Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 settembre 2002
Cara Aduc, vi ho gia' scritto nei primi giorni di settembre e ricevuto una vostra gradita risposta in data 05/09/2002 (la 33esima lettera nella pagina) riguardo ad una contesa con la Wind Telecomunicazioni che il 9 Gennaio dell'anno 2001 cesso' (e revoco' anche agli utenti gia' abbonati come me) un servizio chiamato Internet No Stop ISDN al quale io ero appunto abbonato. Io avevo traslocato il mese successivo e non mi arrivarono mai le loro fatture successive a quella data fino a quando non mi "scovarono sull'elenco telefonico" (come dissero loro - come se mi nascondessi) praticamente a distanza di un anno e mezzo loro hanno continuato a fatturarmi un servizio inesistente.
Nella vostra risposta mi diceste che e' assurdo che loro abbiano continuato a fatturarmi un servizio inesistente e che probabilmente il servizio e' stato convertito in un'altra tipologia... in effetti dopo lunghe ricerche sulla rete scopro che all'utente veniva data la possibilita' di recedere il servizio o di convertirlo in un'altro a tempo (nel qual caso la cifra che dovrei pagare ammonterebbe comunque a zero in quanto non ho mai piu' utilizzato la loro connessione a internet).
Ho risentito telefonicamente oggi lo studio di riscossione crediti che si occupa del mio caso e loro ammettono solo ora che in effetti il servizio e' stato revocato anche agli utenti abbonati, (mentre prima sostenevano che ero un bugiardo e che avevano solo smesso di accettare nuovi abbonamenti, fino a quando non glie l'ho dimostrato faxando loro decine e decine di notizie apparse sui principali siti italiani), ma che comunque "LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA" e che io avrei dovuto mandare loro una lettera di recessione raccomandata A/R che io appunto non ho mai inviato perche' comunque il servizio cessava di esistere, e che per questa mancata missiva loro hanno tutto il diritto legale di venirmi a chiedere oggi un anno e mezzo di fatturazione piu' gli interessi.
La dottoressa con la quale ho parlato telefonicamente e' stata molto gentile e mi ha comunicato che la pratica non la mettera' agli atti ma la depositera' come contestazione e mi ha consigliato di scrivere una raccomandata di contestazione agli uffici della wind in cui dico di non voler pagare e chiedo delucidazioni, altrimenti ricorrere ad un legale.
A questo punto vorrei davvero sapere come comportarmi. Se dovessero rifiutare la mia lettera e passare comunque alle vie legali, mi conviene rivolgermi a mia volta al mio legale, o conviene pagare le loro fatture senza replicare ulteriormente, dandola di nuovo vinta ad una delle grandi societa' che si approfittano senza riguardo dei loro stessi utenti?
Grazie in anticipo per la vostra risposta. Cordiali saluti
Nella vostra risposta mi diceste che e' assurdo che loro abbiano continuato a fatturarmi un servizio inesistente e che probabilmente il servizio e' stato convertito in un'altra tipologia... in effetti dopo lunghe ricerche sulla rete scopro che all'utente veniva data la possibilita' di recedere il servizio o di convertirlo in un'altro a tempo (nel qual caso la cifra che dovrei pagare ammonterebbe comunque a zero in quanto non ho mai piu' utilizzato la loro connessione a internet).
Ho risentito telefonicamente oggi lo studio di riscossione crediti che si occupa del mio caso e loro ammettono solo ora che in effetti il servizio e' stato revocato anche agli utenti abbonati, (mentre prima sostenevano che ero un bugiardo e che avevano solo smesso di accettare nuovi abbonamenti, fino a quando non glie l'ho dimostrato faxando loro decine e decine di notizie apparse sui principali siti italiani), ma che comunque "LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA" e che io avrei dovuto mandare loro una lettera di recessione raccomandata A/R che io appunto non ho mai inviato perche' comunque il servizio cessava di esistere, e che per questa mancata missiva loro hanno tutto il diritto legale di venirmi a chiedere oggi un anno e mezzo di fatturazione piu' gli interessi.
La dottoressa con la quale ho parlato telefonicamente e' stata molto gentile e mi ha comunicato che la pratica non la mettera' agli atti ma la depositera' come contestazione e mi ha consigliato di scrivere una raccomandata di contestazione agli uffici della wind in cui dico di non voler pagare e chiedo delucidazioni, altrimenti ricorrere ad un legale.
A questo punto vorrei davvero sapere come comportarmi. Se dovessero rifiutare la mia lettera e passare comunque alle vie legali, mi conviene rivolgermi a mia volta al mio legale, o conviene pagare le loro fatture senza replicare ulteriormente, dandola di nuovo vinta ad una delle grandi societa' che si approfittano senza riguardo dei loro stessi utenti?
Grazie in anticipo per la vostra risposta. Cordiali saluti
Risposta ADUC
se c'e' stata conversione del servizio, la stessa e' valida in assenza di recesso. E sarebbe valida indipendentemente dall'uso, poiche' e' il prosieguo del contratto precedente, anche se questo punto potrebbe costituire oggetto di un tentativo di contestazione.
Tuttavia, se a lei risulta di aver ricevuto solo comunicazioni di risoluzione del servizio, senza alcuna comunicazione in merito all'automatica conversione, ha in mano la possibilita' di contestare le pretese adesso avanzate.
Ad ogni modo, se la comunicazione le e' giunta da una societa' di recupero crediti e non da Wind, ed e' solo informale, non per raccomandata A/R, non ci parrebbe per niente il caso di rispondere in modo ufficiale (avrebbe fatto bene a non inviare neanche fax) ne' tantomeno scrivere alla propria diretta controparte Wind. Infatti, c'e' sempre la possibilita' che le richieste successive -quelle ufficiali, per raccomandata A/R- le giungano dopo 5 anni, nel qual caso potrebbe opporre la prescrizione. O per lo meno, ci parrebbe opportuno attendere che le giunga una richiesta per raccomandata: quando le arrivera', allora potra' contestare nel senso suggeritole, rilevando in particolar modo come le fosse stata comunicata la cessazione, espressamente da parte loro.
Tuttavia, se a lei risulta di aver ricevuto solo comunicazioni di risoluzione del servizio, senza alcuna comunicazione in merito all'automatica conversione, ha in mano la possibilita' di contestare le pretese adesso avanzate.
Ad ogni modo, se la comunicazione le e' giunta da una societa' di recupero crediti e non da Wind, ed e' solo informale, non per raccomandata A/R, non ci parrebbe per niente il caso di rispondere in modo ufficiale (avrebbe fatto bene a non inviare neanche fax) ne' tantomeno scrivere alla propria diretta controparte Wind. Infatti, c'e' sempre la possibilita' che le richieste successive -quelle ufficiali, per raccomandata A/R- le giungano dopo 5 anni, nel qual caso potrebbe opporre la prescrizione. O per lo meno, ci parrebbe opportuno attendere che le giunga una richiesta per raccomandata: quando le arrivera', allora potra' contestare nel senso suggeritole, rilevando in particolar modo come le fosse stata comunicata la cessazione, espressamente da parte loro.
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