Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 marzo 2000
Domanda 29 marzo 2000
OGGETTO: ESPOSTO CONTRO AGENTE IMMOBILIARE
Con la presente intendo fare un esposto contro l'agente immobiliare Signor ME*** - nr. di iscrizione all'albo 5943 Agenzia G***/Me*** - Via Boschetti, 7 MILANO- il cui comportamento in veste di agente immobiliare e’ senza dubbio immorale e soprattutto poco deontologico. Alla presente allego lo svolgimento dei fatti e tutta la documentazione che concerne questa pratica.
Desidero sottolineare che, a conclusione di tutto cio’ che e’ avvenuto, mi chiedo se mio malgrado ho fatto parte di un progetto organizzato per incastrare legalmente chi in buona fede e’ solo alla ricerca di una casa da comprare e che, alla fine, non viene assolutamente tutelato da nessuno, ne’ tanto meno dall'agente immobiliare che dovrebbe essere responsabile dei rapporti cliente/venditore.
Trovo altresi’ scandaloso che esista una modulistica in possesso agli agenti del F.I.M.A.A, ingannatori e ai limiti della truffa, che garantisce in ogni caso, sia che la vendita vada a buon fine oppure no, la provvigione all'agente.
Il punto 8b del contratto e’ atto ad ingannare l'acquirente, in quanto si fa riferimento ad un prezzo d'acquisto e ad una data di compromesso.
Il Signor Me***, al momento di compilare la proposta di acquisto, forse approfittando del mio entusiasmo, non si e’ minimamente preoccupato di informarmi e di spiegarmi, come ogni buon mediatore dovrebbe fare, che la provvigione si intendeva maturata anche nel caso la vendita non fosse andata a buon fine.
Mai il Signor Me*** si e’ preoccupato di "mettere nero su bianco" che la Signora Ma** si era ritirata dalla vendita.
Il comportamento di questo agente non rende di certo onore alla categoria dei mediatori e degli agenti immobiliari anzi, ne sottolinea l'ambiguita’ e la dubbia moralita’. Desidero inoltre fare presente a codesta commissione che grazie al comportamento di questo agente mi ritrovo con la somma di L.12.000.000 da pagare, costretto e praticamente obbligato ad intentare causa alla parte venditrice, e a sostenere spese legali.
Senza ovviamente contare il tempo perso, i danni di tipo morale (avevo urgentemente bisogno di acquistare un appartamento, in quanto avevo gia’ venduto quello in cui abitavamo), i disagi. subiti, per i quali non esiste risarcimento.
Certo di un Vostro cortese cenno di riscontro, porgo i miei piu’ distinti saluti.
SVOLGIMENTO DEI FATTI
Nel Settembre del 1999 io e la mia compagna, all'ottavo mese di gravidanza, eravamo in cerca di un appartamento in zona Maggiolina/Piazza Farina/Piazza Carbonari a Milano.
Tramite un cartello affisso dall'agenzia immobiliare G***/ME*** davanti ad una palazzina ubicata in Via Torelli Viollier nr.1, veniamo a conoscenza, contattando direttamente tale agenzia, della vendita di un appartamento sito al secondo piano che corrispondeva alle nostre esigenze.
Al primo appuntamento si presenta il Signor Me***, che in qualita’ di agente ci mostra l'appartamento. Siamo molto interessati dall'appartamento e senza perdere tempo richiediamo per il giorno successivo, 24 Settembre, un altro appuntamento.
A seguito, nella stessa mattinata, ci rechiamo presso l'agenzia G***/ME*** dove il Signor Me*** redige una proposta di acquisto immobiliare (ALL.1), del valore di L. 325.000.000 accompagnata da una caparra di L. 5.000.000. La proposta e’ controfirmata dal sottoscritto e dal Signor Me*** Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno, il Signor Me*** ci conferma che la parte venditrice ha accettato la proposta al prezzo di L.330.000.000 e ci convoca nuovamente presso il suo ufficio per darci copia della proposta firmata dalla controparte. In realta’ la proposta era stata firmata solo dalla madre della venditrice e non dalla venditrice stessa Signora Ma**. Il Signor Me*** ci conferma che le signore sono "persone per bene" e che, anche se la proposta e’ firmata solo dalla madre, non ci sono problemi. Il lunedi’ seguente, giorno 27 settembre 1999, il Signor Me*** ci informa che, la Signora Ma** lamentandosi con lui per prezzo basso di vendita non era piu’ intenzionata a vendere l'appartamento ma che, infine, lui stesso l'aveva convinta. Il Signor Me*** fa firmare la proposta di acquisto anche alla Signora Ma**.
