Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 novembre 2002
Padova, 3/11/02
Le menzogne di Infostrada
Nell'aprile del 2001 ho sottoscritto con Infostrada il contratto spazio zero, per cui, a fronte di un contributo fisso mensile di 59 mila circa, Iva compresa, avrei potuto fare telefonate urbane ed interurbane, senza alcun limite, con la garanzia che la suddetta societa' entro due mesi, mi avrebbe distaccato dalla Telecom ed io non avrei piu' pagato il relativo canone.
E questa fu l'unica ragione per cui sottoscrissi il contratto.
Da allora, ho chiamato Infostrada, con cadenza bimensile, per sentirmi rispondere, che avrei dovuto pazientare ancora due mesi.
Sono, cosi', trascorsi quasi 2 anni, durante i quali ho continuato a pagare il canone Telecom.
Nell'agosto scorso, Infostrada ha mandato lettera circolare, firmata da un certo dr. Sansa, della cui reale esistenza dubito fortemente, perche' non sono mai riuscito a parlargli, nonostante lo abbia telefonicamente braccato per tutto il mese, lettera con cui la benemerita societa' informava che le famose centrali, di cui la Telecom avrebbe dovuto consentire il distacco, erano, invece, tutte da costruire.
Il dr. Sansa coglieva l'occasione della lettera, a mo' di "captatio benevolentiae", per accludere una carta sim della Wind per il cellulare, con 15 euro di ricarica, come premio della "fiducia" comunque avuta.
Da aprile 01 ad oggi, pur avendo tempestato Infostrada di fax, nessuno si e' mai preso il disturbo di contattarmi, nonostante, negli ultimi tempi, inviassi, con l'ultimo, anche tutti i precedenti fax relativi alla indecente storia.
Infostrada, ormai fusa con Wind, imperterrita ha continuato e continua a promuovere i suoi spot, in televisione e sui giornali, su spazio zero, pubblicizzando la fine del canone Telecom, che non e' in grado di assicurare.
Esaurita la pazienza, ho minacciato denunzia alla Procura della Repubblica di Padova e fax a "Mi manda rai tre" ed alla stampa nazionale e locale, ed alle associazioni dei consumatori, cosa cui sto provvedendo.
Per incanto, sono stato contattato due volte: con la prima, Infostrada mi ha comunicato che la citta' di Padova era tra le poche in cui il distacco dalla Telecom non era possibile; con la seconda, mi e' stato detto che la storia di Padova era un sciocchezza, che avevo ragione ad essere indignato, ma mi invitavano a soprassedere e ad avere un altro po'di pazienza.
Nel frattempo, ad un mio amico, che 10 giorni fa ha sottoscritto un contratto con Infostrada, sono state fatte le stesse promesse fatte a me ormai quasi 2 anni fa. E questo mio amico sara' valido testimone delle menzogne di Infostrada.
Mi chiedo: e' decente che la societa' telefonica possa impunemente pubblicizzare un servizio, la cui attrattiva maggiore poggia, come un'esca per pesciolini, proprio sulla fine del pagamento del canone Telecom, pur sapendo che e' in grado di realizzare la promessa solo in alcuni fortunati casi, e che possa continuare, proprio grazie a questa palese menzogna, a fare incetta di clienti?
Inoltre, la trasparenza di questa societa' e', ormai, del tutto assimilabile ai comportamenti che la Telecom, quando si chiamava Sip ed agiva in condizioni di monopolio, poteva permettersi.
Anni di battaglie contro la Sip e per la fine del suo monopolio, quindi, sarebbero serviti solo per vedere una nuova Sip divenire un gigante della telefonia di base, grazie a spudorate menzogne?
Preciso: non mi sento derubato da Infostrada, perche', oggi, grazie alle accresciute esigenze telefoniche di famiglia, continuo a mantenere un contratto che, nonostante tutto, se non mi convenisse, ovviamente, potrei disdire.
Il fatto e', pero', che nel momento in cui sottoscrissi, fatti i calcoli, quel contratto, unica ragione ed incentivo per la sua accettazione fu la considerazione che il non pagamento del canone Telecom mi avrebbe consentito un bel risparmio.
Analogo calcolo lo hanno fatto e continuano a farlo milioni di Italiani.
