Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 luglio 2002
Gentili signori, approfitto del vs utilissimo servizio per porvi delle domande su un problema che ritengo paradossale.
Avevo dato in locazione, qui a Roma, un negozio ad un commerciante che nel corso del contratto ha cambiato lavoro (ora e' metronotte) e pur lasciando il contratto d'affitto a nome suo ha trasferito l'attivita' a nome della moglie.
Per due anni, prima del rilascio forzato dell'immobile, non ha pagato l'affitto, maturando quindi debiti per oltre 20 milioni di vecchie lire.
Citato in giudizio, condannato al risarcimento, senza effettuare alcuna opposizione, semplicemente... non ha pagato, ed e' sordo ad ogni richiesta/ingiunzione.
Il mio legale ha effettuato il pignoramento del c/c bancario presso la banca ove aveva rapporti, ma.. e' stato velocissimo a spostare il conto altrove, e solo dopo 9 mesi (rinvio dell'udienza) la banca l'ha reso noto in tribunale.
Resta l'azione del pignoramento mobiliare, ma il legale lo ritiene improponibile in quanto fra spese, perizie, le difficolta' (certe) di accesso all'immobile e scarso valore commerciale del suo contenuto non si recupera la somma. Senza parlare delle difficolta' ad accedere all'immobile con i... clienti in quanto sarebbe nominato custode dei beni pignorati.
Si potrebbe intervenire sullo stipendio, ma lo sconsiglia, perche' potrebbe essere a sua volta pignorato e comunque per buona parte non pignorabile oltre a varie altre difficolta'.
Con i miei soldi, dopo che il debito si era consolidato, si e' comprato casa ed ha contratto un mutuo ipotecario di 150 milioni a fronte di un valore (stimato) dell'immobile di 300 mil.
L'immobile e' cointestato con la moglie.
Il legale mi sconsiglia il pignoramento, perche': -il 50% e' della banca; -il 50% e' della moglie; -L'immobile viene messo all'asta ad un prezzo ribassato generalmente del 20% e piu'.
-Di fatto e' occupato, quindi il valore commerciale sara' piu' basso, e sara' comunque lungo e difficile cacciarlo via con le attuali disposizioni in materia; -Sara' piu' che improbabile riuscire a venderlo all'incanto in quanto gli eventuali acquirenti scapperanno via inorriditi dal comportamento del debitore.
-Si potrebbe porre un'ipoteca sullo stesso, ma essa sarebbe inefficace in quanto bisognerebbe rinnovarla ogni 20 anni e comunque l'immobile potrebbe essere trasferito per successione ai figli, con tutta l'ipoteca.
-Su tutto incombono le enormi spese legali, di perizia e varie.
Insomma mi dice di lasciar perdere, tanto non prendero' mai un soldo, mi rovinero' la vita e spendero' un sacco di soldi oltre quelli gia' spesi, senza tirar fuori un ragno dal buco.
POSSIBILE?
Ma l'Italia e' ancora uno stato di diritto o bisogna essere delinquenti per star bene?
Comincio a nutrire dei dubbi sulle deduzioni del mio legale, mi confortate di un vostro parere anche se, immagino, in assenza di maggiori dettagli non sara' facile?
Grazie per quanto potrete consigliarmi.
Avevo dato in locazione, qui a Roma, un negozio ad un commerciante che nel corso del contratto ha cambiato lavoro (ora e' metronotte) e pur lasciando il contratto d'affitto a nome suo ha trasferito l'attivita' a nome della moglie.
Per due anni, prima del rilascio forzato dell'immobile, non ha pagato l'affitto, maturando quindi debiti per oltre 20 milioni di vecchie lire.
Citato in giudizio, condannato al risarcimento, senza effettuare alcuna opposizione, semplicemente... non ha pagato, ed e' sordo ad ogni richiesta/ingiunzione.
