Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

24 ottobre 2002
Domanda 24 ottobre 2002
Cara ADUC, Vi scrivo per segnalare uno degli innumerevoli disservizi e "vessazioni" che Telecom Italia (TI) ancora oggi riserva ai suoi "forzati" clienti. In data 16 Ottobre c. a. TI mi ha sospeso il servizio telefonico disabilitando le chiamate in uscita dalla mia utenza domestica.
La giustificazione addotta e' stata la mancanza del pagamento relativo al 4° bimestre 2002. Ovviamente il pagamento era stato effettuato il 12 Agosto c. a. in anticipo sulla data di scadenza (16 Agosto), per cui non ha destato preoccupazione la comunicazione seguente che si trova sulla prima pagina della fattura relativa al 5° bimestre 2002: " Attenzione! Alla data di emissione della presente fattura non risulta pervenuto il pagamento della fattura del 4° bimestre 2002. Se lei ha pagato entro tale data non consideri valido questo avviso. Se lei ha pagato successivamente, o non appena avra' provveduto. Lo segnali per cortesia al servizio clienti 187... ".
Il giorno di scadenza della fattura del 5° bimestre 2002 la "solerte" TI ha provveduto al disabilitazione del servizio di chiamate in uscita, senza ulteriori solleciti nonostante l'articolo 19 dell'avantielenco dice che "Qualora il Cliente abbia pagato entro le rispettive scadenze le ultime sei fatture e ritardi nel pagamento di una successiva fattura, TI puo' sospenderlo dal servizio in uscita solo dopo un avviso scritto da inviarsi trascorsi 45 giorni dalla scadenza della fattura insoluta. Persistendo il ritardo, i servizi saranno sospesi trascorsi 15 giorni dall'invio dell'avviso".
Quindi, nonostante io abbia pagato le ultime fatture sempre nei termini di scadenza, senza inviarmi un apposito sollecito scritto TI mi ha indebitamente sospeso il servizio che, nonostante l'invio via fax degli estremi dell'avvenuto pagamento ed i ripetuti solleciti al 187, ad oggi (22 Ottobre) non e' ancora stato riabilitato.
A questo punto Vi chiedo cortesemente: - quali "mezzi" debba utilizzare per avere una "pronta" riabilitazione del servizio di chiamate in uscita; - come diffidare la suddetta TI nel considerare effettivo questo "virtuale" mancato pagamento, dato che per coloro che non sono in regola con il pagamento delle ultime 6 bollette, TI si riserva di applicare l'indennita' di mora dovuta per ritardato pagamento qualora venga ritardato anche un solo giorno il pagamento delle prossime bollette (sarei considerato in sostanza un "recidivo"); - come possa tutelare i miei diritti con la suddetta TI reclamando la applicazione dell'articolo 27 dell'avantielenco relativo agli errori di sospensione del servizio.
Nel ringraziarvi per il Vostro aiuto porgo distinti saluti.
In fede




Risposta ADUC
il fatto di considerare certi servizi come scontati ingenera a nostro avviso una erronea valutazione degli stessi. In caso lei avesse ricevuto un sollecito da un qualsiasi altro fornitore, si sarebbe affrettato a dimostrare il pagamento, preso dal dubbio che qualcosa potesse essere andato storto e preoccupato dei possibili effetti, cosciente del fatto che il pagamento e' liberatorio solo nel caso in cui risulta pervenuto. Forse si sarebbe alterato, ma si sarebbe dato da fare per risolvere la questione. Trattandosi di Telecom (la quale come gli altri ha diritto di essere pagata e anche per colpa delle Poste potrebbe non aver ricevuto il pagamento) ha ignorato il problema. Ora, e' vero che il pagamento alla Posta e' -per convenzione in questi tipi di servizio- liberatorio: ma questo non toglie che debba essere dimostrato. Se a Telecom non risulta il pagamento, continuera' (legittimamente) ad essere convinta che lei non vi abbia provveduto: sta a lei dimostrare che si sbaglia.
Altro discorso concerne il mancato avviso scritto da parte di Telecom: questo puo' sicuramente contestarlo, ma cio' che ci premeva comprendesse e' che non si devono dare per scontati i pagamenti in posta e si deve rispondere ad ogni richiesta o contestazione, per poter poi essere nel giusto.
Le contestazioni del caso, puo' pertanto effettuarle a mezzo raccomandata A/R, rilevando le varie irregolarita' ed intimando di provvedere all'allacciamento (allegando copia del pagamento) entro e non oltre 48 ore, avvisando che in difetto adira' le vie legali.
A quel punto, se dovessero continuare a sbagliare, potra' rivolgersi al giudice di pace.

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →