Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
25 luglio 2002
Il mio nuovo appartamento ha una stanza parzialmente rovinata dalle scale condominiali che portano alle cantine che, invece di proseguire naturalmente nel vano scale, nell'ultima rampa si spostano lateralmente sotto la mia cucina, generando una rialzo di circa un metro nella stanza. Dovendo ristrutturare l'appartamento, ho chiesto al condominio di modificare a mie spese la scala condominiale facendola proseguire naturalmente nel vano scale ed eliminando cosi' il rialzo nella mia cucina.
Nel corso di un'assemblea alla quale erano presenti tutti i condomini sono state autorizzate all'unanimita' (1000 millesimi) le modifiche proposte. Premetto che in quell'occasione non era stato presentato un progetto, ma solo una descrizione dei lavori e la garanzia che sarebbero stati effettuati a regola d'arte con tutti i permessi del caso.
Circa 6 mesi dopo, il figlio di una condomina (comproprietario per 1/3 dell'appartamento della madre) mi ha diffidato dal cominciare i lavori contestando la validita' dell'assemblea e sostenendo di non essere al corrente delle decisioni prese: in effetti, come di consueto, la convocazione dell'assemblea era stata inviata solo alla madre (residente nel condominio). Nell'ordine del giorno dell'assemblea non era prevista la discussione del mio lavoro ma, poiche' sulla carta erano presenti tutti i millesimi, si e' affrontato il problema deliberando positivamente.
Il signore ha pero' richiesto una nuova assemblea, durante la quale ha negato il consenso ai lavori che in questa seconda occasione sono stati presentati con un progetto firmato da un architetto. Secondo voi la prima assemblea era veramente irregolare?
Visto che nel progetto di ristrutturazione del mio appartamento (presentato e gia' approvato in Comune) e' prevista l'apertura di una luce di 2.50 m. in un muro portante (spessore 30 cm) - previa posa di un architrave dimensionata da un ingegnere - sono tenuto ad informare il condominio anche se il muro si trova totalmente nella mia proprieta'?
Nel corso di un'assemblea alla quale erano presenti tutti i condomini sono state autorizzate all'unanimita' (1000 millesimi) le modifiche proposte. Premetto che in quell'occasione non era stato presentato un progetto, ma solo una descrizione dei lavori e la garanzia che sarebbero stati effettuati a regola d'arte con tutti i permessi del caso.
Circa 6 mesi dopo, il figlio di una condomina (comproprietario per 1/3 dell'appartamento della madre) mi ha diffidato dal cominciare i lavori contestando la validita' dell'assemblea e sostenendo di non essere al corrente delle decisioni prese: in effetti, come di consueto, la convocazione dell'assemblea era stata inviata solo alla madre (residente nel condominio). Nell'ordine del giorno dell'assemblea non era prevista la discussione del mio lavoro ma, poiche' sulla carta erano presenti tutti i millesimi, si e' affrontato il problema deliberando positivamente.
Il signore ha pero' richiesto una nuova assemblea, durante la quale ha negato il consenso ai lavori che in questa seconda occasione sono stati presentati con un progetto firmato da un architetto. Secondo voi la prima assemblea era veramente irregolare?
Visto che nel progetto di ristrutturazione del mio appartamento (presentato e gia' approvato in Comune) e' prevista l'apertura di una luce di 2.50 m. in un muro portante (spessore 30 cm) - previa posa di un architrave dimensionata da un ingegnere - sono tenuto ad informare il condominio anche se il muro si trova totalmente nella mia proprieta'?
Risposta ADUC
se non c'e' inserimento della questione all'ordine del giorno, e' vero: la delibera non e' valida, per quanto attiene la questione che non vi era stata indicata. Per cio' che attiene al muro portante, essendo il progetto stato presentato in assemblea e non essendovi state contestazioni sul punto (a seconda, pero', di come s'e' svolta questa) la comunicazione potrebbe anche gia' darsi per avvenuta. Ad ogni modo, parrebbe indispensabile solo in caso potesse arrecare un pregiudizio alla struttura condominiale.
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