Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 settembre 2002
Domanda 29 settembre 2002

Il 31/1/1998, uscendo dall'autogrill di Pontebba (UD) mi recavo, assieme alle due persone con le quali viaggiavo, all'auto posteggiata; subito dopo essere salito al posto di guida ed ancora prima di mettere in moto l'auto, una pattuglia della polizia stradale si fermava dietro l'auto facendoci cenno di scendere e mostrare i documenti; dopo averli esaminati contestava al proprietario dell'auto (non io), la mancata annotazione sulla carta di circolazione del gancio traino, evidentemente non omologato, con la contestuale contravvenzione e ritiro della carta di circolazione.
Trascorsi oltre 4 anni mi viene notificata dall'esattoria di Udine una cartella di pagamento di 858,14 euro, relativa a due codici tributo riportanti la data del 31/1/98; dopo avere telefonato al comando di polizia stradale di Udine, mi viene data la conferma che si tratta proprio del verbale contestato al proprietario dell'auto; a questo punto invio una racc.ta a/r con la richiesta degli atti, e dopo averli ricevuti verifico che:
1) Nonostante sia indicato il mio nome come trasgressore (non come proprietario), non è stata ritirata la mia firma, e neanche mi ricordo che mia sia stato contestato nulla, nè in quel momento, nè in seguito, infatti la discussione si è svolta unicamente tra le forze dell'ordine ed il proprietario dell'auto.
2) Sul verbale era indicato che il veicolo stava circolando.
3) Ho notato che la contravvenzione era di £ 587.500, diventata con gli anni 858,14 euro.
Sono sicuro che se mi fosse stata contestata l'infrazione e mi fosse stato spiegato perchè avevo in qualche modo infranto la legge, il verbale sarebbe già stato pagato, ma considerato che non mi è mai stato notificato, nè in forma scritta (oltre alla firma non raccolta, non ho mai ricevuto racc.te od altre comunicazioni scritte), nè in forma verbale, ho presentato ricorso al giudice di pace di Udine, il quale nella risposta ha indicato solamente che è inammissibile, senza fornire nessuna motivazione, e facendomi sentire quasi preso in giro.
Grazie per la collaborazione che vorrete darmi a risolvere la situazione, è possibile a questo punto presentare un nuovo ricorso in cassazione?




Risposta ADUC
a meno che adesso voglia ricorrere in Cassazione, a questo punto non puo' piu' contestare. Valuti se possa convenire (economicamente) una simile azione, ma non ci parrebbe cosi' opportuno. Un'ipotesi di rigetto puo' essere dovuta al fatto che forse lei ha inviato il ricorso per raccomandata A/R invece che portarlo di persona. Oppure, lo ha presentato ad un giudice non competente o fuori dei termini.
Altrimenti, avrebbe semmai perso il ricorso, ma almeno lo avrebbero ammesso.
Ad ogni modo, avverso la cartella non si puo' entrare nel merito (pero' avrebbero dovuto ammetterlo e poi rigettarlo).
Per cio' che concerne la possibilita' di contestare, il punto e' che non puo' farlo su questioni attinenti la specifica dinamica, bensi' solo per vizi formali (ad esempio, la mancata notifica del verbale). Il dubbio, e' che la contravvenzione sia stata inviata al suo domicilio e che non sia stata ritirata.

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