Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
16 agosto 2002
allego lettera che ho inviato alla direzione del Banco Posta e per conoscenza all'ABI, ass. bancaria Italiana. Ma non ho ricevuto nessuna risposta.
Io sono convinto che le Poste siano ancora un servizio pubblico e quindi tenuti a rispondere. Ma nello stesso momento penso che il loro sia un abuso nel momento in cui usano un metodo stalinista per determinare se una persona e' meritevole o meno dell'apertura di un conto corrente.
Che ne pensate? Ci sono gli estremi di una causa civile?
GRAZIE
Risposta ADUC
la posta ha mantenuto le preesistenti funzioni come servizio pubblico, ma nel momento in cui opera su conti correnti e prodotti finanziari, no.
Conseguentemente, non puo' esserle imposto di contrarre (come a nessun altro soggetto "libero"), e la scelta su quali clienti accettare (e con qualsivoglia criterio) non puo' essere contestata ne' puo' essere biasimata la scelta di evitare dei rischi, visto che comunque si richiede all'Ufficio di impegnarsi patrimonialmente. Ad ogni modo, non e' detto che la scelta di un ufficio postale debba essere necessariamente la stessa degli altri, trattandosi comunque di valutazioni soggettive. L'Abi non sarebbe competente, in quanto le poste non sono -comunque- un Istituto bancario.
Conseguentemente, non puo' esserle imposto di contrarre (come a nessun altro soggetto "libero"), e la scelta su quali clienti accettare (e con qualsivoglia criterio) non puo' essere contestata ne' puo' essere biasimata la scelta di evitare dei rischi, visto che comunque si richiede all'Ufficio di impegnarsi patrimonialmente. Ad ogni modo, non e' detto che la scelta di un ufficio postale debba essere necessariamente la stessa degli altri, trattandosi comunque di valutazioni soggettive. L'Abi non sarebbe competente, in quanto le poste non sono -comunque- un Istituto bancario.
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