Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 luglio 2002
Domanda 4 luglio 2002
Buongiorno!!!
Grazie al Vostro impegno quotidiano ho trovato delle risposte a tanti interrogativi, per questo spero che possiate chiarirmene un altro.
E' dal 1996 che a suon di lettere scrivo al Comune di Prato per il rifacimento del marciapiede davanti casa mia (Via Gherardacci loc. Iolo - Prato) dal momento che vivo con mia madre portatrice di protesi al femore e mia sorella portatrice di pace-maker nonche' con dei problemi deambulatori alle gambe.
Nel 1996, dopo aver spedito la prima lettera, il Dirigente del Settore addetto (Urbanizzazione primaria U.O. Cantiere Comunale) Ing. Frasconi Lorenzo mi risponde dicendo che "la sistemazione dei marciapiedi lungo entrambi i fronti di Via Gherardacci rientrera' tra gli interventi di manutenzione straordinaria che sono in corso di predisposizione".
A maggio del 1997 scrivo ancora una volta al sopracitato Responsabile, al Presidente di Quartiere e al Sindaco. L'Ing. Frasconi mi risponde con lett.
Prot. Gen. 45662 del 14.06.1997 dove dice che..."esaminando la situazione dei marciapiedi su entrambi i fronti della Via Gherardacci si sono rilevati alcuni tratti in condizioni assai peggiori....ed altri in condizioni addirittura pessime sul lato opposto. Pertanto qusta Amministrazione programmera' un intervento che interessi in modo organico tutta la Via Gherardacci, in quanto non riteniamo giustificabile e quindi ammissibile, intervenire su un marciapiede in condizioni mediocri davanti ad una singola abitazione tralasciando, nella stesa strada, tutti gli altri marciapiedi in condizioni in gran parte peggiori." Al marzo 1999, non avendo ancora iniziato i lavori, ho scritto allo Sportello Amico di Prato, sintetizzando l'accaduto.
Niente. A settembre del 2001 mia sorella, in cura con il cumadin per una cardioversione (quindi assolutamente non intenzionata data la situazione a procurarsi lesioni di nessun genere) cade sul suddetto marciapiede. Viene iniziata la procedura e a maggio di questo anno mi viene detto che il tutto si risolvera', forse, con una "conciliazione" fissata dal Tribunale di Prato per il 30 giugno 2003.
Vorrei capire se in tutto questo la responsabilita' di un Dirigente debba essere completamente evasa dal Giudice del Tribunale. So che chi espleta certe mansioni (Dirigente in una Pubblica Amministrazione) e' soggetto a sua volta a delle discipline, e tutto quello che veramente chiedeva mia sorella era, oltre al dovuto rimborso per i danni materiali (che verra' nuovamente discusso come "conciliazione" il 30 giugno 2003!!!!) un accertamento sulla figura dell'Ing. Frasconi Lorenzo per quanto riguarda gli obblighi propri del suo ruolo e come non gli ha attuati.
Grazie per l'attenzione e aspetto, se possibile, una risposta da parte Vostra per capire come posso ulteriormente muovermi.
In ultimo, tengo a puntualizzare che posso produrre in ogni momento i documenti sopramenzionati.
Ancora grazie!!!

Risposta ADUC
sappiamo solo suggerirle di appoggiarsi al Difensore Civico Regionale, affinche' provveda egli direttamente a sollecitare l'intervento da parte dell'Ente. Altrimenti, occorrerebbe un comitato che si dia da fare anche a mezzo stampa. Inoltre, l'evento occorso a sua sorella -se adeguatamente pubblicizzato, anche nella soluzione conciliativa proposta- potra' essere d'ausilio per sollecitare un intervento.
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