Le menzogne di Infostrada
Nell'aprile del 2001 ho sottoscritto con Infostrada il contratto spazio zero, per cui, a fronte di un contributo fisso mensile di 59 mila circa, Iva compresa, avrei potuto fare telefonate urbane ed interurbane, senza alcun limite, con la garanzia che la suddetta societa' entro due mesi, mi avrebbe distaccato dalla Telecom ed io non avrei piu' pagato il relativo canone.
E questa fu l'unica ragione per cui sottoscrissi il contratto.
Da allora, ho chiamato Infostrada, con cadenza bimensile, per sentirmi rispondere, che avrei dovuto pazientare ancora due mesi.
Sono, cosi', trascorsi quasi 2 anni, durante i quali ho continuato a pagare il canone Telecom.
Nell'agosto scorso, Infostrada ha mandato lettera circolare, firmata da un certo dr. Sansa, della cui reale esistenza dubito fortemente, perche' non sono mai riuscito a parlargli, nonostante lo abbia telefonicamente braccato per tutto il mese, lettera con cui la benemerita societa' informava che le famose centrali, di cui la Telecom avrebbe dovuto consentire il distacco, erano, invece, tutte da costruire.
Il dr. Sansa coglieva l'occasione della lettera, a mo' di "captatio benevolentiae", per accludere una carta sim della Wind per il cellulare, con 15 euro di ricarica, come premio della "fiducia" comunque avuta.
Da aprile 01 ad oggi, pur avendo tempestato Infostrada di fax, nessuno si e' mai preso il disturbo di contattarmi, nonostante, negli ultimi tempi, inviassi, con l'ultimo, anche tutti i precedenti fax relativi alla indecente storia.
Infostrada, ormai fusa con Wind, imperterrita ha continuato e continua a promuovere i suoi spot, in televisione e sui giornali, su spazio zero, pubblicizzando la fine del canone Telecom, che non e' in grado di assicurare.
Esaurita la pazienza, ho minacciato denunzia alla Procura della Repubblica di Padova e fax a "Mi manda rai tre" ed alla stampa nazionale e locale, ed alle associazioni dei consumatori, cosa cui sto provvedendo.
Per incanto, sono stato contattato due volte: con la prima, Infostrada mi ha comunicato che la citta' di Padova era tra le poche in cui il distacco dalla Telecom non era possibile; con la seconda, mi e' stato detto che la storia di Padova era un sciocchezza, che avevo ragione ad essere indignato, ma mi invitavano a soprassedere e ad avere un altro po'di pazienza.
Nel frattempo, ad un mio amico, che 10 giorni fa ha sottoscritto un contratto con Infostrada, sono state fatte le stesse promesse fatte a me ormai quasi 2 anni fa. E questo mio amico sara' valido testimone delle menzogne di Infostrada.
Mi chiedo: e' decente che la societa' telefonica possa impunemente pubblicizzare un servizio, la cui attrattiva maggiore poggia, come un'esca per pesciolini, proprio sulla fine del pagamento del canone Telecom, pur sapendo che e' in grado di realizzare la promessa solo in alcuni fortunati casi, e che possa continuare, proprio grazie a questa palese menzogna, a fare incetta di clienti?
Inoltre, la trasparenza di questa societa' e', ormai, del tutto assimilabile ai comportamenti che la Telecom, quando si chiamava Sip ed agiva in condizioni di monopolio, poteva permettersi.
Anni di battaglie contro la Sip e per la fine del suo monopolio, quindi, sarebbero serviti solo per vedere una nuova Sip divenire un gigante della telefonia di base, grazie a spudorate menzogne?
Preciso: non mi sento derubato da Infostrada, perche', oggi, grazie alle accresciute esigenze telefoniche di famiglia, continuo a mantenere un contratto che, nonostante tutto, se non mi convenisse, ovviamente, potrei disdire.
Il fatto e', pero', che nel momento in cui sottoscrissi, fatti i calcoli, quel contratto, unica ragione ed incentivo per la sua accettazione fu la considerazione che il non pagamento del canone Telecom mi avrebbe consentito un bel risparmio.
Analogo calcolo lo hanno fatto e continuano a farlo milioni di Italiani.
Risposta ADUC
quello che possiamo consigliarle, e' di inviare ad Infostrada una raccomandata A/R di messa in mora, intimando di rendere operativo anche l'ulteriore servizio previsto da contratto, entro e non oltre 15 gg -con l'avviso che in difetto riterra' risolto il contratto.
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