Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 settembre 2002
A Giugno ho contattato un falegname per farmi fare gli infissi poi ad agosto e' venuto presso la mia abitazione il figlio ed ha preso esattamente le misure in seguito alle quali ha meglio precisato il preventivo di massima che mi aveva gia' inoltrato a luglio. Lo stesso figlio mi ha detto che mi avrebbero consegnato tutti gli infissi entro ottobre e che nel giro di un paio di giorni mi avrebbe fatto avere il preventivo definitivo. Cosa che ha fatto solo circa un mese dopo inviandomi una copia d'ordine, a quel punto io ho aggiunto alla copia d'ordine un paio di clausole e cioe' che ad ogni giorno di ritardo ci sarebbe stata una penale di 50 euro (questo perche' un mio conoscente con lo stesso falegname ha avuto problemi di grosso ritardo nell'esecuzione dei lavori ed io voglio la certezza della consegna entro l'anno per usufruire del 36% di riduzione di imposte e che il pagamento sarebbe avvenuto a fine lavori cosa peraltro gia' concordata. Ho rispedito la copia commissione e la moglie del titolare mi ha richiamato dicendo che la clausola non le andava bene (delle penalita' per la mancata consegna nei termini) e che mi avrebbe saputo dire qualcosa. Ma invano ho atteso una decina di giorni poi quando ho richiamato la stessa moglie mi ha detto che ritenevano risolto il contratto, allora io ho voluto parlare con il marito dicendo che ritenevo comunque ancora valido il contratto ed il suo impegno a consegnarmi il tutto entro ottobre e che si potevano togliere le clausole e lo stesso mi ha risposto che mi avrebbe fatto riavere la copia commissione entro il lunedi' successivo. Ma solo oggi martedi' ho ricevuto un fax nel quale si dice che non accettano le condizioni e che ritengono nullo il contratto. Io non vorrei insistere, ma cosi' facendo ho perso un sacco di tempo ed ora penso di non riuscire piu' a trovare nessun falegname che mi garantisca la consegna entro l'anno per poter godere dei benefici fiscali. Mi sento preso in giro e danneggiato, vi chiedo se ricorrendo a vie legali, ovvero al giudice di pace o all'ufficio conciliazione presso la CCIAA ho possibilita' di ottenere ragioni.
Grazie
Grazie
Risposta ADUC
ha sbagliato a sua volta: doveva formalizzare subito le sue richieste per raccomandata A/R, dettando un termine di 15 gg per confermare o rigettare. Allo stato dei fatti, mancando un accordo sulle condizioni, non riterremmo indebita la contestazione del venditore. Puo' comunque tentare la conciliazione in Camera di Commercio. Valuti se non sia il caso di dare un ulteriore termine per raccomandata, come sopra suggerito.
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