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Cara ADUC

Lettera del consumatore

9 settembre 2002
Domanda 9 settembre 2002
Spettabile associazione, con la presente desidero portare all'attenzione dell'opinione pubblica un argomento che non viene molto spesso trattato dai media, ma che risulta essere di importanza notevole in una societa' che si definisce avanzata, che punta all'integrazione dei singoli individui cercando di abbattere le "barriere architettoniche".
Purtroppo, pero', accade che nella considerazione delle disabilita' vengano considerate solamente le disabilita' motorie, come paraplegia, tetraplegia; disabilita' mentali come l'arteriosclerosi, Alzaimer, insufficienza mentale ed altro. Non che queste siano disabilita' di scarsa importanza, anzi, tutt'altro! Bisogna ammettere, pero', che esistono altri handicap meno considerati ma anch'essi meriterebbero di un briciolo di considerazione. Tra queste molteplici minorazioni troviamo la ciecita'.
Proprio perche' non si parla molto della ciecita', della menomazione visiva, o come dir si voglia, gli affetti sono bersaglio di innumerevoli soprusi, soprattutto in termini economici, che sono veramente scandalosi.
Per questo motivo riporto qui di seguito un articolo scritto mediante posta elettronica da un ragazzo avente questa menomazione e che rende bene l'idea della situazione.
Prima di affrontare l'argomento, desidero rendere noti alcuni vocaboli meno noti ma utili a comprendere il senso del discorso.
Screen reader = tradotto letteralmente significa lettore di schermo, in termini pratici e' il software che permette, mediante l'ausilio di un sintetizzatore vocale o di un display braille di esplorare in piena autonomia lo schermo del PC.
Braille = metodo di lettura tattile per non vedenti che permette la lettura di libri precedentemente trascritti nel suddetto metodo.
Display braille = dispositivo mediante il quale si riesce a leggere lo schermo del pc in maniera tattile.
Entriamo ora nell'argomento.
------------------------------- Ora le chiavi per Jaws sono d'oro La meravigliosa avventura di un cieco che voleva aggiornare Jaws.
Parita', integrazione, abbattimento di barriere... quanto lontane appaiono queste parole dall'episodio che chi scrive sta per raccontare.
Concetti che sentiamo esprimere in riunioni e congressi e che nella realta' di ogni giorno e nella vita quotidiana di noi non vedenti non vengono rispettati.
Mi chiamo Luca, ho 16 anni e sono di Frosinone; scrivo per denunciare uno di quei casi in cui i concetti di cui sopra vengono addirittura ignorati e oscurati da assurde logiche di mercato.
Ho acquistato lo screen reader Jaws per Windows distribuito da Subvision Milano e, avendo utilizzato tutte le 5 chiavi disponibili nel disco di autorizzazioni, faccio domanda presso Subvision per avere la chiave per la versione attualmente distribuita, la 4.02.
Disgraziatamente il mio disk drive e' fuori uso quindi richiedo una chiave hardware (ma per una chiave software il discorso sarebbe stato identico).
Alla Subvision mi informano che il costo della chiave e' di E. 258 circa, pari a 500000 delle vecchie lire.
Ma il mio sdegno e la mia rabbia che traspaiono da quest'articolo esplodono quando dall'E-mail inviatami poco dopo apprendo che all'esigua spesa per la chiave c'e' da aggiungere IVA (al 4%, beninteso!) e le spese di spedizione per il corriere assicurato (per un carico cos prezioso...).
In totale la somma S di E. 299, 52 pari a 580000 delle vecchie lire.
Come se non bastasse, la consegna non avviene prima di 4 settimane ed il pagamento deve avvenire prima della consegna della chiave.
580000 l; tanto oggi deve sborsare chi voglia aggiornare il proprio screen reader; denaro destinato a riempire le casse di molte ditte e a far vivere molta gente: la ditta produttrice, la distributrice col diritto di esclusiva, il corriere espresso... ma come farebbe il mondo senza i non vedenti?
Una fonte di guadagno, questo siamo!
un'inesauribile fonte alla quale attingono molte persone, spesso proprio quelli che in assemblee e convegni espongono i concetti suddetti.
Nel caso specifico dell'aggiornamento di Jaws poi, la fonte non si esaurisce mai: dopo che il non vedente ha acquistato il programma per la modica cifra di 2500000 lire, deve acquistare queste chiavi ogni tre versioni successive del prodotto se vuole aggiornarsi, in un diabolico e sfrenato gioco al rialzo di chi questi soldi li incassa.
Se nel paniere ISTAT ci fosse un indicatore relativo ai prodotti tiflotecnici, l'inflazione salirebbe al 4-5%.
Non hanno capito queste persone che se hanno potuto creare e gestire ditte e case produttrici, se hanno di che vivere loro ed il personale subordinato, e' solo grazie a quel misterioso progetto di Dio che vuole che alcuni dei suoi figli nascano con questo handicap.
Non ha capito questa gente che le persone che permettono loro di vivere sono nate gia' con un grave handicap o si sono trovati ad averlo nel corso della loro vita.
