Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

19 ottobre 2002
Domanda 19 ottobre 2002

Buongiorno sono un vostro socio e seguo sempre la rubrica CaraAduc.
Vorrei sottoporvi un quesito.
Circa 12 mesi fa ho sospeso la mia assicurazione auto (Ass. ne Unipol con classe bonus/malus 1), vendendo la mia vecchia vettura.
Ora mi trovo nella situazione di riaprire il contratto per una vettura usata che vado ad acquistare.
Dato che il preventivo della Unipol e' risultato elevato, mi sono rivolto ad una agenzia assicurativa on-line che mi ha fatto un preventivo decisamente piu' interessante.
La Unipol mi ha tranquillamente detto di passare all'altra compagnia, perche' loro non possono essere competitivi con una tipologia di guidatore come la mia.
Difatti mi hanno aperto il contratto solo per una settimana allo scopo di ottenere l'attestato di rischio ed ottenere il rimborso di un credito da me lasciato in sospeso relativo alla precedente vettura.
Quello che mi ha stupito e' il fatto che dicono che non sia necessaria la disdetta 2/3 mesi prima della scadenza contratto e che non sia nemmeno il caso di inviare disdetta scritta in quanto e' sufficiente telefonicamente.
Non vi sembrano un po' troppo accondiscendenti? E' normale che non sia necessaria la disdetta scritta?
Consigliate di inviarla comunque?
Grazie anticipate.




Risposta ADUC
se ha sospeso la polizza (e per non perdere i diritti, doveva riattivarla entro il termine contrattualmente previsto) occorre comunque che termini l'anno. E rispetti le condizioni contrattuali anche in merito al recesso. Tuttavia, su questo punto si rilevano due obiezioni: in primo luogo, deve ASSOLUTAMENTE inviare il recesso solo ed esclusivamente a mezzo raccomandata A/R. In secondo luogo, pur se per evitare problemi e contrasti va bene che lei effettui il recesso rispettando i termni contrattuali, c'e' da dire che la L. 57/01 prevede che il recesso debba avvenire (a mezzo raccomandata A/R!) con preavviso di -soli- 30 gg.

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →