito della pratica, lo invii pertanto per raccomandata A/R, intimando che si provveda a rispondere a quanto richiesto entro 15 gg ed avvisando che in difetto adira' le vie legali. Valuti se farlo o meno: nel frattempo, inviera' una richiesta di valutazione ed intervento al Garante per le Comunicazioni, Isola B 5, 80143 Na. In caso non ottenga risposta dal Garante entro 30 gg o comunque come passo successivo, potra' agire in giudizio.

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