Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 ottobre 2002
C. a. Presidente Donvito
Mi permetta, caro Presidente, di intervenire in merito al comunicato stampa relativo alle agenzie di viaggio e agli sconti diretti Alitalia. Non sprechero' molte parole: in questa occasione lei ha dimostrato una piena, completa, totale ignoranza di questo settore.
Privilegi? Costi gonfiati? Ricatti corporativi? Ma cosa sta dicendo? Sappia solo che sul suo biglietto Alitalia da 79euro (nel caso ne abbia mai fatto uno in agenzia e non direttamente in Alitalia con lo sconto...) a noi restano addirittura 2, 15euro netti, con i quali pagare personale, corsi obbligatori, costi delle fidejussioni e dei terminali aerei. Spero che abbia il buon gusto di scusarsi con quanti come me si sono sentiti offesi dalle sue indicibili fesserie.
Concludo ricordandandole, se mai ce ne fosse bisogno, che gli agenti di viaggio da lei citati sono gli stessi consumatori che lei rappresenta e difende. E anche per questo le rinnovo i miei complimenti.
Luca Mantegazza Agente di viaggio
Risposta ADUC
credo che abbia preso male cio' che ho scritto. E me ne scuso perche' non era nelle mie intenzioni.
Io non contesto che le agenzie guadagnano per il loro lavoro, ma che questa percentuale che va alle agenzie quando emettono un biglietto, debba essere pagata dal consumatore anche quando non usufruisce di questo servizio.
Il consumatore, oltre che consumare, ha anche dei diritti. Che hanno lo stesso valore di quelli delle agenzie e di quelli del vettore. Perche' abusarne in assenza di servizio?
Lei non guadagnerebbe, perche' non ci sarebbero piu' in assoluto commissioni? E' contento del suo 5/7%? Credo di no. Ed oltre a non essere contento e' anche sottomesso alle scelte di politica economica dei vettori, che se domani decidono di darle il 3%, lei se lo tiene e basta.
E' questo il meccanismo che bisogna rompere, mettendo sul mercato tutti alla pari: vettore, agenzia e consumatore. Che' ognuno offra il suo servizio al meglio e ai prezzi piu' competitivi, e quindi guadagni per la sua professionalita', non perche' l'anello finale di questo servizio (il consumatore) e' obbligato a scegliere solo in un modo.
Oggi la situazione non e' cosi'. E abbiamo vettori in fallimento, agenzie in chiusura o acquistate per due soldi dallo speculatore di turno, e consumatori insoddisfatti e beffati. Vogliamo continuare cosi'? Se ne e' convinto, si attrezzi per la sua battaglia con l'obiettivo di mezzo punto in piu' di commissione. Noi siamo altrove.
Cordiali Saluti Vincenzo Donvito
Io non contesto che le agenzie guadagnano per il loro lavoro, ma che questa percentuale che va alle agenzie quando emettono un biglietto, debba essere pagata dal consumatore anche quando non usufruisce di questo servizio.
Il consumatore, oltre che consumare, ha anche dei diritti. Che hanno lo stesso valore di quelli delle agenzie e di quelli del vettore. Perche' abusarne in assenza di servizio?
Lei non guadagnerebbe, perche' non ci sarebbero piu' in assoluto commissioni? E' contento del suo 5/7%? Credo di no. Ed oltre a non essere contento e' anche sottomesso alle scelte di politica economica dei vettori, che se domani decidono di darle il 3%, lei se lo tiene e basta.
E' questo il meccanismo che bisogna rompere, mettendo sul mercato tutti alla pari: vettore, agenzia e consumatore. Che' ognuno offra il suo servizio al meglio e ai prezzi piu' competitivi, e quindi guadagni per la sua professionalita', non perche' l'anello finale di questo servizio (il consumatore) e' obbligato a scegliere solo in un modo.
Oggi la situazione non e' cosi'. E abbiamo vettori in fallimento, agenzie in chiusura o acquistate per due soldi dallo speculatore di turno, e consumatori insoddisfatti e beffati. Vogliamo continuare cosi'? Se ne e' convinto, si attrezzi per la sua battaglia con l'obiettivo di mezzo punto in piu' di commissione. Noi siamo altrove.
Cordiali Saluti Vincenzo Donvito
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