Domenica 7 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 ottobre 2002
Domanda 8 ottobre 2002
Innanzi tutto volevo farvi i complimenti e ringraziarvi per l'aiuto che fornite a migliaia di utenti e consumatori, ma veniamo al mio problema che, come ho potuto notare in Cara Aduc, e' comune anche ad altre persone. Anch'io ho ricevuto il 7/9/02 una lettera con oggetto "Costituzione atto di mora" da parte della E. D. I. FIN SPA, un istituto di recupero crediti di Roma, per il pagamento di non meglio precisate bollette del numero telefonico del mio vecchio apparecchio TACS di cui avevo dato regolare disdetta nel 98.
L'importo iniziale indicato nella lettera e' di 9.77 euro, ma grazie ai costi di recupero, spese varie, spese extragiudiziarie per esazione domiciliare, IVA si arriva alla sorprendente somma di 187.27 euro.
Allarmato dalla sconvolgente escalation dell'importo mi sono subito rivolto alla TIM chiedendo precisazioni visto che le bollette in mio possesso risultavano regolarmente pagate e non avevo mai ricevuto alcun sollecito di pagamento.
Dopo innumerevoli telefonate, venendo comunque sempre dirottato verso il 119, e non avendo alcuna risposta precisa, ho mandato un fax, alla TIM e per conoscenza alla E. D. I. FIN, nel quale spiegavo la mia situazione facendo presente inoltre che essendo dipendente del gruppo Telecom il pagamento delle bollette era effettuato direttamente tramite trattenuta sullo stipendio per la quale non avevo mai revocato l'autorizzazione.
Nel frattempo ho cercato anche di contattare la E. D. I. FIN con la quale mi e' risultato impossibile parlare in quanto ogni volta mi veniva proposto il solito disco che mi invitava a richiamare piu' tardi poiche' gli operatori erano occupati.
Verso la fine di settembre ho finalmente ricevuto una lettera di risposta dalla TIM, nella quale veniva precisato innanzitutto che "non esiste alcuna posizione debitoria nei confronti di TIM" in quanto i crediti sono stati ceduti alla societa' di riscossione, e che comunque all'atto della cessione del credito risultava non pervenuto il pagamento dell'importo della fattura relativa la 3° bimestre 1998 per un importo pari a 8.48 euro.
La lettera in questione mi ha lasciato sgomento in quanto si e' trattato di uno scarico totale di responsabilita' ed una chiusura totale ad ogni forma di dialogo verso chi altri non e' che un proprio cliente oltre che un dipendente.
Quando si tratta di ingiustizie non esistono figli e figliastri, ma io ora mi trovo tra l'incudine ed il martello.
Da una parte la TIM che si e' tirata fuori e dall'altra la E. D. I. FIN che reclama il proprio credito.
Io sono dispostissimo a pagare se c'e' qualche bolletta che non risulta pagata, ma da 8.48 euro arrivare a 187.27 euro mi sembra quanto meno eccessivo, anche se le spese di un eventuale contenzioso legale potrebbero essere piu' alte!
Rimango in attesa di un vostro aiuto, grazie ancora.




Risposta ADUC
se avesse ricevuto una lettera semplice, sarebbe utile non rispondere.
Se fosse una raccomandata, invece, dato che la prescrizione e' di 5 anni -non ancora trascorsi- il pagamento e' dovuto, a meno che lei non dimostri l'avvenuto pagamento.
Se fosse nell'obbligo di pagare ricerchi il contratto e verifichi -in caso di mora- che oneri fossero previsti e dunque se sia tenuto a pagare la cifra cosi' come richiestale.

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