Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
28 ottobre 2002
Salve, sono Alessandra e avrei alcune domande da farvi.
Nell'agosto del 1993, mi sono recata in Puglia (precisamente nella provincia di Lecce) a trascorrere le ferie, in visita ad una compagna di universita'.
La mia vacanza doveva trascorrere, in teoria, in casa di questa mia amica.
Cosi' e' stato per i primi due giorni.
Nei giorni successivi invece questa ragazza mi comunica che ci saremmo trasferite al mare, da una sua amica.
La sua amica c'era, in effetti, ma con lei anche molte altre persone, da me sconosciute, Inoltre il luogo dove mi ha portata era una vecchia masseria disabitata (cosi' mia ha detto la mia amica), sfornita di ogni servizio igienico.
Passino i servizi igienici, ma non passi il fatto che dopo qualche giorno mi ritrovo svegliata da una carabina impugnata da una carabiniere che mi chiedeva i documenti.
Io da persona civile ed ingenua ho consegnato i miei documenti alla forza dell'ordine.
Questo ad un certo punto si rivolge a noi ragazzi e dice: "So che in questo gruppo ci sono persone che non centrano nulla e che non hanno fatto nulla...... a questi dico di andarsene subito..... ".
Io incuriosita chiedo ad uno dei carabinieri cosa stava succedendo.
Questo mi ha risposto in tutta franchezza che noi stavamo occupando una proprieta' privata e che il proprietario avrebbe esposto denuncia se non ce ne fossimo immediatamente andati.
Io allora mi sono arrabbiata con la mia "amica" per non avermi detto come stavano realmente le cose e, il tempo di organizzarmi il viaggio (in treno) di ritorno, me ne sono ritornata a casa.
Se nonche' a distanza di un po' di mesi mi arriva a casa una lettera contenente gli atti giudiziari riguardanti la causa penale riferita all' occupazione di tale terreno di proprieta' privata.
La causa credo sia tutt'ora in atto (a quanto pare si patteggera' con il proprietario del terreno in questione e tutto verra' archiviato).
Ora io vi chiedo: -Come puo' essere che mi abbiano denunciata quando io ero gia' partita, vuol dire che i carabinieri non sono piu' tornati in quel posto a verificare quanta gente ci fosse ancora (visto che io non c'ero piu', come fanno a dire che io stavo ancora occupando tale terreno?) -Perche' il mio avvocato d'ufficio non mi ha mai chiesto come sono andate le cose (forse mi avrebbe fatta escludere subito dalla cerchia di persone indagate) -Perche' io devo pagare un avvocato che mi ha difeso in tale modo?
-Perche' i carabinieri hanno abusato dei documenti presi quel giorno senza prima verificare se tali persone c'erano ancora?
Io per questa causa penale sto rinunciando a dei lavori (io sono geometra e per determinati appalti serve il certificato che attesti che io ho la fedina penale pulita).
Chi mi ripaga di tali disagi? I carabinieri o il mio avvocato incompetente?
Posso rifiutarmi in qualche modo di pagare l'avvocato (considerando il fatto che non ho i soldi che mi sta chiedendo), il quale mi ha fatto ingiunzione dal giudice di pace per il pagamento della sua parcella.
Io ritengo di non essere stata difesa bene e ritengo soprattutto di essere stata denunciata penalmente per qualcosa che non ho commesso (almeno consapevolmente).
Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione e resto in attesa di una vostra risposta.
Risposta ADUC
forse i carabinieri hanno semplicemente redatto il verbale la prima volta -il che tutto sommato sarebbe anche giusto, dal loro punto di vista. Non sappiamo, infatti, se il varbale che le e' giunto fosse relativo all'occupazione reiterata ulteriormente oppure a quella rilevata quella mattina. Premesso che questa e' una questione penale non di nostra competenza, il fatto e' che non sono possibili ipotesi teoriche: occorre conoscere i capi d'accusa.
Il fatto che lei non volesse essere in quella casa quel giorno, non toglie che in realta' ci fosse e che la sua identita' sia stata rilevata. Pertanto, a seconda di quelli che sono i capi d'accusa, lei il reato lo ha commesso: se poi le siano state attribuite colpe maggiori e dunque l'avvocato non l'abbia difesa bene, non lo sappiamo. Ma il problema e' che non lo sa neanche lei: come puo' contestare qualsiasi cosa, se non conosce i fatti che la riguardano?
Inoltre, il fatto che abbia un legale d'ufficio, ci pare voglia dire che la sua posizione risulta analoga e gestita unitariamente a quella degli altri: questo e' anche colpa sua, perche' non ha mai parlato col suo legale? Se lei non si fa sentire, questi non ha motivo di ritenere che la sua posizione sia diversa da quella degli altri assistiti. Sicuramente anche lui sara' un po' superficiale, ma lei sta facendo altrettanto: cerchi di interessarsi meglio a questa cosa, e' troppo importante.
Il fatto che lei non volesse essere in quella casa quel giorno, non toglie che in realta' ci fosse e che la sua identita' sia stata rilevata. Pertanto, a seconda di quelli che sono i capi d'accusa, lei il reato lo ha commesso: se poi le siano state attribuite colpe maggiori e dunque l'avvocato non l'abbia difesa bene, non lo sappiamo. Ma il problema e' che non lo sa neanche lei: come puo' contestare qualsiasi cosa, se non conosce i fatti che la riguardano?
Inoltre, il fatto che abbia un legale d'ufficio, ci pare voglia dire che la sua posizione risulta analoga e gestita unitariamente a quella degli altri: questo e' anche colpa sua, perche' non ha mai parlato col suo legale? Se lei non si fa sentire, questi non ha motivo di ritenere che la sua posizione sia diversa da quella degli altri assistiti. Sicuramente anche lui sara' un po' superficiale, ma lei sta facendo altrettanto: cerchi di interessarsi meglio a questa cosa, e' troppo importante.
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