Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

16 ottobre 2002
Domanda 16 ottobre 2002

Gentilissimi signori, racconto la mia recente esperienza nel mondo del turismo fai da te sperando che ci sia una possibilita' di accomodamento, soddisfacente per tutte le persone coinvolte. Il fatto: tramite un'azienda agrituristica (Il Molinello) prenoto via e-mail (10 luglio 2002) un soggiorno da 10 al 18 agosto 2002 in un'altra azienda agrituristica (si sono consorziate con altre aziende) c/o la fattoria Poggio alla Fame in provincia di Siena; mi viene richiesto un versamento come acconto pari al 50% dell'importo totale che provvedo a versare tramite bonifico bancario (12 luglio 2002); successivamente do disdetta del soggiorno (5 agosto 2002) ed ottengo dal titolare della fattoria dove dovevo soggiornare, la promessa di ricevere 200 euro di rimborso. Ma a tutt'oggi, dopo numerose telefonate, ho ricevuto solo promesse e nulla di piu'.
Domande: ho diritto a ricevere il rimborso (parziale o totale) di quanto versato o devo elemosinare la restituzione dei 200 euro promessi dal titolare? Esistono norme che regolano i servizi turistici (prenotazione, anticipo, disdetta, rimborso ecc.) in campo agroturismo e nel mondo internet? Posso fornire le e-mail intercorse e la ricevuta bancaria del bonifico.
In attesa di ricevere comunicazioni in merito, resto a disposizione per ulteriori approfondimenti ed invio cordiali saluti.




Risposta ADUC
avendo ricevuto la rassicurazione del rimborso, a questo punto puo' sollecitarne l'invio a mezzo raccomandata A/R, dettando il termine di 15 gg. per riceverlo, specificando che in difetto adira' le vie legali.
Potra' recarsi dal giudice di pace della sua citta', inizialmente per una conciliazione.
Dato che si tratta di importo inferiore ai 500,00 euro potra' stare in giudizio da solo.
In linea generale, avendo stipulato un contratto valido, la parte che decide di disdire deve accollarsi delle spese: che possono essere la penale (per il cliente) che pero' non dovrebbe essere superiore al 30% dell'intero importo, altrimenti e' contestabile perche' eccessivamente onerosa, oppure la restituzione del doppio della caparra (se a disdire fosse la controparte).
Tenga presente che l'agriturismo avrebbe potuto pretendere l'adempimento dell'importo totale.
Nel qual caso lei avrebbe opposto l'eccessiva onerosita' della penale di fatto richiestale, ma recandosi successivamente dal giudice di pace se l'accordo non fosse stato raggiunto.

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