Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
25 luglio 2002
Buongiorno, vi scrivo per avere un parere in merito ad un fatto accadutomi tempo fa (13/4/2002). Stavo cercando un pc portatile (notebook) su internet e, sul sito www. elettrodata. it, ne ho trovato uno veramente bello ad un prezzo decisamente basso (423, 53 euro). Naturalmente l'ho ordinato subito scegliendo il pagamento attraverso la carta di credito. Dopo poco tempo mi e' arrivata la conferma di autorizzazione al pagamento da parte della banca preposta (Banca Sella).
Dopo un paio di giorni, ricontrollando il sito, ho visto che per lo stesso prodotto avevano cambiato il codice interno (non del notebook, e' un codice che elettrodata ha assegnato a ogni prodotto) e il prezzo (intorno ai 3000 euro).
Dapprima la ditta mi ha contattato via mail dicendomi di non poter evadere l'ordine perche' il prodotto non era disponibile in magazzino. Ho risposto che avrei aspettato un po', senza problemi. Allora mi hanno telefonato dicendomi che il prodotto non esisteva: non era neanche in produzione. Alla mia obiezione di averlo visto ancora sul sito, con le stesse caratteristiche, ma con codice interno e prezzo diversi, mi hanno detto di fornirgli le mie coordinate bancarie che mi avrebbero reso i soldi. Naturalmente ho insistito per avere il notebook. In realta' i soldi non mi sono stati addebitati perche' e' un operazione che avviene durante il mese successivo all'acquisto per cui non ho dovuto recuperare niente. Dopo un mese ho scritto loro una raccomandata (con ricevuta di ritorno) citando il Decreto legislativo 185 del 22 maggio 1999, ma non ho piu' ricevuto risposta. Come dovrei comportarmi secondo voi? Ho possibilita' di avere quanto ho ordinato?
Grazie per l'attenzione, buongiorno.
Dopo un paio di giorni, ricontrollando il sito, ho visto che per lo stesso prodotto avevano cambiato il codice interno (non del notebook, e' un codice che elettrodata ha assegnato a ogni prodotto) e il prezzo (intorno ai 3000 euro).
Dapprima la ditta mi ha contattato via mail dicendomi di non poter evadere l'ordine perche' il prodotto non era disponibile in magazzino. Ho risposto che avrei aspettato un po', senza problemi. Allora mi hanno telefonato dicendomi che il prodotto non esisteva: non era neanche in produzione. Alla mia obiezione di averlo visto ancora sul sito, con le stesse caratteristiche, ma con codice interno e prezzo diversi, mi hanno detto di fornirgli le mie coordinate bancarie che mi avrebbero reso i soldi. Naturalmente ho insistito per avere il notebook. In realta' i soldi non mi sono stati addebitati perche' e' un operazione che avviene durante il mese successivo all'acquisto per cui non ho dovuto recuperare niente. Dopo un mese ho scritto loro una raccomandata (con ricevuta di ritorno) citando il Decreto legislativo 185 del 22 maggio 1999, ma non ho piu' ricevuto risposta. Come dovrei comportarmi secondo voi? Ho possibilita' di avere quanto ho ordinato?
Grazie per l'attenzione, buongiorno.
Risposta ADUC
poiche' non hanno ammesso l'errore ma -nel dubbio- hanno preferito tergiversare, puo' provare (rivolgendosi al giudice) ad ottenere l'adempimento -e finendo con il ricevere, si presume, il rimborso per la risoluzione contrattuale di controparte. Infatti, il prezzo potrebbe essere riconosciuto come manifestamente erroneo, tuttavia non e' cosi' basso da essere scontato l'errore. Pertanto, occorrerebbe una valutazione di un giudice di pace. Dovrebbe prima inviare una raccomandata A/R di messa in mora, dettando un termine di 15 gg entro cui darle quanto richiesto ed avvisando che in difetto adira' le vie legali -ritenendoli inadempienti. Tenti poi -ma solo una conciliazione- dal giudice di pace.
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