Domenica 7 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 ottobre 2002
Domanda 12 ottobre 2002

cara aduc il 9.02.2002 ho commissionato l'acquisto di una cucina presso un negozio di mobili della mia zona con consegna prevista fine aprile, nella commissione sono stati indicati il modello, gli elettrodomestici della ditta ARISTON il tavolo(con il piano del colore rosa niagara) e le sedie, alla firma della commissione ho versato un acconto di 2.100 euro con rimanenza a saldo di 4.900 euro. Il 20.02.2002 il venditore viene a casa mia per rilevare le misure esatte, in quell'occasione ho chiesto la possibilita' di cambiare gli elettrodomestici (da ARISTON a REX) e il tavolo e le sedie con altri modelli. Per gli elettrodomestici non e' stato in grado di fornirmi adeguate indicazioni sulle caratteristiche tecniche, e pertanto ho dovuto documentarmi presso altri rivenditori internet, mentre per il tavolo e le sedie ho scelto un altro modello dal catalogo in suo possesso, concordando di versare la differenza rispetto alla scelta precedente di euro 409 e che per gli elettrodomestici avrei comunicato in seguito alla scelta dei prodotti. Dopo essermi documentato sulle caratteristiche tecniche degli elettrodomestici ho comunicato telefonicamente l'elenco dei prodotti scelti. il 25.2.2002 il venditore tramite fax comunica il preventivo dei nuovi elettrodomestici per una differenza tra ARISTON E REX di 900 euro, prezzi superiori a quelli che io avevo riscontrato presso altri rivenditori una differenza di circa 600 euro. A questa mia considerazione il venditore rispondeva che i prezzi erano quelli da lui indicati e ne' tanto meno poteva consegnarmi la cucina senza elettrodomestici. Nonostante la mia insoddisfazione della risposta data accettai, apponendo un firma sul fax di preventivo e sostituzione degli elettrodomestici, senza che nel medesimo fax fosse indicato nulla per la sostituzione del tavolo e sedie. Il 27 aprile mi viene consegnata la cucina, con gli elettrodomestici scelti, e con il tavolo e sedie della prima commissione, che prontamente ho rifiutato, dopo il montaggio della cucina ho riscontrato alcuni inconvenienti (pensili graffiati, anta frigo scheggiata ecc.) tutti comunicati qualche giorno dopo tramite fax nel quale richiedevo l'elenco prezzi relativo ad ogni singolo pezzo che compone la cucina, la fattura o altro documento fiscale. Alla fine del montaggio al mobilificio attraverso il venditore prima, e il proprietario dopo, telefonicamente comunicavo gli inconvenienti riscontrati, assicurandomi che avrebbero comunque provveduto al ripristino, e che per quanto riguarda il tavolo e le sedie l'errore mi era stato attribuito in quanto avevo solo verbalmente dichiarato di cambiare il tavolo e le sedie con un altro modello, senza che fosse stato scritto e controfirmato, mentre io avevo dato per certo che il venditore, in occasione dei rilievi fatti in casa mia avrebbe dovuto preoccuparsene direttamente, cosa che evidentemente aveva dimenticato. Il titolare prima non voleva assolutamente riprendersi il tavolo e sedie indietro, ma dietro le mie insistenze ha dovuto accettare riconoscendomi la differenza del costo del tavolo e sedie, che io avrei trattenuto dal pagamento totale senza specificare la somma. Nel fare i conteggi ho ripreso gli appunti del 20.02.2002, ove erano indicati i prezzi del tavolo e sedie commissionati il 9.02.2002 per un valore totale di euro 764 mentre il nuovo modello scelto il 20.02.2002 aveva un valore di euro 1.174, la differenza quindi ammonta a euro 409. Considerato che il tavolo e sedie non le ho piu' ritirate ho detratto dalla commissione il valore di euro 764.
Dopo circa 2 giorni il venditore mi richiama e mi comunica che la differenza tra il primo e secondo tavolo e sedie non era di 409 euro ma 800 euro circa, mentre io ribadivo che dagli appunti presi in occasione dei suoi rilievi, comunicavano che il prezzo del tavolo e sedie era di 764 euro e che avrei dovuto dare altri 409 euro per aver scelto il nuovo tavolo e sedie, cosa che io accettai. In risposta il venditore cambiava versione riferendosi che quel prezzo da lui comunicato (764 euro) era prima da scontare, poi che lo stesso prezzo pattuito era da considerarsi in lire. A queste affermazioni discordavo prontamente sostenendo la mia ferma versione dei fatti.
Dopo circa 20 giorni il mobilificio invia un suo dipendente per rimuovere gli inconvenienti da me lamentati con lettera da me inviata, senza pero' consegnare l'elenco dei prezzi e la fattura.
Dei pezzi in sostituzione l'anta frigo e' comunque nuovamente graffiata e prontamente rispedita indietro. Dopo aver finito il lavoro il dipendente mi chiede ancora la differenza di circa 400 euro, ne segue una lunghissima telefonata molto accesa con il titolare del mobilificio il quale richiedeva con insistenza la differenza e io prontamente rifiutavo e ribadivo le mie motivazioni e convinzioni. Ad oggi non ho ricevuto null'altro, ne' tanto meno hanno ricevuto da parte mia un documento controfirmato nel quale risulti la consegna della cucina, personalmente non ho nessun documento fiscale per poter accedere alla garanzia commerciale degli elettrodomestici ed al collaudo da parte del centro assistenza rex degli stessi. Alla luce dei fatti esposti vi chiedo cortesemente: 1) l'errore commesso dal venditore di non aver trasformato in commissione scritta il mio ordine verbale di cambiare tavolo e sedie, puo' essere imputato in parte anche a me per aver dato piena fiducia al venditore, che accettava la responsabilita' del cambio del tavolo e sedie; 2) come posso esercitare il diritto di avere il documento fiscale, comprovante l'acquisto della cucina e relativi elettrodomestici, e quindi accedere alla garanzia commerciale e al collaudo da parte del centro assistenza REX sugli elettrodomestici da effettuarsi entro 2 mesi dall'acquisto; 3) nel caso il venditore ha emesso tale documento in data 27.4.2002 e non lo ha consegnato, in attesa di ottenere la differenza, posso rivalermi eventualmente e in che modo; 4) nel caso nel frattempo avessi bisogno del controllo per un guasto ad un elettrodomestico, posso rivalermi sul rivenditore; 5) per la cucina e elettrodomestici posso accedere eventualmente alla garanzia commerciale di due anni ai sensi dell'ultima normativa vigente; Nel ringraziarvi anticipatamente invio cordiali saluti.




Risposta ADUC
ottenere una variazione contrattuale non e' un diritto. Ed e' anche vero che ogni negoziante puo' applicare prezzi diversi dagli altri (eventualmente, e' il Produttore che potrebbe non essere d'accordo).
A nostro avviso, la questione non e' stata ben gestita perche' lei e' partito dal presupposto di avere diritto di imporre le modifiche. Conseguentemente, a fronte dell'apparente disponibilita' della controparte, non ha ritenuto opportuno documentare adeguatamente la variazione dell'accordo contrattuale.
Consiglieremmo pertanto di far valere il contratto originario oppure di ricominciare da capo formalizzando per iscritto il nuovo accordo.
Intimi poi, per raccomandata A/R, che le venga fornita la documentazione fiscale, avvisando che in caso non la ottenesse entro 15 gg adira' le vie legali.
La garanzia (di uno o due anni) decorre a seconda di quando risulti avvenuta la consegna -se dopo il 23/3, e' di 2 anni.

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