Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 settembre 2002
Cara ADUC, ho un problema con la ditta AEM, l'azienda energetica municipale di Torino. Ho recentemente acquistato un alloggio servito da tale compagnia (e non dall'Enel); il precedente proprietario ha ovviamente dato disdetta per l'energia elettrica, a compravendita conclusa ed il contatore e' stato sigillato. Il giorno stesso, il precedente proprietario mi ha riferito che l'operatore dell'AEM gli aveva detto di parlarmi, al fine di farmi telefonare a loro al piu' presto, per fornire i miei dati, in modo tale che si potesse istituire una nuova pratica di fornitura energia per quando ne avessi avuto bisogno.
Io, nel mese di luglio, ho dunque chiamato e ho fornito i miei dati personali, specificando pero' che non avrei avuto bisogno della corrente elettrica fino ad ottobre o novembre, quando sarebbero iniziati i lavori di ristrutturazione dell'immobile. In quell'occasione, l'operatore mi aveva rassicurato, dicendomi che mi sarebbe arrivato a domicilio un contratto e che comunque nulla sarebbe partito finche', togliendo i sigilli, non avessi azionato fisicamente il contatore.
Alcuni giorni fa, mi e' pero' arrivata una bolletta, con le spese di attivazione del nuovo impianto (e fin li', posso anche chiudere un occhio, dato che prima o poi avrei voluto effettivamente attivarlo), ma anche con l'importo del canone per i mesi di agosto e di settembre, oltre ad un addebito di 174 "scatti", sempre per i suddetti mesi. Insomma, tolti gli 81? circa per l'attivazione, secondo loro dovrei pagare altri 43? per un servizio che non ho ancora ricevuto.
Premetto che: 1) non ho mai firmato ne' spedito il contratto cartaceo 2) l'operatore al quale ho espresso telefonicamente le mie lamentele ha risposto che, avendo io fornito i miei dati personali, ho concluso un contratto con loro (!!) 3) sul contatore sono ancora presenti i sigilli apposti dal personale di AEM in fase di chiusura del contratto precedente.
Mi rivolgo dunque a Voi, per avere un autorevole parere in proposito, sperando che possiate consigliarmi su come affrontare questa spiacevole situazione. Se 43? non sono una cifra enorme, sono comunque sufficienti per farmi provare un fastidio fortissimo, oltre alla sana e robusta impressione di essere vittima di una sorta di "truffa" istituzionalizzata.
Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione e porgo cordiali saluti,
Io, nel mese di luglio, ho dunque chiamato e ho fornito i miei dati personali, specificando pero' che non avrei avuto bisogno della corrente elettrica fino ad ottobre o novembre, quando sarebbero iniziati i lavori di ristrutturazione dell'immobile. In quell'occasione, l'operatore mi aveva rassicurato, dicendomi che mi sarebbe arrivato a domicilio un contratto e che comunque nulla sarebbe partito finche', togliendo i sigilli, non avessi azionato fisicamente il contatore.
Alcuni giorni fa, mi e' pero' arrivata una bolletta, con le spese di attivazione del nuovo impianto (e fin li', posso anche chiudere un occhio, dato che prima o poi avrei voluto effettivamente attivarlo), ma anche con l'importo del canone per i mesi di agosto e di settembre, oltre ad un addebito di 174 "scatti", sempre per i suddetti mesi. Insomma, tolti gli 81? circa per l'attivazione, secondo loro dovrei pagare altri 43? per un servizio che non ho ancora ricevuto.
Premetto che: 1) non ho mai firmato ne' spedito il contratto cartaceo 2) l'operatore al quale ho espresso telefonicamente le mie lamentele ha risposto che, avendo io fornito i miei dati personali, ho concluso un contratto con loro (!!) 3) sul contatore sono ancora presenti i sigilli apposti dal personale di AEM in fase di chiusura del contratto precedente.
Mi rivolgo dunque a Voi, per avere un autorevole parere in proposito, sperando che possiate consigliarmi su come affrontare questa spiacevole situazione. Se 43? non sono una cifra enorme, sono comunque sufficienti per farmi provare un fastidio fortissimo, oltre alla sana e robusta impressione di essere vittima di una sorta di "truffa" istituzionalizzata.
Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione e porgo cordiali saluti,
Risposta ADUC
il consiglio e' di inviare una raccomandata A/R (intestata p.c. al Garante per l'Energia ed il Gas -p.za Cavour 5, 20121 Mi, a cui richiedere specifica valutazione in merito) facendo presente di non aver ancora richiesto alcuna attivazione ne' aver perfezionato il contratto e rilevando come il contatore risulta ancora sigillato, conseguentemente intimando di confermarle entro 15 gg lo storno delle somme indebitamente richieste ed avvisando che in difetto adira' le vie legali -ritenendoli inadempienti e rivolgendosi al giudice di pace (inizialmente in conciliazione).
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