Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

27 luglio 2002
Domanda 27 luglio 2002
Oggetto: segnalazione abusi sulla privacy.
Vi segnalo un episodio (niente affatto episodico) capitatomi ieri a Roma: Entro nel negozio di ceramiche sanitari ecc De Angelis 175A, Viale dei Colli Portuensi 175A, Roma, vado al banco informazioni (dopo vedremo di che informazioni si trattava) e chiedo un certo articolo che ho visto in esposizione. Mi si dice che debbono prima redarre una scheda (ovviamente su computer) e mi chiedono, in successione: 1.. Nome cognome 2.. indirizzo 3.. n° telefonico A questo punto comincio a seccarmi e comincio a sospettare che si tratti del solito sistema per poi inondare il cliente di pubblicita' telefonate, possibilmente e mail, o vendere dati a societa' che fanno ricerche di mercato, o chissa' cosa, ma a questo punto arriva la 4^ richiesta: il codice fiscale!
a questo punto me ne vado, perche' e' evidente che si tratta di una schedatura e non di una scheda.
Vado in altri negozi di ceramiche, fra i quali Ceramiche Appia Nuova, Via Appia Nuova 270 e anche li' trovo "Reception", "banchi informazioni", ecc dove si fanno le stesse richieste (salvo del codice fiscale) o in base ad "esigenze di conoscere i flussi" il tutto espresso con il solito italiano da scuola anni 80 e segg.
Debbo dire che ignoro se questa procedura sia stata introdotta solo nelle rivendite di ceramiche o se sia anche estesa ad arredamenti ecc., non ho voluto fare la prova, anche perche' non ho tempo da perdere, ed ho effettivamente necessita' solo di comprare dei materiali sanitari, come sempre ho fatto senza dare codici fiscali salvo al momento dell'ordine concluso ed emissione della fattura.
E' compatibile secondo voi questa procedura con le attuali leggi sulla privacy sui dati personali? oltre tutto per un preventivo che fra l'altro dovrebbe essere interesse del commerciante? (almeno una volta era cosi') A quando il deposito delle impronte digitali per i clienti che chiedono preventivi?
Cordiali Saluti

Risposta ADUC
la disponibilita' di fornire i dati e' libera: in quanto volontaria, non e' possibile rilevare irregolarita'. Sicuramente, puo' rifiutarsi di fornire i suoi dati, se non lo desidera fare, cercando rivenditori piu' disponibili a fornire preventivi "volanti".
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