Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 settembre 2002
Nel 1998 ho acquistato una casa indipendente non abitata. Notando un attacco idrico, ho chiesto notizie al proprietario il quale mi ha riferito che da tempo aveva disdettato il contratto.
Ho fatto verificare con il notaio che non erano effettivamente in essere contratti per la mia abitazione (numero civico 25) ed a nome del proprietario o suoi parenti/affittuari.
In fase di ristrutturazione dell'abitazione ho fatto le predisposizioni per attingere acqua dall'acquedotto, ma disponendo di un pozzo di proprieta' non ho mai usufruito del servizio e non sono interessato a richiedere l'allaccio idrico.
Pochi giorni fa mi hanno riferito i vicini che personale dell'acquedotto comunale, per alcune verifiche, aveva forzato in mia assenza il mio personale chiusino.
Recatomi agli uffici dell'acquedotto comunale ho appreso che: - il contatore installato in epoca remota era registrato al numero civico 23, diverso dall'attuale; - il vecchio proprietario non aveva mai fatto la voltura e l'utenza risultava pertanto registrato al nome del proprietario antecedente; - non era stato versato alcun canone dal 1990.
Il Comune di Trapani, negli anni, non ha mai avanzato richieste di pagamento per morosita'.
Solo di recente, con l'informatizzazione del sistema, ha inviato una raccomandata, chiaramente al numero 23 ed al nominativo dell'antico proprietario, e che ovviamente e' tornata indietro in quanto il destinatario non e' esistente.
Ora i dipendenti dell'acquedotto mi chiedono il rimborso dei canoni dal 1990 e sostengono che, ai sensi di una fantomatica legge, io sono obbligato a tenere attiva l'utenza idrica comunale.
Oltre chiaramente a chiedere i danni per la rottura dello sportello e per il danneggiamento del muro, gradire avere dalla Vs. eccellente organizzazione degli estremi sui quali basare il ricorso.
Grazie per tutte le Vs. iniziative e complimenti per il sito.
Gradirei inoltre ricevere notizie sui servizi offerti agli abbonati.
Ho fatto verificare con il notaio che non erano effettivamente in essere contratti per la mia abitazione (numero civico 25) ed a nome del proprietario o suoi parenti/affittuari.
In fase di ristrutturazione dell'abitazione ho fatto le predisposizioni per attingere acqua dall'acquedotto, ma disponendo di un pozzo di proprieta' non ho mai usufruito del servizio e non sono interessato a richiedere l'allaccio idrico.
Pochi giorni fa mi hanno riferito i vicini che personale dell'acquedotto comunale, per alcune verifiche, aveva forzato in mia assenza il mio personale chiusino.
Recatomi agli uffici dell'acquedotto comunale ho appreso che: - il contatore installato in epoca remota era registrato al numero civico 23, diverso dall'attuale; - il vecchio proprietario non aveva mai fatto la voltura e l'utenza risultava pertanto registrato al nome del proprietario antecedente; - non era stato versato alcun canone dal 1990.
Il Comune di Trapani, negli anni, non ha mai avanzato richieste di pagamento per morosita'.
Solo di recente, con l'informatizzazione del sistema, ha inviato una raccomandata, chiaramente al numero 23 ed al nominativo dell'antico proprietario, e che ovviamente e' tornata indietro in quanto il destinatario non e' esistente.
Ora i dipendenti dell'acquedotto mi chiedono il rimborso dei canoni dal 1990 e sostengono che, ai sensi di una fantomatica legge, io sono obbligato a tenere attiva l'utenza idrica comunale.
Oltre chiaramente a chiedere i danni per la rottura dello sportello e per il danneggiamento del muro, gradire avere dalla Vs. eccellente organizzazione degli estremi sui quali basare il ricorso.
Grazie per tutte le Vs. iniziative e complimenti per il sito.
Gradirei inoltre ricevere notizie sui servizi offerti agli abbonati.
Risposta ADUC
in primo luogo, solo gli ultimi 5 anni sono richiedibili, eventualmente. In secondo luogo, essendo decorsi oltre 10 anni complessivi, potrebbe sostenere la prescrizione stessa del servizio, dimostrando come ne sia mancata l'effettiva fornitura. Riteniamo che questo possa essere il modo per risolvere la questione; ma in effetti le occorre un avvocato, in quanto il concetto non e' semplice.
Riguardo ai servizi per gli abbonati (come li chiama lei, che immaginiamo siano gli associati), semplicemente non ci sono. Non siamo un'agenzia di servizi, ma un'associazione di consumatori e prestiamo consulenza e informazione a chiunque ce lo chiede, indipendentemente dal fatto che siano associati. Ma la quota associativa (o un contributo maggiore o minore), la chiediamo comunque a chiunque, perche' se ci ritiene utili, in questa forma e con questo metodo, contribuisca alla nostra attivita'.
Riguardo ai servizi per gli abbonati (come li chiama lei, che immaginiamo siano gli associati), semplicemente non ci sono. Non siamo un'agenzia di servizi, ma un'associazione di consumatori e prestiamo consulenza e informazione a chiunque ce lo chiede, indipendentemente dal fatto che siano associati. Ma la quota associativa (o un contributo maggiore o minore), la chiediamo comunque a chiunque, perche' se ci ritiene utili, in questa forma e con questo metodo, contribuisca alla nostra attivita'.
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