Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
17 marzo 2000
17-Mar-00
Ho letto la vs ultima informativa relativa agli argomenti in oggetto, e direi che la perità tra scuole pubbliche e private mi fa un pò paura, basti pensare che una scuola privata ha la possibilità di avere due obiettivi massimi: il profitto e il condizionamento ideologico dei propri allievi; questi due obiettivi sono incompatibili con l'erogazione di servizi che risultino identici per tutti gli studenti ed oltretutto direi che lasciano quantomeno 'perplessi'!!!!
Nella scuola Pubblica almeno il primo dei due obiettivi non c'è anzi dovrebbe essere inteso quale profitto degli allievi nel successo dei loro studi e non profitto in denaro guadagnato con le attività della scuola. Sempre nella scuola pubblica si potrebbe obiettare che il secondo obiettivo non è detto che non vi sia.
Basta però vedere il sistema politico italiano ed il sistema di reclutamento degli insegnanti per capire che è praticamente impossibile che nella scuola pubblica si riesca ad attuare su tutto il territorio nazionale un simile obiettivo.
In merito al diritto ai figli non sono d'accordo sull' importanza attribuita alla madre genetica e sul fatto che quella sentenza migliorerà le cose.
In primo luogo secondo me non ha senso che vi siano tutte queste necessità di manipolazioni genetiche di ogni tipo in quanto ilvecchio metodo dell'adozione mi sembrava più sicuro e con molte meno implicazioni etiche e morali, inoltre ritengo che i ruoli più importanti nell'ambito del far nascere ecrescere i figli siano necessariamente due e ben distinti e con due gradi diversi di importanza:
il primo è quello della madre biologica, che genera e partorisce il figlio. In questo caso comunque si addivenga al nascituro il ruolo di questi eventi nella nascita del figlio è solo legato al carattere innato del bambino, la cui importanza non la ritengo estrema.
Il secondo è invece il ruolo della madre che cresce il figlio dando lui un'educazione e ciò significa trasferirgli ivalori morali, materiali e tutte le proprie conoscenze atte ad affrontare la vita, qualsiasi essi siano. Ed è senz'altro questo secondo aspetto che farà del figlio un uomo con tutte le sue peculiari caratteristiche nell'ambito della società.
Pertanto, qualunque cosa si faccia a livello genetico la parte più importante è quella laegata alla madre che educa il figlio e non a chi lo genera o lo partorisce.!
Ho letto la vs ultima informativa relativa agli argomenti in oggetto, e direi che la perità tra scuole pubbliche e private mi fa un pò paura, basti pensare che una scuola privata ha la possibilità di avere due obiettivi massimi: il profitto e il condizionamento ideologico dei propri allievi; questi due obiettivi sono incompatibili con l'erogazione di servizi che risultino identici per tutti gli studenti ed oltretutto direi che lasciano quantomeno 'perplessi'!!!!
Nella scuola Pubblica almeno il primo dei due obiettivi non c'è anzi dovrebbe essere inteso quale profitto degli allievi nel successo dei loro studi e non profitto in denaro guadagnato con le attività della scuola. Sempre nella scuola pubblica si potrebbe obiettare che il secondo obiettivo non è detto che non vi sia.
Basta però vedere il sistema politico italiano ed il sistema di reclutamento degli insegnanti per capire che è praticamente impossibile che nella scuola pubblica si riesca ad attuare su tutto il territorio nazionale un simile obiettivo.
In merito al diritto ai figli non sono d'accordo sull' importanza attribuita alla madre genetica e sul fatto che quella sentenza migliorerà le cose.
In primo luogo secondo me non ha senso che vi siano tutte queste necessità di manipolazioni genetiche di ogni tipo in quanto ilvecchio metodo dell'adozione mi sembrava più sicuro e con molte meno implicazioni etiche e morali, inoltre ritengo che i ruoli più importanti nell'ambito del far nascere ecrescere i figli siano necessariamente due e ben distinti e con due gradi diversi di importanza:
il primo è quello della madre biologica, che genera e partorisce il figlio. In questo caso comunque si addivenga al nascituro il ruolo di questi eventi nella nascita del figlio è solo legato al carattere innato del bambino, la cui importanza non la ritengo estrema.
Il secondo è invece il ruolo della madre che cresce il figlio dando lui un'educazione e ciò significa trasferirgli ivalori morali, materiali e tutte le proprie conoscenze atte ad affrontare la vita, qualsiasi essi siano. Ed è senz'altro questo secondo aspetto che farà del figlio un uomo con tutte le sue peculiari caratteristiche nell'ambito della società.
Pertanto, qualunque cosa si faccia a livello genetico la parte più importante è quella laegata alla madre che educa il figlio e non a chi lo genera o lo partorisce.!
Risposta ADUC
Gentile Signore, noi abbiamo una visione diversa delle cose, pero' la sua posizione ci sembra rispettabile.
Per cio' che concerne la scuola private -e senza entrare nel merito della parificazione- non ci sembra proprio che abbiano come obiettivi massimi il profitto ed il condizionamento psicologico. E' una visione un po' distorta e non fedele alla realta'. Ritengo che quella della "scuola privata - scuola agevolata" sia un po' una leggenda, forse valida in singoli casi. L'indottrinamento e' comunque molto piu' definito ed imposto nella scuola pubblica.
Per cio' che concerne i figli, cio' che rileva e' appunto l'educazione degli stessi e l'amore che viene loro dato, non la modalita' tecnica con la quale vengono al mondo.
Per cio' che concerne la scuola private -e senza entrare nel merito della parificazione- non ci sembra proprio che abbiano come obiettivi massimi il profitto ed il condizionamento psicologico. E' una visione un po' distorta e non fedele alla realta'. Ritengo che quella della "scuola privata - scuola agevolata" sia un po' una leggenda, forse valida in singoli casi. L'indottrinamento e' comunque molto piu' definito ed imposto nella scuola pubblica.
Per cio' che concerne i figli, cio' che rileva e' appunto l'educazione degli stessi e l'amore che viene loro dato, non la modalita' tecnica con la quale vengono al mondo.
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