Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

24 luglio 2002
Domanda 24 luglio 2002
ggetto: Un caso di danno e beffa.
Vi invio la seguente segnalazione - Poste Italiane - certo di non essere l'unico ad aver dovuto subire un trattamento cosi' poco ortodosso di gretta e rapace scorrettezza.
Malgrado tanta pubblicita' con "grandi pannocchie che grandinano", ero quasi sicuro di non rivedere un solo centesimo in restituzione per il mancato servizio.
E' di moda pubblicizzare risparmi, offerte e grandi servizi.... Tanto sono gli utenti e i consumatori a pagare!
Se, utente di certi altri servizi, ritardo di un solo giorno il pagamento di una bolletta, quella successiva mi arriva gravata da interessi da usura, perche' non interessa a nessuno sapere se il giorno della scadenza ho ricevuto l'estrema unzione o la prima comunione!
Personalmente, credo che meno farsesca pubblicita' e un poco piu' di correttezza, rendono in fiducia molto piu' credito.
Ho solo spedito un pacco da poco (dal valore complessivo inferiore al doppio costo impostomi) in Italia.... in Calabria.... e non in uno sperduto paesetto dell'Africa equatoriale.... per questo motivo mi aspettavo che arrivasse a destinazione senza tante complicazioni e senza le cento e passa telefonate per sentirmi alla fine preso per i fondelli.
Bastavano delle scuse e un buono sconto per un francobollo usato per non passare per bugiardo.
In quali casi e' previsto il rimborso? Quali prove produrre per dimostrare la propria ragione? I Carabinieri, l'esercito, le Forze Armate? Cosa si deve fare in casi come questi per evitare danno e beffa?
Grazie se mi leggerete e due volte grazie se mi ospiterete.
Distinti Saluti

Risposta ADUC
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