Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

31 ottobre 2002
Domanda 31 ottobre 2002
Sono Domenico vivo a Ferrandina (MT), sono stato vittima di un episodio increscioso e allo stesso tempo inverosimile con TIM. Nell'effettuare una ricarica di 100, 00 euro presso un centro Tim di Matera distrattamente sbaglio il prefisso del mio cellulare (il mio e' un 333 ma scrivo 339) dopo pochi minuti non vedendomi accreditare la ricarica ricontrollo il modello rilasciatomi, scoprendo cosi' l'errore.
Telefono al 119 chiedendo di correggere l'errore e' a mia meraviglia mi sento rispondere che non e' possibile, e quindi non potro' usufruire del credito da me pagato. Mi viene suggerito di contattare il numero a cui e' stato accreditata la ricarica in modo da farmi ricambiare l'operazione. Questo non diventa possibile in quando dall' altra parte non mi rispondono ed ignorano il mio sms di richiesta. A questo punto chiedo alla TIM l'annullamento dell' operazione e ancora una volta mi viene risposto che questo non e' possibile, pertanto non solo devo rinunciare al traffico da me pagato anticipatamente, ma la beffa maggiore e che devo essere senza volerlo il benefattore di uno sconosciuto che non si degna neanche di ringraziarmi.
Per tanto chiedo di sapere come dovrei comportarmi e se veramente devo rassegnarmi a non poter ottenere cio' che di diritto mi spetterebbe.
In attesa di notizie in merito saluto fiducioso.




Risposta ADUC
le cose sono piu' complicate di quello che sembra e le titubanze del gestore sono legittime proprio per la tutela dei clienti.
L'appropriazione indebita, da parte dell'altro utente, c'e' anche (se in seguito ad esplicita richiesta non la rimborsasse), ma non si puo' prescindere dal fatto che la responsabilita' sia sua e che Tim non puo' agire indebitamente eseguendo uno storno se non ha il consenso esplicito ed ufficializzato di entrambe le parti.
In sintesi, l'errore e' suo ed il gestore non puo' permettersi di stornare il credito (il contratto e' concluso a favore del ricevente ed uno storno sarebbe una violazione del medesimo, passibile di causa per danni), ne' di fornirle nominativi: ma lei ha diritto a formalizzare la richiesta di ottenere detto nominativo, tramite raccomandata A/R, avvisando che in difetto adira' le vie legali e susseguentemente rivolgendosi al giudice di pace per ottenere quanto sopra (stanti i giusti motivi esposti): su ordine del giudice, il gestore sara' finalmente libero di adempiere all'obbligo e fornirle i dati. A quel punto, inviera' una raccomandata A/R al soggetto, intimando di provvedere al rimborso della cifra indebitamente percepita (decurtandone le spese di trasferimento, che non possono essergli imposte visto che l'errore non e' suo) avvisando che in difetto adira' le vie legali, riservandosi inoltre di presentare denuncia per appropriazione indebita.

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