Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

11 settembre 2002
Domanda 11 settembre 2002
Stimatissimi collaboratori di Aduc, e con vero piacere che colgo l'occasione di scriverVi, per raccontarVi l'ultima tragico-comico commedia circa la "monopolista" Telecom, nella circostanza specifica TIM.
Fu in data 9.09.02 che giunse presso la mia civile abitazione una letterina che di suo era completamente spoglia della raccomandata con ricevuta di ritorno e di quant'altro le desse un minimo di dignita', per l'oggetto del contenuto che poi si sarebbe in un secondo momento rivelato, mancando finanche del semplice timbro postale della citta' di arrivo. Poveretta......... partita male finita peggio.
Ordunque veniamo all'oggetto del contendere. Aprendo la suddetta si viene a conoscenza che in data 05.09.02 da Roma i signori della finanziaria addetti al recupero crediti, intimavano il pagamento entro 10 gg. di € 118 a partire dalla data di emissione (cioe' entro il 15.09.02), in riferimento ad una bolletta risalente al 4° bimestre 1998 di 48.260 vecchie lire che a loro non risulta a tutt'oggi pagata e qualora non si provveda al pagamento il totale ammontare della gestione della pratica slitterebbe ad un ammontare di.... (rullo di tamburi)..... € 205. Il tutto puo' essere risolto con le modalita' di pagamento che vanno da un assegno circolare o da vaglia postale. Come se la gente i soldi li andasse a rubare..... Devo fare un premessa che mi e' d'obbligo: la bolletta(48.260) in oggetto, era la risultante, per differenza, di un secondo invio della bolletta in origine la quale fu sottoposta a controllo da parte della Procura della Republica, poiche' oggetto di clonazione. Ricapitolando, nel secondo invio mi venivano addebitata la suddetta somma(48.260 lire) a definizione del rapporto per il pagamento dell'utenza e per la disdetta della linea telefonica. Ora, avendo fatto tutte le opportune verifiche del caso presso l'ufficio postale in cui la bolletta fu pagata, avendo cura di segnalare tutti gli estremi (n. fattura, data di scadenza bolletta, ecc...), il direttore dell'ufficio postale con estrema gentilezza ci fa' notare che la posta puo' effettuare un controllo interno comunicando: il n° di codice dell'operatore di sportello che ha effettuato l'operazione segnalando la data di tale manifestazione del fatto con relativo importo. Nella discussione il direttore rimarca che nessuna procedura interna alla posta mancando dei suddetti requisiti puo' essere effettuata e, suggerisce che la stessa struttura della Tim dovrebbe appurare nei propri archivi che il pagamento sia avvenuto o meno, andando a visionare il materiale cartaceo che per obblighi di legge bisognerebbe mantenere. In piu' Vi pare possibile che per quattro anni mai sia giunta una comunicazione per un sollecito di pagamento? Una bolletta di pagamento con mora? Similari o derivati? Siamo all'epilogo....
In tutto questo calvario inutile ci si e' messa anche la "fortuna". Di tutte le pratiche gestite nella mia vita, quella che mi viene a mancare e' proprio questa!!! Avendo certezza di avere assolto personalmente ai miei impegni, nel caso in questione. Voi direte che culo!!!! E io Vi rispondo che proprio nel periodo in cui devo sostenere due esami prima di laurearmi questa gente doveva rompermi i c....... i. E' proprio vero, il Signore a volte ci mette a dura prova.
Le possibilita' secondo me, sono: 1) Che abbiamo messo l'amo, aspettando che qualcuno abbocchi.
2) Che la pratica prima di essere definitivamente archiviata non sia stata debitamente compilata con l'ultimo versamento poiche' veniva richiesta la cessazione del contratto.
3) Che faccia finta di non aver ricevuto nulla visto la modalita' di invio della lettera, aspettando una loro contromossa.
Vi saluto e Vi ringrazio del tempo che mi dedicherete e Vi chiedo di inviarmi eventuale recapito telefonico in sede o segnalarmi presso una sede piu' vicina in Lecce e Rimini.
Distinti saluti Massimo




Risposta ADUC
se le hanno inviato la richiesta, si suppone che il pagamento a loro non risulti, a torto od a ragione.
E questo puo' accadere: e' il motivo per cui i pagamenti devono essere conservati 5 anni. Ad ogni modo, si rilevano alcuni punti. In primo luogo, e' una lettera semplice. Pertanto, e' nel suo interesse ignorarla, attendendo l'eventuale comunicazione ufficiale. A quel punto, dovrebbe invece contestare, esibendo il pagamento; ma finche' non le arriva la raccomandata e' meglio ignorare tutto, proprio al fine di vedere di far decorrere i 5 anni in silenzio.
Ad ogni modo, non tratti con la societa' di recupero e le sue spese esose, ma direttamente col gestore. Se questi poi rifiutasse di risponderle, allora conviene lasciare che la societa' di recupero si esponga.

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