Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 ottobre 2002
Domanda 12 ottobre 2002

URGENTE Gentilissimi signori Vi chiedo cortesemente un parere.
In una strada privata aperta al pubblico transito da 40 anni non in manutenzione al Comune di Roma alcuni abitanti hanno richiesto, e ottenuto la concessione all'utilizzo del proprio cortile usufruendo di un Passo Carrabile regolare rilasciato appunto dal Comune di Roma.
A seguito di interminabili discussioni di abitanti che si ostinano a non richiedere il Passo Carrabile i quali sostengono che la strada e' privata e gli accessi sono "a raso" si sta da diversi giorni decidendo di chiudere la strada apponendo sbarre a livello dall'inizio alla fine della strada Chiaramente quelli che hanno richiesto e ottenuto gia' la concessione, sono contrari, per il semplice motivo che a suo tempo lo hanno richiesto perche' i residenti della stessa via parcheggiavano le proprie auto, impedendo il libero acceso al proprio cortile, e ora se la strada venisse chiusa diventerebbe privata in questo caso i Vigili Urbani non potrebbero piu' intervenire.
Ora la domanda e' la seguente: Su questa strada esiste una servitu' di passaggio dove viene vietato il parcheggio di autovetture per tutto il tratto e per la sua intera larghezza, (due metri per confine) ma cio' non impedisce il divieto di sosta? Forse adesso che e' libera al pubblico transito, ma se riuscissero a farla chiudere? I passi carrabili rilasciati dal Comune salvo diritto di terzi non avrebbero piu' senso di esistere, nel caso appunto fosse chiusa chi tutelerebbe le persone a cui gli viene parcheggiata costantemente giorno e notte l'auto davanti il cancello del cortile- garage? Si dovrebbe iniziare controversie legali che durano secoli. Nel suolo stradale sono impiantati i pali della luce comunale da 25 anni, e a 150 metri esiste un edificio di interesse pubblico una Scuola elementare). Secondo voi ci sono i presupposti per chiudere questa strada, e soprattutto cosa e che fare per tutelarci dai parcheggi abusivi. Oggi se qualcuno parcheggia davanti un Passo Carrabile, i Vigili intervengono, multano e rimuovono il mezzo che intralcia l'ingresso, ma se se si chiudesse?
Inoltre se la strade si chiudesse in base alla planimetria dove si evince la mezzeria del confine di metri due, io non sarei a quel punto proprietario per tutta le superficie del mio villino e fino a metri due della strada dove adesso si parcheggiano sotto le mie finestre le auto dei vicini. Se sono proprietario fino a metri due allora essendo proprieta' privata chi parcheggia nel mio spazio dovrebbe pagare il posto auto o sbaglio?
Cosa fare.
Grazie per una risposta




Risposta ADUC
il passo carrabile a raso non paga la tassa di occupazione del suolo, ma nel caso in cui richiede una concessione di divieto di sosta (che e' un'altra cosa) dovra' invece pagare. Poiche' avere un passo carrabile non vuol dire aver diritto al divieto di sosta, chi lo richiede dovra' comunque pagare la concessione (seppur inferiore, generalmente, per i passi a raso).
Questo, in caso i suoi vicini necessitassero di chiarimenti in merito.
Per quanto concerne il diritto di passaggio, in caso fosse possibile dimostrare di aver usucapito il diritto di passo, potra' farlo valere, mantenendo a sua volta il diritto di accesso pari a quello degli altri abitanti. In caso quello fosse il suo unico accesso all'abitazione, la prova sarebbe facilmente raggiungibile: in caso contrario, ci pare molto piu' difficoltoso.
Quello che ci pare in contrasto e' il concetto di concessione di divieto di sosta con quello di chiusura della strada: se e' ad uso pubblico, non e' privata e conseguentmeente non puo' essere chiusa dai privati (ma allora non ha senso il passo carrabile). Se invece fosse privata, la chiusura sarebbe legittima ma era immotivata la concessione (che ora non avra' piu' motivo di essere e che dovranno darsi un regolamento proprio, citandosi a vicenda davanti al giudice se qualcuno parcheggiasse indebitamente).
Sulla parte privata, comunque, il parcheggio non e' consentito.
Forse, e' stata fatta un po' di confusione tra tutte le parti in causa. Ad ogni modo, adesso le cose possono cambiare, il Comune puo' dare una sua lettuura dei fatti e le parti coinvolte possono eventualmente agire avverso le decisioni amministrative del caso, ricorrendo al Tar.

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