Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

30 ottobre 2002
Domanda 30 ottobre 2002

Tipo_Form............. CONSIGLI RICHIESTA............. Cara ADUC, buona sera e grazie tante per la possibilita' che ci date di interpellarVi per ricevere consulenze. La mia domanda e' sul tema della compravendita immobiliare e cerco di sapere se le professionalita' che lavorano in questo campo hanno responsabilita' per quello che fanno o che omettono di fare.
Nel 1998 ho comprato una casa con terreno. Da quando ho firmato il compromesso, fino al momento dell'atto di compravendita vero e proprio, sono passati circa tre mesi.
Ho messo in vendita la questa casa nel 2001 tramite un'agenzia immobiliare. Nel mese di Giugno vengo contattato dall'Agenzia per un cliente seriamente interessato all'acquisto della mia casa. Infatti dopo averla vista e rivista firmiamo un compromesso di vendita che mi lascia alcuni mesi di tempo per trovarmi una sistemazione e liberare la casa, e fissiamo la data del rogito per meta' Gennaio 2002.
Gennaio 2002, lascio libera la casa (trasferendomi"temporaneamente" in casa di mia suocera ) e aspetto di essere contattato per fare l'atto notarile. Dopo qualche giorno che non ho notizie dall'Agenzia immobiliare, la chiamo per sapere se ci sono problemi e mi dice che tutta la documentazione e' in mano al Notaio scelto dalla parte acquirente su consiglio dell'Agenzia; per quanto riguarda la concessione del mutuo al mio acquirente nessun problema. Mi metto in contatto telefonicamente con il Notaio (o piu' esattamente con il giovane notaio del grande studio notarile) che mi riferisce che dai documenti presentati non risulta essere pagato o meno il livello a favore del Comune. Quando chiedo per quale motivo me lo dicono solamente adesso, mi rispondono che la pratica era stata consegnata loro solo pochi giorni prima (??? L'agenzia sapeva da piu' di sei mesi che avremmo dovuto fare l'atto) Comunque inizio a presentare tutta la documentazione in mio possesso, ad andare al comune per avere maggiori informazioni (ma anche da loro non si riesce a sapere con precisione se il livello era stato affrancato o meno, in quanto il loro archivio non era completo). Nel frattempo, per semplificare le cose, estinguo il mutuo residuo gravante sulla mia casa (L.20, 000, 000 circa) Febbraio 2002, trovo una casa che corrisponde ai miei requisiti e la fermo versando una caparra di L. 10, 000, 000. Nel compromesso dichiariamo di effettuare il rogito dopo 6 mesi (agosto 2002) per avere la certezza di avere fatto la cancellazione dell'ipoteca a mio nome (atto che si fara' insieme a quello di vendita della mia casa) e quindi di poter richiedere un nuovo mutuo per poter acquistare quest'altra casa.
Marzo 2002, su richiesta dello studio notarile mi faccio rilasciare dal comune un certificato di destinazione urbanistica (costo L. 75000) che consegno al Notaio e dopo piu' di 20 giorni vengo a sapere che anche da questo documento non e' possibile sapere se il livello e' stato pagato o meno.
Aprile 2002, stremato da tutto, decido di pagare nuovamente il livello e chiudere la pratica in modo da poter finalmente vendere la casa ed avere una somma per potere acquistare l'altra. Mi rivolgo al mio Notaio che per la somma di L. 2, 000, 000 circa affranca presso il comune il livello gravante sulla mia casa.
Maggio 2002, a meta' del mese il mio notaio mi consegna l'atto di affrancazione. Purtroppo devo andare fuori dall'Italia per lavoro per un periodo di 50 giorni.
Giugno 2002, mia moglie ritira l'atto e lo consegna all'agenzia immobiliare per presentarlo al notaio incaricato della compravendita.
Luglio 2002, primi giorni del mese: Rientro in Italia e contatto il notaio per avere un punto della situazione; mi viene detto che il problema e' risolto e aspettano di prendere accordo con la Banca che concede il mutuo per fissare l'appuntamento per il rogito. Dopo giorni che non ho notizie, inizio a telefonare quasi tutti i giorni al notaio e all'agenzia per sapere quando si potra' fare l'atto ottenendo come risposta sempre la stessa: e' questione di giorni, le faremo sapere al piu' presto. Infine, verso il 25 del mese, mi dicono che l'appuntamento e' fissato per il 1? Agosto. Vengo contattato nuovamente il giorno 29 e mi riferiscono che non sara' possibile fare la vendita il 1? Agosto perche' alla Banca occorrono circa 5 giorni di tempo per aggiornare la pratica della concessione del mutuo(visto che era passato troppo tempo dal momento in cui era stata accordata la concessione) Agosto 2002: il Notaio chiude per ferie per tutto il mese, la pratica viene rimandata a Settembre. Scadono i 6 mesi fissati per l'acquisto della casa che avevo bloccato con la caparra di L.10, 000, 000. Il venditore ha problemi di soldi e mi informa che se non procedo nell'acquisto della casa, come previsto dalla Legge perdero' la caparra. Non posso permettermi di acquistare la casa anche perche' non posso richiedere un mutuo avendo ancora un'ipoteca sul mio nome, quindi ho perso la mia caparra.
Settembre 2002: Per i primi dieci giorni sono fuori per lavoro; rientro il giorno 11 e riprendo a fare telefonate al Notaio e all'Agenzia per fare avanzare la pratica velocemente. Dopo varie telefonate l'Agenzia mi da il numero di telefono della Finanziaria contattata per la richiesta del mutuo. Inizio a telefonare anche a loro, i quali mi rispondono che la pratica e' stata avviata e che e' questione di pochi giorni. Ma i giorni continuano a passare senza avere alcuna notizia.
Ottobre 2002: Riesco ad avere il numero di telefono di un funzionario della banca che dovrebbe concedere il mutuo, lo chiamo e mi faccio un abella chiacchierata con lui, durante la quale vengo a sapere che: * Per quanto riguarda la Banca, il mutuo era stato concesso a Gennaio 2002; * Dopo 2 mesi dalla concessione, se non viene utilizzato, la pratica decade; * Trascorso tale periodo, non esiste alcuna pratica di aggiornamento; * Deve essere fatta una nuova richiesta di mutuo; Quando chiedo il motivo per cui l'acquirente non sa nulla di tutto cio', mi risponde che non lo sa' neanche lui, e che per quanto lo riguardava credeva che l'acquirente avesse fatto richiesta di mutuo presso un altro Istituto Bancario perche' lui non aveva avuto piu' notizie (Neanche del fantomatico appuntamento fissato per il 1? Agosto).
Sapute queste cose, contatto il mio acquirente e lo metto a sua volta a conoscenza di quanto ho saputo. Mi richiama il giorno dopo e mi dice che dopo aver avuto conferma di quanto gli avevo riferito io il giorno prima, si e' accordato con questo funzionario per ricominciare la pratica nel piu' breve tempo possibile e di farla procedere il piu' velocemente possibile.
In questo tempo ho vissuto in condizioni disagiate dentro una stanza, tutto il mio arredamento rinchiuso in un cantina, i miei cani rinchiusi in un recinto a casa di mia cognata. Per fortuna non ho avuto ulteriori spese per l'affitto ne' per l'immagazzinamento dei mobili ne' per la sistemazione dei miei tre cani, ma tante scomodita' dovute al fatto di dover andare quotidianamente da loro che incolpevoli di tutto devono pur mangiare e fare una vita il piu' dignitosa possibile e spero che gli elettrodomestici non abbiano subito danni dal mancato utilizzo per tutto questo tempo.
Conclusioni: * Ho perso L.10, 000, 000 della caparra; * Ho anticipato L.20, 000, 000 a Gennaio per estinguere un mutuo che sta comunque ancora gravando sul mio nome; * Forse dopo 10 mesi che vivo fuori da casa mia riusciro' a venderla; * Sto perdendo gli interessi che da 10 mesi avrebbero dovuto fruttare sul mio conto i soldi della vendita della casa; * Non so monetizzare i disagi comportati da questi 10 mesi di vita "arrangiata" tra una stanza in casa di mia suocera e un pezzo di terra recintata nel terreno di mia cognata.
Ora avrei qualche domanda per Lei: * C'e' un responsabile per tutto questo?
* Le professionalita' intervenute hanno fatto errori o mancato di fare qualcosa che avrebbero dovuto fare?
* Dato che nel compromesso firmato a Febbraio con la persona che mi avrebbe dovuto vendere la casa era posto come condizione necessaria per l'acquisto della casa stessa l'ottenimento da parte mia di un mutuo che per i motivi sopra descritti non ha mai potuto richiedere, esiste una possibilita' di rivalermi per tornare in possesso della caparra perduta?
La ringrazio per l'attenzione rivoltaMi, e mentre spero in una Sua pronta risposta Le invio i miei piu' cordiali saluti.




