Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 settembre 2002
Ivrea 27/09/02 Vi espongo quanto mi e' accaduto, quando o fatto le pratiche per aprire un conto Bancoposta.
Circa a meta' di Maggio di quest'anno mi sono recato presso le poste centrali di Ivrea insieme a mia moglie per richiedere l'apertura di un conto Bancoposta, abbiamo comunicato tutti i dati necessari e firmato la documentazione.
Alcuni giorni dopo ricevo una telefonata nella quale ci viene richiesto un certificato storico di residenza, mi reco presso l'anagrafe per ottenere il documento ma l'impiegato mi comunica che i documenti per quello scopo li puo' fare solamente in bollo, per il controvalore in euro di £ 40.000 piu' spese di segreteria.
Rinuncio e mi reco nuovamente alla posta per far presente quanto comunicatomi dall'anagrafe, l'impiegato mi dice che per loro il documento e' sufficiente non in bollo.
"I documenti non in bollo possono essere richiesti solamente per delle voci specifiche tra le quali non risulta esserci l'apertura di conti correnti" Il giorno stesso (14/05/02) invio un reclamo via e-mail a Poste Italiane al quale "dopo ripetuti reclami telefonici" rispondono solamente il 29/08/02 non in maniera consona alla mia domanda, reclamo nuovamente e tutt'oggi no ho ancora avuto risposta.
Vi chiedo, visto che Poste Italiane offre l'apertura gratuita del conto Bancoposta, nel loro comportamento si puo' ravvisare un comportamento di pubblicita' ingannevole.?
E possibile che per aprire il conto delle persone abbiano presentato dei certificati non in bollo, violando le leggi tributarie e in certi casi quelle penali "All'anagrafe di Ivrea per ottenere certificati esenti da bollo, si deve effettuare una richiesta scritta specificando l'articolo di legge di esenzione, il certificato puo' essere utilizzato solo a quel fine. In caso contraria a mio avviso e ravvisabile il reato di falso. " Nell'uso di documenti non a norma di legge "NON IN BOLLO" vi puo' essere una responsabilita' civile o penale da parte di Poste Italiane?
Vi ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti
Risposta ADUC
no, nella denominazione dell'apertura qualificandola come "gratuita" non c'e' pubblicita' ingannevole. Invii pure una richiesta di valutazione al Garante preposto (Antitrust, V. Liguria 26, 00187 Rm), tuttavia riteniamo che non vi siano gli estremi per sostenerla e comunque e' una questione diversa rispetto alla regolarita' o meno della documentazione non in bollo.
Ad ogni modo, se per la finalita' di verifica l'Ufficio postale si accontenta di un documento non in bollo, questa non e' una violazione, ma un adattamento dell'Ufficio.
Ad ogni modo, se per la finalita' di verifica l'Ufficio postale si accontenta di un documento non in bollo, questa non e' una violazione, ma un adattamento dell'Ufficio.
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