Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

16 agosto 2002
Domanda 16 agosto 2002

Salve sono un cliente che ha stipulato un contratto il giorno 12 Agosto 2002 ore 18.00 Acquistando dei mobili nel mobilificio di RUDIANA di Bassano del Grappa VI.
Dalla troppa fretta di vendere dal commesso (Marco), ci siamo fatti abbindolare, dandogli una caparra.
La mattina successiva alle ore 9.00, abbiamo avvisato telefonicamente che non eravamo contenti dell'acquisto.
Siamo ritornati la mattina stessa per RESCINDERE il contratto, e ci siamo sentiti rispondere, che non si poteva cancellare l'ordine e che i 7 giorni non sono validi per quel tipo di acquisto.
Ci hanno fatto sostituire il mobile con degli altri per il stesso valore, pero' a parere nostro non validi al primo acquisto.
Volevamo sapere come possiamo comportarci in merito?
E se possiamo recidere il contratto, al limite perdendo la caparra?
Comporta qualche rischio, il tutto?
SPERANDO CHE POSIIATE RISPONDERCI CON URGENZA, Entro venerdi' 16 agosto 2002. cosi' possiamo procedere per eventuale recessione.
Vi ringrazio anticipatamente, e aspetto vostre notizie urgentemente.
Distinti saluti




Risposta ADUC
e' vero: il diritto di recesso non e' previsto per gli acquisti effettuati nei locali commerciali, in quanto si tratta di una esplicita deroga applicabile solo in questi casi.
Dovrebbe essere possibile risolvere il contratto perdendo la caparra o comunque pagando una penale. La controparte potrebbe in effetti pretendere l'adempimento, ma in tal caso potreste rivolgervi al giudice di pace e presumibilmente la questione verrebbe risolta. Ad ogni modo, in caso vi accordiate col mobilificio, suggeriremmo di formalizzarlo per iscritto.

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