Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 settembre 2002
Siamo due genitori entrambi lavoratori.
La nostra famiglia e' composta anche da due bambini: Giulia di sei anni ed Andrea di cinque. Abitiamo in Cusinati -VI- frazione del comune di Rosa', dove esiste una scuola elementare pubblica con corsi solo di mattino.
Abbiamo cosi' deciso di iscrivere nostra figlia alla scuola elementare statale di Rosa', che offre la possibilita' a venticinque alunni di frequentare un corso a tempo pieno piu' confacente alle nostre esigenze lavorative.
Il comune appalta ad una ditta privata il servizio d'autobus e richiede alle famiglie 25 Euro mensili per il contributo di trasporto.
Io lavoro dalle ore 08.00 alle ore 18.30, mia moglie dalle 08.00 alle 17.30 mentre gli orari scolastici di Giulia vanno dalle 07.45 alle 16.30, quindi ci avvaliamo per le ore eccedenti all'orario di un centro privato di Baby-sittering vicino a casa nostra e sempre all'interno della frazione di Cusinati di Rosa'.
Abbiamo cosi' richiesto di poter accedere al servizio di trasporto per portare la bimba alla suddetta post-scuola, ma c'e' stato riferito che lo stesso e' strettamente legato al comune di Rosa' e non alle limitrofe frazioni.
Ogni istituto ha un servizio di trasporto solo all'interno della sua frazione, percio' iscrivendo Giulia a Cusinati avremmo l'autobus ma non il tempo pieno.
Da cio' si deduce che, pur essendoci un'agevolazione offerta dalla scuola elementare di Rosa', che, in teoria, dovrebbe venire incontro ai lavoratori (come del resto succedo a Milano, Vicenza, Bassano, ecc.) il comune non garantisce il trasporto (come servizio accessorio al primo) per far usufruire pienamente di quest'opportunita' a tutti i rosatesi, bensi' ai soli cittadini residenti in centro.
Rileviamo che la nostra abitazione dista 4.2 Km (stradali) dalla scuola e molto meno dall'ultima fermata consentita.
Vorremo sapere se quest'atto a parer nostro discriminante e' legale, se possiamo appellarci in qualche maniera e se ci sono normative o leggi che disciplinano tale servizio e dove trovarle.
La nostra famiglia e' composta anche da due bambini: Giulia di sei anni ed Andrea di cinque. Abitiamo in Cusinati -VI- frazione del comune di Rosa', dove esiste una scuola elementare pubblica con corsi solo di mattino.
Abbiamo cosi' deciso di iscrivere nostra figlia alla scuola elementare statale di Rosa', che offre la possibilita' a venticinque alunni di frequentare un corso a tempo pieno piu' confacente alle nostre esigenze lavorative.
Il comune appalta ad una ditta privata il servizio d'autobus e richiede alle famiglie 25 Euro mensili per il contributo di trasporto.
Io lavoro dalle ore 08.00 alle ore 18.30, mia moglie dalle 08.00 alle 17.30 mentre gli orari scolastici di Giulia vanno dalle 07.45 alle 16.30, quindi ci avvaliamo per le ore eccedenti all'orario di un centro privato di Baby-sittering vicino a casa nostra e sempre all'interno della frazione di Cusinati di Rosa'.
Abbiamo cosi' richiesto di poter accedere al servizio di trasporto per portare la bimba alla suddetta post-scuola, ma c'e' stato riferito che lo stesso e' strettamente legato al comune di Rosa' e non alle limitrofe frazioni.
Ogni istituto ha un servizio di trasporto solo all'interno della sua frazione, percio' iscrivendo Giulia a Cusinati avremmo l'autobus ma non il tempo pieno.
Da cio' si deduce che, pur essendoci un'agevolazione offerta dalla scuola elementare di Rosa', che, in teoria, dovrebbe venire incontro ai lavoratori (come del resto succedo a Milano, Vicenza, Bassano, ecc.) il comune non garantisce il trasporto (come servizio accessorio al primo) per far usufruire pienamente di quest'opportunita' a tutti i rosatesi, bensi' ai soli cittadini residenti in centro.
Rileviamo che la nostra abitazione dista 4.2 Km (stradali) dalla scuola e molto meno dall'ultima fermata consentita.
Vorremo sapere se quest'atto a parer nostro discriminante e' legale, se possiamo appellarci in qualche maniera e se ci sono normative o leggi che disciplinano tale servizio e dove trovarle.
Risposta ADUC
non si rilevano irregolarita': il servizio e' offerto nei termini in cui e' possibile al Comune fornirlo, sia per disponibilita' economiche che di mezzi e personale; non esiste un diritto ad averlo obbligatoriamente. C'e' pero' la possibilita' di sollecitare l'attivazione di detto servizio, parlando con l'assessorato di competenza ed appoggiandosi al Difensore Civico Regionale.
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