Perche' far vedere la luna a queste persone e dire che per averla bisogna essere ricchi?
Perche' solo i non vedenti piu' fortunati possono accedere ai numerosissimi ausili oggi disponibili solo perche' tali apparecchi sono speciali o perche' molta gente deve guadagnarci sopra?
Peggio ancora quando queste persone sono nostri compagni di sventura.
La tecnologia ci aiuta a sentirci indipendenti, pari ai normodotati, a soddisfare i nostri bisogni e ci. S senz'altro vero.
Ma come facciamo a dirci pari ai normodotati se poi per avere i mezzi per supplire al nostro handicap dobbiamo spendere fior di quattrini?
Con quale coraggio e diritto ad un non vedente con famiglia a carico per aggiornare un software si chiede tale somma? Perche' deve togliere il pane di bocca ai suoi figli per acquistare un ausilio che lo aiuti a superare il suo handicap?
O peggio: perche' uno studente come il sottoscritto e' costretto a chiedere i soldi alla propria famiglia?
Le chiavi per Jaws comunque, sono solo la punta di un enorme iceberg sul quale vivono moltissime persone.
Perche' un normodotato per usufruire del diritto allo studio con un milione circa per ogni anno scolastico provvede all'acquisto dei testi e un non vedente, a seconda dell'ordine e grado di scuola, puo' arrivare a spendere anche 30-40 milioni l'anno per la trascrizione in Braille dei testi o peggio di parte di essi?
Che fine fanno i miliardi (o milioni come si dice adesso) che all'inizio di ogni anno scolastico riempiono fino all'orlo le povere casse delle stamperie?
Soldi sottratti ai comuni, o peggio a semplici ed oneste famiglie, senza pieta'.
Braille... quante persone in nome di quest'umile francese, che un giorno decise di aprire ai ciechi le porte della cultura, non esitano a chiedere somme enormi e ingiustificate di denaro!
Come facciamo ad apprezzare pienamente cio' che l'uomo in questi anni e' riuscito a creare per noi compiendo enormi passi avanti pensando che c'S chi nella nostra stessa condizione non pu. permettersi tali ausili per la sete di denaro di persone pronte a speculare sui nostri bisogni?
Quante domande... Sono le domande che scaturiscono da un profondo sentimento di sdegno e rabbia di un ragazzo che si sta affacciando sul mondo dei non vedenti rimanendone affascinato per gli enormi progressi fatti ma disgustato per ci. che S dietro a tali passi avanti.
Ed e' proprio a voi, cari giovani, a voi che come me affrontate per la prima volta questi problemi, che rivolgo il mio appello affinche' unendo le nostre voci possiamo urlare insieme un grande "basta! "Basta a dover sottostare a diaboliche logiche di mercato, basta sentirci dire che i nostri ausili costano perchS il mercato S stretto e la richiesta S poca.
Dobbiamo renderci conto che siamo oggetto di un subdolo sfruttamento da parte di persone che ormai conoscono il gioco a memoria: ci presentano le ultime novita' tecnologiche, sanno che non possiamo farne a meno e che pagheremmo qualsiasi cifra per averle, e pensano di far salire i prezzi fino alle stelle.
Basta pagare senza parlare, basta alimentare questa fonte di guadagno!
Basta dover ricorrere alle ASL, perderci in cavilli burocratici per ottenere un apparecchio: se vogliamo davvero sentirci tutti uguali gli apparecchi dobbiamo comprarli noi, coi nostri soldi, a prezzi onesti.
Non dobbiamo piu' sentir parlare di famiglie che chiedono prestiti per far andare i propri figli, gi. sfortunati, a scuola, per usufruire del diritto allo studio, uno dei diritti fondamentali di ogni uomo.
Basta sentirci manovrati come marionette da persone che guardano solo il proprio interesse.
Diciamo di voler essere pari ai vedenti: cominciamo ad essere simili noi non vedenti.
Non sia solo l'handicap ad accomunarci ma anche il nostro livello di integrazione e gli ausili di cui disponiamo.
e' per chi pur trovandosi nella nostra stessa condizione ha l'ulteriore handicap di non poter usufruire dei numerosi mezzi oggi esistenti che dobbiamo combattere.
e' per loro che insieme dobbiamo dare anima e corpo per aprire le menti di chi ci vede come tanti polli da spennare per far capire loro che non abbiamo paura e che possiamo fare a meno di loro.
Rinunciamo se possibile a qualche miglioria, facciamo vacillare la sicurezza e la spavalderia di chi vede in noi un guadagno sicuro.
Il buon Dio ci ha dato questa croce da portare, non permettiamo mai che gli uomini ce ne affidino altre, non lasciamoci sottomettere e sfruttare per la nostra condizione, lottiamo per chi vive nel buio come noi e, se mi passate la battuta, stiamo sempre a testa alta e con gli occhi ben aperti.
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P. S.: grazie alla gentilezza e disponibilita' troverete quest'articolo sicuramente su iciechi.it e probabilmente sul Corriere dei Ciechi.




Risposta ADUC
la ringraziamo per averci inviato questo articolo, che pubblicheremo.

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