Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
11 settembre 2002
Gentilissima ADUC mi sono recato da un agenzia immobiliare richiedendo esplicitamente una casa con giardino di proprieta' e non in condominio.
Mi hanno fatto vedere una villetta a schiera che rispondeva alle mie esigenze e ho firmato la PROPOSTA D'AQUISTO che appunto riportava "giardino di proprieta' senza segnalare regolamenti o spese condominiali).
Nel successivo COMPROMESSO invece c'era scritto "giardino di uso esclusivo", a mia domanda di chiarimento mi hanno rassicurato dicendo che era solo un altro modo di scrivere della segretaria.
Sono pure comparse delle piccole spese, anche qui l'agenzia mi ha rassicurato dicendo che era solo per il verde e la luce in comune dei viali.
Il giorno dopo insospettito delle discrepanze ho indagato presso i vicini e ho scoperto che il giardino e' appunto in USO e che e' un CONDOMINIO a tutti gli effetti.
Per finire in bellezza e' emerso sempre da terzi estranei all'affare che sotto i coppi del tetto l'isolamento e' fatto con lastre di eternit che in alcuni punti sono pure danneggiate ma i condomini di comune accordo hanno tenuto tutto nascosto x i costi elevati dello smaltimento... (nei verbali di assemblea parlano di verificare la presenza dell'amianto, poi piu' nulla appunto) Ho subito interpellato il mio avvocato e vista a mio avviso la malafede sia del venditore che dell'agenzia ho chiesto di recedere chiedendo indietro il doppio della caparra + spese alla venditrice, il ritorno della mediazione e i danni all'agenzia.
Loro dicono che non ne erano a conoscenza di nulla e visto che "senza motivo" non siamo piu' intenzionati a comprare sono loro che incassano i soldi e la caparra...
Che fare contro questi comportamenti arroganti e pirateschi? Riusciro' mai a rivedere i miei soldi o ad avere un congruo sconto???
Matteo
Mi hanno fatto vedere una villetta a schiera che rispondeva alle mie esigenze e ho firmato la PROPOSTA D'AQUISTO che appunto riportava "giardino di proprieta' senza segnalare regolamenti o spese condominiali).
Nel successivo COMPROMESSO invece c'era scritto "giardino di uso esclusivo", a mia domanda di chiarimento mi hanno rassicurato dicendo che era solo un altro modo di scrivere della segretaria.
Sono pure comparse delle piccole spese, anche qui l'agenzia mi ha rassicurato dicendo che era solo per il verde e la luce in comune dei viali.
Il giorno dopo insospettito delle discrepanze ho indagato presso i vicini e ho scoperto che il giardino e' appunto in USO e che e' un CONDOMINIO a tutti gli effetti.
Per finire in bellezza e' emerso sempre da terzi estranei all'affare che sotto i coppi del tetto l'isolamento e' fatto con lastre di eternit che in alcuni punti sono pure danneggiate ma i condomini di comune accordo hanno tenuto tutto nascosto x i costi elevati dello smaltimento... (nei verbali di assemblea parlano di verificare la presenza dell'amianto, poi piu' nulla appunto) Ho subito interpellato il mio avvocato e vista a mio avviso la malafede sia del venditore che dell'agenzia ho chiesto di recedere chiedendo indietro il doppio della caparra + spese alla venditrice, il ritorno della mediazione e i danni all'agenzia.
Loro dicono che non ne erano a conoscenza di nulla e visto che "senza motivo" non siamo piu' intenzionati a comprare sono loro che incassano i soldi e la caparra...
Che fare contro questi comportamenti arroganti e pirateschi? Riusciro' mai a rivedere i miei soldi o ad avere un congruo sconto???
Matteo
Risposta ADUC
se sulla proposta d'acquisto era giardino di proprieta', avrebbe potuto risolvere il rapporto una volta rilevato che si trattava di un mero uso. Ad ogni modo, il compromesso lo ha firmato ed accettato: questo e' un problema.
Puo' comunque provare a dimostrare di essere stato indotto in errore esibendo l'atto precedente e conseguentemente chiedendo la risoluzione del contratto: occorre pero' intentare un contenzioso. Potrebbe iniziare con un tentativo di conciliazione, meramente informale, davanti al giudice di pace.
Puo' comunque provare a dimostrare di essere stato indotto in errore esibendo l'atto precedente e conseguentemente chiedendo la risoluzione del contratto: occorre pero' intentare un contenzioso. Potrebbe iniziare con un tentativo di conciliazione, meramente informale, davanti al giudice di pace.
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