Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 giugno 2002
Domanda 25 giugno 2002
25 Giu 2002
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Buongiorno, mi chiamo Mauro e sono un vostro associato. Spero possiate aiutarmi a risolvere il pasticcio in cui sono incappato grazie alle celebri Poste Italiane.
Avevo un negozio che ho chiuso il 31 Dicembre 2001. Ho quindi chiuso il c/c postale ad esso intestato il 5 Marzo 2002. Di questo tipo di pratiche se ne occupa il direttore dell'uff.postale che, quando gli chiedo il costo della chiusura conto, cade letteralmente dalle nuvole dicendomi che non si sa e perché il c/c sia effettivamente chiuso ci vuole un po' di tempo. Allora gli faccio presente che se poi il conto produce delle spese dopo la richiesta di chiusura non è colpa mia ma lui mi rassicura dicendomi che dopo tale data nulla potrà essermi addebitato. Quindi dato che il conto era praticamente a zero mi consiglia di depositare qualcosa per eventuali spese (che lui ovviamente non sa quantificare) per cui verso 30 euro e mi faccio fare una copia della distinta di versamento
(ah, dimenticavo: se il cliente non chiede espressamente le copie di tutte queste operazioni o simili non viene rilasciata alcuna ricevuta!).
Il giorno 11 Giugno 2002 ricevo una lettera da ROMA datata Aprile 2002 dove mi si spiega che alla fine di Marzo 2002 il mio c/c (che ho chiuso il 5 Marzo) aveva un saldo negativo, per cui vengo invitato a provvedere al versamento di una cifra adeguata (ovviamente senza mai scrivere una cifra)!
Quindi il giorno dopo mi reco dal solito direttore dell'ufficio postale e gli faccio vedere la lettera. Lui rimane come al solito allibito e mi dice che io non devo assolutamente pagare più nulla dopo la data di richiesta chiusura del conto (e mi spiega che la varie divisioni e compartimenti delle poste sono separate per cui spesso una non sa cosa fa l'altra!!); anzi per mettersi tranquillo mi fa vedere il suo registro spiegando che lui la registrazione l'ha fatta il giorno stesso che io l'ho richiesta.
Quindi sul foglio di estratto conto che lui stesso ha stampato (e dove risulta già un rosso di oltre 19 euro) mi fa scrivere una dichiarazione dove io non intendo pagare nulla dopo la data di chiusura del c/c, spiegando i vari passaggi avvenuti fino a quel momento. Dopodichè la firma, la timbra e me ne dà una copia, assicurandomi che la invierà a chi di dovere.
Il 18 Giugno 2002 ricevo un'altra lettera, questa volta datata 31 Maggio 2002 e inviata da Torino, precisamente dal CUAS (centro automazione), dove mi si dice che non è possibile chiudere il famoso conto in quanto sono in SALDO NEGATIVO APPARENTE (??), per cui devo versare la cifra per andare a pareggio aumentata di qusi 14 euro per il rateo d'imposta relativa al periodo
1 Aprile- 30 Giugno 2002 (ho chiuso il conto il 5 MARZO!) e di altri 15 euro per la spese di tenuta conto!
Naturalmente avrei dovuto regolarizzare la situazione entro il 18 Giugno, giorno in cui ho ricevuto la loro lettera in ritardo.
Nuova visita al caro direttore (che è in ferie). Parlo con la vice che, indovinate un po', rimane allibita da questa situazione, mi spiega che non si sa a quanto ammontano le spese di chiusura di un c/c perché l'ufficio postale può solo aprire un conto ma non chiuderlo (!!) e mi assicura che trasmetterà la nuova lettera al solito "centro di distruzione e perdita reclami e proteste" , chiedendomi un recapito telefonico dove potermi tempestivamente avvisare appena ci fossero novità.
Al 24 Giugno non so naturalmente ancora nulla.
Vi prego, datemi se possibile un consiglio pratico perché attraverso i normali canali di richieste di chiarimento e proteste varie non si ottiene praticamente nulla (purtroppo infatti non è solo questo il caso in cui sono incappato : pensate che qualche mese mi è stato accreditato un contrassegno che ho spedito solamente due anni e mezzo fa !!).
Grazie infinite e Cordiali Saluti.

Risposta ADUC
se il conto e' andato in rosso -e saldate le spese di chiusura e' plausibile che questo accada- il conto non si chiude -e dunque le spese proseguono. Le spese sono quelle indicate in contratto o -se variate- comunicate con avviso nei locali. Occorre tuttavia che risponda -per raccomandata A/R- a queste lettere che le arrivano, specificando come abbia ricevuto espressa garanzia da parte dell'Ufficio di come il conto debba ritenersi chiuso alla data indicata e dietro il saldo delle sole somme maturate sino a detto periodo (verifichi comunque sul contratto quali siano i termini contrattuali per la disdetta, per avere tutti gli elementi del caso).
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