Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

2 settembre 2002
Domanda 2 settembre 2002

Ogni qual volta leggo degli aumenti relativi alla R. C. A. ed alla prospettata riforma (che altro non e' se non un grosso regalo alle compagnie) mi prende un nodo allo stomaco.
Non voglio entrare nel merito della riforma, ma voglio portare alla Vostra attenzione un aspetto che mai ho visto preso in considerazione dagli organi di stampa, dal Ministro o dalle associazioni dei consumatori. Ovvero: come vengono determinati i bilanci delle compagnie dai quali risulterebbero le "gravi" perdite del settore.
Premesso che ho svolto l'attivita' di liquidatore presso due compagnie assicuratrici e che ora faccio l'avvocato (sempre nel settore) riporto la mia esperienza diretta.
Le perdite delle compagnie (ovvero il passivo di bilancio) e' determinato per la maggior parte dalle riserve, ovvero da quelle somme che, normalmente, a fine d'anno le compagnie devono accantonare per ogni sinistro aperto e non ancora liquidato.
Di fatto cio' avviene nel seguente modo: per ogni sinistro aperto il liquidatore, in virtu' dei dati acquisiti, deve accantonare una somma (la riserva) che dovra' servire poi al pagamento del sinistro.
Ora da cio' sono evidenti una serie di circostanze: 1) a bilancio viene esposto in passivo un importo che in realta' la compagnia non ha ancora sborsato (e sul quale ovviamente non paghera' neppure le imposte); 2) tale somma e' determinata dal liquidatore il quale per direttiva aziendale (e' sempre stato cosi' nelle due compagnie presso le quali ho lavorato) deve sempre stare piu' alto (ovvero se per quel dato sinistro ha gia' a sue mani un preventivo di Euro 500,00, mettera' a riserva un somma pari ad Euro 600,00).
3) le riserve sono facilmente manipolabili, e cio' e' quello che avviene. Infatti, se terminate le riserve ci si accorge di dover pagare troppe tasse (per avere un attivo troppo elevato) bastera' alzare tutti gli importi a riserva. Oppure, se e' in previsione una cessione della compagnia bastera' abbassare le riserve, al fine d'avere un attivo piu' alto.
Questo, assurdo ed incontrollabile meccanismo fa si che le compagnie facciano i bilanci a loro piacimento e quindi procedano ad applicare le tariffe a propria discrezione.
Tale sistema di formare il bilancio aziendale e' unico in quanto nessun altro settore puo' mettere a perdita somme solo presunte e non corrisposte.
Credo che un serio intervento su questo metodo di creare i bilanci da solo consentirebbe di evitare gli aumenti assurdi oggi operati.




Risposta ADUC
ha ragione: anche se difficile da valutare per gli effetti pratici (e dunque se alla fine il sinistro viene a costare piu' o meno del preventivo e conseguentemente piu' o meno della riserva stessa) il fatto che sia possibile manipolare l'accantonamento delle riserve, impedisce di dare un giudizio corretto in merito all'effettivo bilancio delle Societa', impedendone la valutazione. Non siamo convinti che questo possa determinare la cessazione degli aumenti, ma senza dubbio concordiamo col fatto che sia un comportamento inaccettabile dal punto di vista economico.

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