Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 luglio 2002
All'inizio dell'anno e' circolata negli uffici giudiziari di Palermo una locandina dell'INPDAP di Palermo nella quale venivano evidenziati gli aspetti innovativi del piccolo prestito a favore degli impiegati tra cui spiccava: "E' erogato in tempi brevi ed entro il limite massimo di 20 milioni". Chi non ha esigenze economiche, scagli la prima pietra, perche' no, mi sono detto, ho bisogno di....... Purtroppo sono caduto nella trappola ed ho depositato l'istanza il giorno 13/3/2002 (prot. 971) per un piccolo prestito di £. (sottolineo lire) al lordo £. 6.840.000 nette £. 6.060.240 da rimborsare in 36 comode rate di £. 190.000. Sottolineo che lo stampato richiede l'indicazione dell'importo in lire e non in euro, che era nel frattempo entrato a regime definitivo. Cosa intendesse dire la locandina con "tempi brevi " alla luce di quello che segue ora ho capito. Ho avuto le prime notizie dopo il 16 luglio quando, dopo quattro mesi e ormai stufo, ho scritto all'indirizzo @ dell'Inpdap. Debbo dire che la risposta e' stata sollecita, ma mi ha gettato nello sconforto perche' mi veniva preannunciato il favorevole esito della domanda ma per l'importo di euro 6840, 00 (in lire 13.244.086 per 36 rate da £. 367.891, bella botta per un monoreddito). Che fare? Speravo in un errore del Pronto INPDAP. Il centralino dell'INPDAP di Palermo, mi permetto adombrare il dubbio, e' demenzialmente inattivo, perche' dopo la scelta del contatto non risponde mai nessuno; ho addirittura per due giorni filati provato tutte le opzioni ma non ha risposto mai nessuno, per favore qualcuno mi risparmi che sono sempre occupati perche' risultava libero dopo l'opzione. Mi sono recato presso la sede di Palermo il 25 luglio ed ho iniziato la ricerca della persona giusta per verificare quale fosse l'importo. Ho trovato un funzionario disponibile (dr. ssa Giovanna Pizzo indico il nome perche' e' stata oltremodo gentile), abbiamo controllato e la triste verita' e' apparsa. Il prestito era stato esitato proprio quella mattina per il temuto importo. La dr. ssa Pizzo ha studiato svariate soluzioni rappresentandomi la seria difficolta' per rimediare all'errore (perche' di errore da parte dell'ufficio stiamo ragionando sia chiaro), ha contattato vari impiegati, addetti e quant'altro e alla fine una soluzione l'avrebbe trovata, ma qua viene il bello! Per tentare la strada scelta dopo i vari consulti (preceduti tutti da " ma perche' non se li prende cosi' tutto e' piu' semplice?), compresi gli incastri degli impiegati in ferie, mancava a questo punto l'assenso del responsabile Dr. ssa Carmela Pucci capo area credito Inpdap, la quale ha pensato bene di ascoltare per non piu' di un minuto e liquidarmi dicendo: " guardi non c'e' niente da fare assolutamente ecc.. rinunci e presenti nuova istanza per l'importo giusto " ha girato i tacchi e mi ha lasciato come si dece da noi "come un p......... ". Ebbene, beffa nella beffa, ho dovuto presentare istanza per rinunciare al piccolo prestito (sarebbe piu' corretto definirlo immaginario) perche' di correzione il solerte Capo area neanche ha voluto sentir parlare e francamente aspettare altri 4/5 mesi suona offensivo per un errore dell'ufficio e non mio. Dai vari dialoghi ho scoperto che per ragioni, se qualcuno e' interessato puo' approfondire, molte pratiche vengono spedite per essere liquidate a RAGUSA, si proprio cosi' a RAGUSA, e tutti coloro che, interpellati dalla dr. ssa Rizzo a vario titolo, scoprivano che la mia pratica era stata liquidata dalla sede di Ragusa, sorridevano e malcelavano un "lo sapevamo". Ma a Ragusa, per convinzione generale, sono "distratti" o che altro???. I soldi mi servono sempre, ma nella misura richiesta e dovro' rivolgermi alla mia banca che mi aspetta a braccia aperte facendosi pagare quello che tutti sappiamo. Non e' che questi intralci alla lunga favoriscono il sistema bancario se parliamo di molti errori, ma se invece ragioniamo di pochi perche' non si e' voluto porre rimedio alla mia pratica?
Oltre l'acqua nella mia citta' mancano anche funzionari "sensibili" che, forse a causa del caldo, non valutano nei termini giusti le richieste degli utenti. Si, credo di non andare molto lontano dalla verita' ma, un caso come questo, puo' essere considerato di "maloprestito" perche' un decesso c'e' stato ed proprio l'ignaro piccolo prestito, che vagando come un extracomunitario da Palermo a Ragusa e ritorno, ha tirato le cuoia nell'indifferenza totale di chi invece aveva il dovere salvarlo. C'e' qualcuno che fara' qualcosa, mah!! forse siamo in vista di altri decessi, che dite???.
Antonino, n.q. di unico congiunto affranto per il deceduto piccolo prestito spentosi in Palermo il 25/7/2002.
Saluti
Oltre l'acqua nella mia citta' mancano anche funzionari "sensibili" che, forse a causa del caldo, non valutano nei termini giusti le richieste degli utenti. Si, credo di non andare molto lontano dalla verita' ma, un caso come questo, puo' essere considerato di "maloprestito" perche' un decesso c'e' stato ed proprio l'ignaro piccolo prestito, che vagando come un extracomunitario da Palermo a Ragusa e ritorno, ha tirato le cuoia nell'indifferenza totale di chi invece aveva il dovere salvarlo. C'e' qualcuno che fara' qualcosa, mah!! forse siamo in vista di altri decessi, che dite???.
Antonino, n.q. di unico congiunto affranto per il deceduto piccolo prestito spentosi in Palermo il 25/7/2002.
Saluti
Risposta ADUC
potrebbe inviare una raccomandata A/R, allegando in copia il contratto, chiedendo che si provveda all'erogazione del prestito effettivamente richiesto stante comunque l'accettazione ricevutane, dettando a tal fine il termine di 15 gg ed avvisando che in difetto adira' le vie legali. Dovrebbe poi rivolgersi -dopo il 15/9 al giudice di pace.
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