L'assegno della caparra non viene mai incassato. Solo successivamente scopro che il Signor Me*** non l'ha mai consegnato alla Signora Ma**. L'assegno e’ a tutt'oggi in mano al Signor Me***. Viene fissato il giorno del compromesso - il 15 Ottobre (verbalmente) Il giorno 14 Ottobre, il Signor Me***, sempre verbalmente, ci informa che la Signora Ma** non e’ piu’ intenzionata a vendere l'appartamento. Il giorno 15 Ottobre ci presentiamo comunque presso l'agenzia G***/ME*** - la Signora Ma** non si presenta. Il Signor Me***, solo sotto indicazione e dettatura del nostro avvocato di fiducia, compila una dichiarazione (ALL.2). Precisiamo che, il Signor Me***, non ci ha fornito alcuna consulenza, era completamente a digiuno sul come comportarsi in questi casi e su come soprattutto tutelare il cliente. Preciso altresi’ che la Signora Ma** non ci ha mai confermato per iscritto, la sua intenzione di non procedere alla vendita.
Il Signor Me***, nonostante tutto, non esita a inviarmi, tramite raccomandata il giorno 22 Ottobre 1999 (ALL.3), una fattura pro-forma per il suo compenso di mediazione. La mediazione gli spetterebbe in quanto sulla base dell'articolo 8 della proposta di acquisto che ho firmato, la mediazione si intende conclusa quando entrambe le parti hanno sottoscritto la proposta stessa. Sempre sotto indicazione del nostro avvocato di fiducia, riconvochiamo noi stessi la Signora Ma** per il giorno 25 Ottobre tramite telegramma, per la firma del compromesso. (ALL.4) Il giorno 25 Ottobre 1999, ricevo da parte dell'avvocato della Signora Ma**, un telegramma dove si contesta esistenza contratto (ALL.5) Il giorno 25 Ottobre, ci ripresentiamo presso l'agenzia G***/ME*** per la seconda convocazione, la Signora Ma** non si presenta, il Signor Me***, sempre sotto suggerimento del nostro avvocato di fiducia, compila una seconda dichiarazione (ALL.6). Chiedo al Signor Me*** spiegazioni circa la fattura pro-forma inviatami. Solo ora il Signor Me*** ci spiega che tale fattura pro-forma e’ stata fatta nell'intento di costringerci a fare una causa alla Signora Ma** per la richiesta dei danni subiti. La spiegazione del Signor Me*** descritta nel punto precedente si e’ rivelata successivamente vantaggiosa solo per lui, in quanto presentando la fattura pro-forma non ha fatto altro che prepararsi la strada in modo inattaccabile legalmente, ma immorale deontologicamente, qualora gli eventi si fossero ulteriormente compromessi Il Signor Me*** malgrado ci avesse assicurato di non procedere a nessuna richiesta di pagamento non ha esitato a depositare un Decreto Ingiuntivo (ALL.7) il giorno 17 Novembre, per ottenere il pagamento della mediazione di un appartamento che non e’ mai stato venduto.
Mio malgrado, sono stato costretto a intentare una causa alla Signora Ma**, per cercare almeno di recuperare la somma di L.12.000.000 che, per legge, devo al Signor Me***.

Risposta ADUC
Il proprietario ha violato il contratto. Quindi e’ giusta la causa. L’agente ha diritto a reclamare la somma, perche’ si e’ comportato come ha dovuto, a meno che lei dimostri l’inadempienza. Si rivolga alla Camera di Commercio.
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