Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 giugno 2002
29 Giu 2002
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Ho risposto ad un richiamo pubblicitario di una azienda di arredamenti molto grossa e conosciuta in Bologna, dove proponevano una forma di finanziamento a tasso 0 (zero), ho deciso di comprare un armadio dal costo di 1.500,00 euro circa. Per avere diritto a questa proposta di vendita mi hanno chiesto il 30% di anticipo (nella pubblicità non era specificato) senza aspettare il benestare della finanziaria. passata una settimana mi anno comunicato che il finanziamento non è andato a buon fine e se volevo ancora l'armadio avrei dovuto versare subito il 70% rimanente. Io ci ho pensato e poi ho chiesto indietro la caparra del 30% versata precedentemente, e loro hanno risposto che mi avrebbero dato dei buoni acquisto per il valore versato, perchè il contratto da me firmato non era legato al finanziamento. Poi ho chiamato la finanziaria per avere spiegazione, dato che loro no erano in possesso delle motivazioni, questi mi hanno detto che nel 1987 avevo avuto dei problemi con una cambiale e risultavo iscritto da quell'anno nel registro dei protesti. Io ho avuto realmente quel problemi, ma è possibile che dopo 15 anni sia ancora visibile nell'elenco dei protestati?, e ancora oggi perseguitato?. In questa storia mi sono sentito parecchio attaccato sia dalla ditta di arredamenti che dalla finanziaria, potete dirmi se c'è qualcosa di sbagliato per cui io possa fare valere i miei diritti? Grazie e chiedo scusa se la forma di scrittura non è delle migliori.
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Ho risposto ad un richiamo pubblicitario di una azienda di arredamenti molto grossa e conosciuta in Bologna, dove proponevano una forma di finanziamento a tasso 0 (zero), ho deciso di comprare un armadio dal costo di 1.500,00 euro circa. Per avere diritto a questa proposta di vendita mi hanno chiesto il 30% di anticipo (nella pubblicità non era specificato) senza aspettare il benestare della finanziaria. passata una settimana mi anno comunicato che il finanziamento non è andato a buon fine e se volevo ancora l'armadio avrei dovuto versare subito il 70% rimanente. Io ci ho pensato e poi ho chiesto indietro la caparra del 30% versata precedentemente, e loro hanno risposto che mi avrebbero dato dei buoni acquisto per il valore versato, perchè il contratto da me firmato non era legato al finanziamento. Poi ho chiamato la finanziaria per avere spiegazione, dato che loro no erano in possesso delle motivazioni, questi mi hanno detto che nel 1987 avevo avuto dei problemi con una cambiale e risultavo iscritto da quell'anno nel registro dei protesti. Io ho avuto realmente quel problemi, ma è possibile che dopo 15 anni sia ancora visibile nell'elenco dei protestati?, e ancora oggi perseguitato?. In questa storia mi sono sentito parecchio attaccato sia dalla ditta di arredamenti che dalla finanziaria, potete dirmi se c'è qualcosa di sbagliato per cui io possa fare valere i miei diritti? Grazie e chiedo scusa se la forma di scrittura non è delle migliori.
Risposta ADUC
occorre charire che -a meno che il contratto fosse espressamente ed esplicitamente subordinato all'accettazione del finanziamento- esso e' valido di per se' anche se questo non venisse concesso. Conseguentemente, non avrebbe alcun titolo per chiedere il rimborso della caparra. Il fatto e' che questa e' ordinaria materia contrattuale e non e' una modalita' specifica di questo negozio, pertanto questo e' un aspetto difficile da contestare.
Sarebbe invece contestabile se lei fosse ancora iscritto nei protesti (verifichi in Camera di Commercio). Supponiamo invece che la finanziaria sia in possesso di una vecchia banca dati. Ad ogni modo, la scelta di non erogarle il finanziamento e' meramente soggettiva, in quanto e' palese che un vecchio protesto di 15 anni fa non comporti alcuna lesione dell'immagine ed anzi confermi -all'opposto- la correttezza del proprio comportamento per tutto il periodo antecedente e successivo. Di conseguenza, quella oppostale e' una -seppure legittima- scusa. Hanno ad ogni modo diritto di rifiutarle il credito per i motivi che meglio credono opportuni.
Sarebbe invece contestabile se lei fosse ancora iscritto nei protesti (verifichi in Camera di Commercio). Supponiamo invece che la finanziaria sia in possesso di una vecchia banca dati. Ad ogni modo, la scelta di non erogarle il finanziamento e' meramente soggettiva, in quanto e' palese che un vecchio protesto di 15 anni fa non comporti alcuna lesione dell'immagine ed anzi confermi -all'opposto- la correttezza del proprio comportamento per tutto il periodo antecedente e successivo. Di conseguenza, quella oppostale e' una -seppure legittima- scusa. Hanno ad ogni modo diritto di rifiutarle il credito per i motivi che meglio credono opportuni.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti