Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 settembre 2002
Domanda 23 settembre 2002

Buon giorno, sono Carlo Radrizzi, e Vi scrivo dalla Sardegna.
Premetto che mi siete gia' stati molto utili in un altro frangente (inerente a problemi per sostituzione articolo in garanzia) e spero possiate darmi una dritta anche in questo caso che ora vi sottopongo: circa un mese fa ho avuto un incidente in motocicletta, praticamente sono stato tamponato con conseguente scivolata e distruzione della parte laterale destra della mia moto (nuova fiammante) per un totale di oltre 7000? di danni.
e' stato compilato regolare CID e controfirmato dalle parti, il perito della mia assicurazione ha eseguito la perizia, costatato i danni e confermato la cifra di circa 7000?.
Fin qui tutto ok(non so se sia consuetudine ma la mia assicurazione quanto si constata un cid, eseguita la perizia anticipa la somma di tasca sua e poi regolarizza con l'assicurazione dell'altra parte) quindi il perito comunica la stima al liquidatore... che si rifiuta di saldare adducendo come motivazione il fatto che la vettura che mi ha tamponato fosse intestata ad una societa' nella quale e' socio anche mio padre. Ora io mi chiedo se sia possibile che il perito decida arbitrariamente di non liquidare per questo motivo. Premetto che il tamponatore e' un operaio di questa ditta che si e' (giustamente) addossato la colpa e firmato il CID. Ora io mi domando... che cosa centra se mio padre lavora in questa ditta? Io pago l'assicurazione regolarmente, mi risulta che anche la controparte lo faccia? E quindi? Devo forse supporre la malafede nei miei riguardi o che?
REstando in attesa di un vostro graditissimo riscontro Vi saluto e Vi auguro un buon lavoro.
P. S. continuate cosi' che siete forti.




Risposta ADUC
l'auto e' di una societa', non di un privato, ed il guidatore non era suo padre. Allo stato dei fatti, ci pare che l'interpretazione data dal liquidatore sia esasperata. E' vero che i danni alle cose causati da macchine di familiari non vengono rimborsati, ma non e' questo il caso: la societa' e' un'individualita' a se stante che niente ha a che vedere con i singoli che la compongono e non si puo' neanche sostenere che alla guida potesse esservi un familiare, pertanto e' contestabile l'attuale rifiuto di pagamento. Invii una raccomandata A/R, dettando un termine di 15 gg per il rimborso ed avvisando che in difetto adira' le vie legali. A quel punto, prima chiedera' una valutazione all'Isvap -V. del Quirinale 21, 00187 Rm- poi potra' proseguire in contenzioso.

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