Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

9 ottobre 2002
Domanda 9 ottobre 2002
E' legittima l'imposta di 10.33 euro per la spedizione della bolletta dell'Ufficio Tecnico Servizio Acquedotto del mio comune di residenza (Acireale CT) relativa alla fornitura di acqua potabile per l'anno 2002? A me e' sembrata eccessiva, in fondo si tratta di una sola bolletta. Distinti saluti.




Risposta ADUC
Egregio Sig. Donvito, prima di tutto desidero presentarmi cosicche' lei possa capire il motivo della mia email ed eventualmente cestinarla prima di leggerla tutta (perchE' il mio augurio e' che le persone leggano tutto e non si soffermino sui titoli cubitali delle notizie per "dedurne" il senso). Mi chiamo Christian M. Pitrelli e sono titolare di una agenzia di viaggi a Roma con un totale di 3 dipendenti.
Dopo la presentazione mi preme rispondere a quanto da lei scritto il 02 ottobre in merito all'azione delle agenzie di viaggi contro Alitalia. Nel suo articolo riscontro inesattezze ed ignoranza di base in merito all'argomento da Lei trattato.
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Andiamo con ordine: Firenze, 2 ottobre 2002. Sembra proprio che le agenzie di viaggi, organizzate nella Fiavet, abbiano intenzione di dare il loro contributo all'immobilismo del mercato del trasporto aereo. Come se gia' non bastassero tutti i problemi che il settore si porta dietro perche' non vuole scrostare i privilegi delle societa' di gestione degli aeroporti (l'Italia, su denuncia dell'Aduc, e' stata di recente deferita dalla Commissione Europea alla Corte di Giustizia per la mancata liberalizzazione del settore), e per l'interminabile processo che dovrebbe portare alla privatizzazione dell'Alitalia, causa principale degli altissimi costi del trasporto aereo nazionale.
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In una frase E' riuscito ad includere tante di quelle inesattezze che mi chiedo chi le abbia dato tali informazioni: innanzitutto le agenzie di viaggi tutte sono contrarie ad una operazione commerciale effettuata da Alitalia (vedremo poi di cosa si tratta) e non solo quelle associate Fiavet (Lei "sicuramente" E' al corrente che esistono Assotravel, Assoviaggi, Autotutela oltre a Fiavet in quanto organizzazione di settore). I problemi legati alle societa' di gestione aeroportuale sono un altro tipo di problema che nessuna persona coerente mischierebbe a quello che lei sta trattando, ovvero azioni di concorrenza sleale. Ci si chiede poi quale nesso logico ci sia tra la privatizzazione del vettore Alitalia e la diminuzione dei costi del trasporto aereo nazionale (?!?!?!). Paradossalmente lei in quanto presidente di una delle innumerevoli associazioni dei consumatori dovrebbe auspicare che mai venga privatizzata l'Alitalia (cosa che io invece imploro) in quanto il giorno in cui verra' a mancare la spalluccia del Governo sulla quale si appoggia Alitalia, allora si vedranno i danni per i passeggeri (utenti, consumatori o come meglio li volete chiamare). Quel giorno tutte le sovvenzioni publbiche che prima gravavano sulla collettivita' inizieranno a gravare sul solo utente che paghera' ben piu' caro il Roma - Milano di quanto lo paghi oggi (senza calcolare che sono oramai 7 anni che sono subentrate numerosissime compagnie nazionali a rompere le uova nel paniere ad Alitalia, ma probabilmente non glielo hanno riferito).
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La Fiavet e' partita in quarta per difendere il suo privilegio di rendita e di corporazione, e vuole impedire che l'Alitalia (era ora!) proceda con la sua promozione sperimentale per la vendita dei biglietti attraverso un call center, scontando gli stessi al 10%. Niente di rivoluzionario e sconvolgente il mercato immobile delle tariffe dei voli nazionali, ma sicuramente un segnale che, provenendo dal vettore nazionale, assume un significato maggiore, costringendo di fatto gli altri vettori a competere ancor di piu' e da cosa nasce cosa: soprattutto nascono i vantaggi economici per i viaggiatori, e quindi offerta e qualita'.
Dunque, questa E' la parte interessante dell'argomento: lei sostiene che Alitalia sconta i biglietti del 10%. Mi chiedo chi sia il suo informatore: lo sconto e' di euro 10 e non del 10%. La disputa tra le agenzie di viaggio (per cortesia cerchi di non nominare piu' quel carrozzone burocratico che e' Fiavet) ed Alitalia e' incentrata sulla posizione di fornitore di servizi che ha il vettore ed il rivenditore di detti servizi che sono le ADV (agenzie di viaggi). Nessuno discute la libera concorrenza se questa E' regolata da leggi serie e rigide (mai sentito parlare di posizione dominante, concorrenza sleale ecc ecc?). Purtroppo in questo caso ci si E' ritrovati in questa situazione: Alitalia, che produce servizi e che utilizza la rete agenziale come supporto vendite, ha deciso di porre in essere una strategia di marketing che ha reso non competitive le Adv (lei si immagini se ad un certo punto i Monopoli di Stato si mettessero a vendere le sigarette direttamente ad un prezzo piu' basso di euro 1 sul prezzo imposto imponendo comunque ai tabaccai di vendere al prezzo imposto). Ecco questo E' esattamente quello che E' avvenuto: noi agenzie siamo costrette a vendere ad un prezzo imposto da Alitalia non potendo per contratto applicare sconti (e non potendo comunque permettercelo dato che la commissione su un biglietto aereo E' del 5.45%), mentre loro si scontano direttamente i biglietti. Provi a ragionare su questa situazione invece di inventare finte pretese delle Adv. Noi siamo dei professionisti che indirizzano il cliente verso la tariffa piu' conveniente e abbiamo tutto l'interesse affinche' il mercato sia diversificato. Lei propone inoltre un ragionamento alquanto azzardato: nascono vantaggi economici per i viaggiatori, e quindi offerta e qualita': QUALITA'?????? Credo che nessun econimista possa spingersi a tanto. In fondo con un minimo ragionamento basta pensare che se io abbasso i costi riduco anche i servizi (in fondo lei stesso nomina i vettori low cost i quali non danno alcun servizio di qualita' facendo pagare tutto a bordo e non garantendo la puntualita' - basta leggere il contratto di viaggio della Ryanair) e quindi riduco la qualita'. Ma le concedo questa "svista".
Ma la Fiavet non ci sente. Anzi ascolta soltanto i privilegi che ha acquisito nel tempo e, incapace di rappresentare le istanze della categoria in un mercato concorrenziale, non trova di meglio che impedire che questo mercato ci sia. Niente di nuovo, tutto perfettamente in linea con molte associazioni di categoria che, tra l'obbligo di iscrizione pena l'impossibilita' di esercitare il commercio, riescono solo a impedire che siano i consumi e la loro offerta a determinare la ricchezza e i servizi.
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Da parte nostra non possiamo che incoraggiare Alitalia a non sottostare ai ricatti corporativi di chi, fino ad oggi, e' stato tra i maggiori responsabili di un mercato italiano ridicolo rispetto a tutto il mondo. Nessuna volonta' di assolvere i vettori aerei, ovviamente, perche' anch'essi hanno una buona dose di responsabilita' per la lentezza con cui cercano di scrollarsi tutto cio' che rende il trasporto aereo costoso. Ma
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