Il mio legale ha effettuato il pignoramento del c/c bancario presso la banca ove aveva rapporti, ma.. e' stato velocissimo a spostare il conto altrove, e solo dopo 9 mesi (rinvio dell'udienza) la banca l'ha reso noto in tribunale.
Resta l'azione del pignoramento mobiliare, ma il legale lo ritiene improponibile in quanto fra spese, perizie, le difficolta' (certe) di accesso all'immobile e scarso valore commerciale del suo contenuto non si recupera la somma. Senza parlare delle difficolta' ad accedere all'immobile con i... clienti in quanto sarebbe nominato custode dei beni pignorati.
Si potrebbe intervenire sullo stipendio, ma lo sconsiglia, perche' potrebbe essere a sua volta pignorato e comunque per buona parte non pignorabile oltre a varie altre difficolta'.
Con i miei soldi, dopo che il debito si era consolidato, si e' comprato casa ed ha contratto un mutuo ipotecario di 150 milioni a fronte di un valore (stimato) dell'immobile di 300 mil.
L'immobile e' cointestato con la moglie.
Il legale mi sconsiglia il pignoramento, perche': -il 50% e' della banca; -il 50% e' della moglie; -L'immobile viene messo all'asta ad un prezzo ribassato generalmente del 20% e piu'.
-Di fatto e' occupato, quindi il valore commerciale sara' piu' basso, e sara' comunque lungo e difficile cacciarlo via con le attuali disposizioni in materia; -Sara' piu' che improbabile riuscire a venderlo all'incanto in quanto gli eventuali acquirenti scapperanno via inorriditi dal comportamento del debitore.
-Si potrebbe porre un'ipoteca sullo stesso, ma essa sarebbe inefficace in quanto bisognerebbe rinnovarla ogni 20 anni e comunque l'immobile potrebbe essere trasferito per successione ai figli, con tutta l'ipoteca.
-Su tutto incombono le enormi spese legali, di perizia e varie.
Insomma mi dice di lasciar perdere, tanto non prendero' mai un soldo, mi rovinero' la vita e spendero' un sacco di soldi oltre quelli gia' spesi, senza tirar fuori un ragno dal buco.
POSSIBILE?
Ma l'Italia e' ancora uno stato di diritto o bisogna essere delinquenti per star bene?
Comincio a nutrire dei dubbi sulle deduzioni del mio legale, mi confortate di un vostro parere anche se, immagino, in assenza di maggiori dettagli non sara' facile?
Grazie per quanto potrete consigliarmi.
Risposta ADUC
non si puo' dire che il suo avvocato non le abbia fatto un giusto quadro della situazione. Tuttavia, puo' valutare anche altri aspetti. Il primo, e' che ad ogni modo il debitore subirebbe la messa all'incanto dell'immobile (anche se tra diversi anni).
Vero e' che potranno susseguirsi piu' aste che andranno deserte, ed il prezzo diminuira' sempre piu'. Tuttavia, visto che le somme che le spettano sono comunque decisamente inferiori rispetto alla somma di base, non e' escluso che possa verificarsi una vendita che possa comunque consentire un qualche rimborso, o che possa lei stesso acquistare la frazione d'immobile. Pur non potendo presumibilmente rivenderla a breve, sarebbe comunque una possibilita'. Ad ogni modo, i rischi sono effettivamente quelli che le ha prospettato il legale: deve decidere lei se valga o meno la pena di tentare l'azione.
Vero e' che potranno susseguirsi piu' aste che andranno deserte, ed il prezzo diminuira' sempre piu'. Tuttavia, visto che le somme che le spettano sono comunque decisamente inferiori rispetto alla somma di base, non e' escluso che possa verificarsi una vendita che possa comunque consentire un qualche rimborso, o che possa lei stesso acquistare la frazione d'immobile. Pur non potendo presumibilmente rivenderla a breve, sarebbe comunque una possibilita'. Ad ogni modo, i rischi sono effettivamente quelli che le ha prospettato il legale: deve decidere lei se valga o meno la pena di tentare l'azione.
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