Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 agosto 2002
Venerdi' 2 Agosto, intorno alle 22.00, presso l'atrio della stazione di Padova, cercavo inutilmente di acquistare un biglietto per Latisana, con partenza ore 22.18 con un interregionale proveniente da Bologna. Dalle 21 gli sportelli delle biglietterie sono chiusi e quindi l'unico modo per non pagare un sovrapprezzo in treno (a meno che non si prenda un treno Intercity, a quanto mi dicono, e gia' qui vorrei sapere perche' questa disparita' di trattamento; esistono davvero i viaggiatori di serie "B"!). Tutte le emettitrici di biglietti guaste: le stesse che di giorno non accettano che il bancomat perche' non hanno abbastanza banconote (e la cosa va avanti, a Padova, da mesi, mentre a Mestre ad esempio questo non succede!), quella sera davano l'errore: "Collegamento con host non riuscito... contattare il personale di stazione". Gia', ma chi contatti a quell'ora, con l'Ufficio Assistenza alla clientela e le biglietterie chiuse? Vado al primo binario della stazione, dal Capo Stazione, e spiego che le emettitrici non vanno.
Questi mi dice: "Non si preoccupi, vada dal personale del treno, e spieghi che le emettitrici non vanno, e non le fara' pagare nulla in piu'. ". Sbagliato. Il capotreno (ed il suo collega) dell'interregionale, che ho cercato non appena salito sul treno, mi rispondono: "Non mi interessa nulla cosa dice il capo stazione; la normativa e' chiara: chi sale in treno senza biglietto paga di piu'. Poteva farlo quando le biglietterie erano aperte". Ma che discorsi sono? Perche' uno, per fare un viaggio di due ore, deve andare giorni prima o in altri orari in stazione, sapendo che comunque alle 22 trova le emettitrici di biglietti che funzionano? Non serve a nulla spiegare che spendo 75 euro ed oltre in carte (Amicotreno e Eurostar) ferroviarie, che non e' colpa mia se le emettitrici non funzionano e che non e' il cliente che deve farsi carico dei malfunzionamenti e della pessima gestione delle biglietterie della stazione di Padova (vedi foto allegata, che mostra la coda alla biglietteria di Padova in un venerdi' pomeriggio di luglio), quando ha fatto il possibile per procurarsi un titolo di viaggio. Non ci sono storie. E il cliente paga. Chi ha ragione: il capo stazione o il capo treno? E cosa intendono fare le Ferrovie per porre fine a questa vergognosa situazione dove la norma dice che anche se sono le Ferrovie ad essere in difetto il cliente in buona fede puo' solo pagare (e stare zitto)? Ah, piccola osservazione: dato che il controllo dei biglietti e' campionario, e che quella sera su quel treno tra Padova e Mestre nessuno ha fatto il controllo dei biglietti, potevo salire, starmene zitto e viaggiare gratis. Invece facendo il mio dovere, mi trovo un capotreno che vuole farmi pagare di piu', perche' la normativa e' quella. Ma cosa dice davvero la normativa in caso di emettitrici guaste in stazione?
"Il cliente al centro del servizio di Trenitalia:". BUGIARDI.
Risposta ADUC
consiglieremmo -visto che si tratta di un problema specifico ed in effetti quello delle biglietterie automatiche e' comunque un servizio aggiuntivo a quello di stazione- di contestare formalmente i vari aspetti della questione, inviando una raccomandata A/R sia alla Direzione Territoriale ed alla Stazione interessata, che all'Assessorato Regionale competente ai trasporti. Non sarebbe male che fossero piu' persone a contestare, meglio se separatamente.
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