Risposta ADUC
di per se', questo tipo di incombenze non sono di competenza dell'agenzia mediatrice. Tuttavia, e' diverso se questa si e' specificamente addossata detto onere. Ad ogni modo, non pare che l'agenzia abbia formalmente acquisito detto mandato (anzi, in certe fasi non avrebbe proprio potuto adoperarsi a favore delle parti), ma solo che abbia agito informalmente -e comunque con un ruolo marginale, in quanto il rapporto rimaneva tra lei ed il compratore.
A nostro avviso, lei ha sbagliato in quanto si e' dato da fare in ogni modo ed oltre ogni suo possibile dovere per risolvere la questione -nell'inerzia totale degli altri- omettendo pero' di fare l'unica cosa che aveva il diritto e l'obbligo di fare: mettere in mora il compratore, intimandogli di provvedere ad adempiere, entro il termine previsto -con l'avviso che in difetto avrebbe ritenuto risolto il contratto, trattenendo la caparra e chiedendo il rimborso del danno.
Non avendo provveduto in tal senso, le sconsiglieremmo un contenzioso in quanto non si sono elementi probatori a suo favore, poiche' e' appunto mancata una messa in mora da parte sua.
Se crede puo' provare a formalizzare una richiesta di rimborso al compratore, rivolgendosi poi al giudice di pace, tentando una conciliazione.
Per quanto attiene l'altro problema con il suo venditore, occorrerebbe visionare gli atti ma e' probabile che vi fossero gli estremi per contestare. Tuttavia, non avendo provveduto a suo tempo a specificare il motivo della mancata conclusione del rapporto, potrebbero esservi delle difficolta' per far valere le proprie ragioni.

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