Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

6 settembre 2002
Domanda 6 settembre 2002

Vi allego per conoscenza la lettera che ho inviato alla Seat Pagine Gialle Tin. it.
Vorrei sapere se e' legale quello che tin. it ha fatto.
Vi ringrazio della cortese attenzione.
Saluti
Spett. le Seat Pagine Gialle S. p. A.
Area Internet - Tin. it via C. Colombo 142 00147 ROMA
RACCOMANDATA A. R.
Anticipata a mezzo fax S. Agata Bolognese 07.09.02
Oggetto: diritto di recesso - D.Lgs.185/99
Con riferimento al mio contratto Tin. it Pro iniziato il 02/09/02 tramite Vs. operatore telefonico al numero verde 80.33.80, Vi comunico che intendo avvalermi del diritto di recesso indicato in oggetto esprimendo le seguenti motivazioni: 1. fin dal 1998 ho avuto con Voi il mio contratto internet prima con Tin. it 100H e successivamente con ricariche di 40 ore per volta. Ritenendomi soddisfatta di questa scelta se pur costosa ho continuato a darVi la mi fiducia anche quando sul mercato erano e sono presenti molti abbonamenti gratis.
Purtroppo solo per il fatto che ho dimenticato di rinnovare o "upgradare" la mia ricarica 40 ore che e' scaduta il 30/08/02 mi avete improvvisamente CHIUSO la posta elettronica, senza nemmeno un Vs. mail di preavviso. Forse non meritavo tanto dopo tanti anni di fiducia accordataVi!
Ma il bello deve ancora venire.
Lunedi' 02/0902 pensando in buona fede che ci fossero dei problemi con il Vs. server contatto il Vs. custumer care ed una gentile signorina mi informa che il contratto e' scaduto, che non esistono piu' le ricariche e che se voglio rinnovare l'abbonamento posso scegliere uno dei prodotti commerciali sostituivi PERO' devo inevitabilmente cambiare indirizzo di posta........... (Assurdo!) ho replicato che non potevo assolutamente cambiare indirizzo perche' lo stesso si trova stampato su libri, volantini e depliants e sottolineo che cio' mi arrecherebbe molti danni.
La gentile signorina prende informazioni e mi comunica che l'unica possibilita' per mantenere lo stesso indirizzo e' abbonarmi a Tin. it Pro al costo annuo di circa Euro 80, 00 (per la precisione Euro 79, 90) annue (stranamente abbonamento fra i piu' costosi).
Ho tentato di spiegare alla gentile signorina che utilizzo internet soprattutto per la posta elettronica e non per tutte le altre funzioni tipo Web, Videomail, Wap ecc.
Inoltre faccio presente che e' uno degli abbonamenti piu' costosi per l'uso che ne devo fare io. Nulla da fare, mi e' stato addirittura detto che per non cambiare indirizzo di posta questa e' l'unica strada possibile ancora per poco per cui dovevo decidere subito immediatamente perche' altrimenti inevitabilmente avrei dovuto cambiare indirizzo.
Inizialmente ho accettato ma ora ho cambiato idea: credo proprio di non meritare i Vs. alti costi, la Vs. maleducazione ma soprattutto la Vs. poca flessibilita'.
HO SI' DECISO MIO MALGRADO, DI CAMBIARE INDIRIZZO DI POSTA MA NON CON TIN. IT.
Con l'occasione porgo distinti saluti.
N. B.
Vorrei sapere chi mi ripaghera' dei danni dovuti alla chiusura improvvisa della mia posta elettronica?
Perche' per non cambiare indirizzo di posta mi costringete ad abbonarmi ad un prodotto costosissimo non dandomi alternative piu' economiche?
Oltre a Voi, queste domande e questa lettera, la inviero' all'ASSOCIAZIONE DEI CONSUMATRORI in quanto non credo che il Vs. comportamento sia corretto e rispettoso dei diritti del consumatore.




Risposta ADUC
cessare un servizio e' legittimo, da parte dell'operatore. Quello che e' invece da verificare, ed eventualmente da contestare, e' se vi siano irregolarita' in questa cessazione. Se cosi' fosse, ha pienamente diritto di contestare. In caso, invece, non vi fossero irregolarita' dal punto di vista contrattuale, non vi sarebbero gli estremi per opporsi.
Siamo d'accordo in merito al fatto che sia possibile biasimare il comportamento del provider che non offre alternative, scoraggiando la clientela. Ma se non ci sono irregolarita' contrattuali non vi sono gli estremi per contestare.

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