Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 settembre 2002
Cara Aduc, grazie per l’ utile servizio che dai a noi 'poveri' cittadini e scusa se ti disturbo ma sono disperata. Il mio problema e' mio fratello. Ha 57 anni e vive solo, non si e' mai sposato. Soffre di esaurimento nervoso e invece di curarsi si dedica ad alcool e fumo, naturalmente negato in tutto e per tutto. Con mio marito piu' volte abbiamo cercato di riportarlo sulla retta via ma tutto e' stato ed e' tuttora inutile. Senza la sua collaborazione non si puo' fare assolutamente nulla. Non lavora da 8/9 anni e vive con la sua piccola pensione di invalidita' (circa 400.000 lire) e con la pensione di reversibilita' di mia mamma (circa 1.200.000 lire al mese). Possiede solo 1/3 della casa in cui vive (il resto e' per 1/3 mio e 1/3 di mia mamma). Ha praticamente mandato via di casa mia mamma, 88 anni e con tanti problemi di salute, che ora vive con me ritenendola la causa di tutti i suoi problemi e le ha mangiato quel poco che aveva messo da parte avendo la firma sul suo conto. Le manda 100-150 euro ogni due o tre mesi (bastano appena per le medicine) e, una volta pagate le bollette (vivendo da solo non saranno poi cosi' alte come vuole far credere) il resto e' tutto per lui e i suoi vizi. Continua pero' a lamentarsi che i soldi non gli bastano e ho scoperto che piu' volte e' andato da parenti ed amici a farsene prestare. Per il momento ha sempre restituito tutto e al piu' presto, ma il giorno che non ce la fara' piu' a restituire o che fara' debiti piu' grossi, i suoi creditori potranno rivolgersi a me e a mia mamma affinche' paghiamo in quanto parenti piu' prossimi? Possiamo fare una dichiarazione in cui decliniamo ogni responsabilita' per quello che fa? Visto che abbiamo la casa in comproprieta' a cui non voglio rinunciare per nessuna ragione, per salvare le nostre quote da un'ipotetica vendita forzata da parte dei suoi creditori, posso imporgli di dividere la casa anche se lui non vuole, magari rivolgendomi al tribunale? Il giorno, speriamo lontanissimo che mia mamma non ci sara' piu', se lui non avra' ancora la sua pensione di quando lavorava o se questa sara' bassa, dovro' mantenerlo io? (Sono in comunione dei beni con mio marito e al momento viviamo in cinque con la sua pensione e a parte la casa che lui ha ereditato dai suoi genitori e la mia quota di cui sopra non abbiamo niente). Per farlo inabilitare o peggio interdire che requisiti ci vogliono? Mi sembra di essermi dilungata fin troppo, quindi ti ringrazio anticipatamente della tua cortese attenzione.
Rina
Rina
Risposta ADUC
quello che rischiate, e' di vedervi accollati i debiti nel caso di morte, ereditandoli. Potreste rinunciare all'eredita', ma in questo caso rinuncereste pure al terzo della casa. Inoltre, c'e' anche la possibilita' -in effetti- che i creditori possano agire sulla sua quota di abitazione. Oggettivamente, e' alquanto improbabile che sia possibile trovare un compratore per l'acquisto di un solo terzo di un'abitazione. Ad ogni modo, puo' avvenire (occorrera' in tal caso che valutiate l'opportunita' voi stessi di partecipare all'asta).
E' comunque possibile, per voi, effettuare una divisione -anche rivolgendosi al Tribunale- ma solo se oggettivamente cio' risulta fattibile.
In caso si rendesse necessario, potreste essere chiamati al mantenimento -ma solo se ve ne saranno le possibilita' effettive.
L'inabilitazione, si ha quando e' rilevabile un'infermita' mentale non eccessivamente grave (ad esempio, nel caso di soggetti che per prodigalita' od abuso di alcool e stupefacenti espongano se' e la propria famiglia a gravi pregiudizi economici).
L'interdizione si ha invece nei casi piu' gravi, di concreta infermita' mentale, che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi.
E' comunque possibile, per voi, effettuare una divisione -anche rivolgendosi al Tribunale- ma solo se oggettivamente cio' risulta fattibile.
In caso si rendesse necessario, potreste essere chiamati al mantenimento -ma solo se ve ne saranno le possibilita' effettive.
L'inabilitazione, si ha quando e' rilevabile un'infermita' mentale non eccessivamente grave (ad esempio, nel caso di soggetti che per prodigalita' od abuso di alcool e stupefacenti espongano se' e la propria famiglia a gravi pregiudizi economici).
L'interdizione si ha invece nei casi piu' gravi, di concreta infermita' mentale, che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi.
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