Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 giugno 2002
22 Giu 2002
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RICHIESTA.............SOS: ho ancora bisogno della Vs. consulenza! Il 17 u.s. in relazione alle agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa, facendo riferimento alla L.21/12/2000 n.342 e la nota II bis dell'art.1 della tariffa, parte I del D.P.R. 131/86, Vi avevo chiesto se per usufruire dei benefici della legge occorreva risiedere nella casa acquistata/ereditata o solamente - così come detta la legge - nel comune ove ha sede l'appartamento stesso. Al mio quesito, Codesta Associazione, rispondeva che "e' sufficiente che -per il soggetto specifico- vi sia la residenza nel Comune -non necessariamente nell'immobile- purche' l'abitazione risulti comunque destinata all'uso di propri familiari (non deve, insomma, essere una seconda casa)". Certo del sicuro spessore del consiglio fornitomi sono andato a perorare la causa nei competenti uffici, dove un "funzionario", quasi offeso perché la Sua competenza era stata messa in discussione, affermava, accennando anche alla c.d. legge Berlusconi dei 100 gg. (che presumo sia la Legge 383 del 18/10/2001), che la persona interessata a benefici in disamina deve "assolutamente" stabilire la residenza - entro un determinato periodo - presso l'immobile acquistatoereditato e che io, fratello dell'interessato, con il mio nucleo familiare non posso utilizzare - anche se a titolo gratuito - l'appartamento in parola altrimenti verrebbero meno i requisiti previsti dalla legge. A questo punto, non dubitando minimamente della Vs. competenza ma perché tutt'altro che sicuro delle professionalità del "funzionario" interpellato il quale, ripeto, ha fatto riferimento molto vago a una legge che a mio sommesso avviso non è cosi dettagliata come lui presume e, in ogni caso, non riporta riferimenti espliciti all'obbligo da lui ventilato, mi rimetto alla Vs. competenza, lanciandovi un ulteriore SOS, per chiederVi se esiste una norma, una circolare o una sentenza a cui poter far riferimento per "adombrare" definitivamente "l'indiscutibile competenza del funzionario". Grato per l'attenzione riservatami e per ogni utile consiglio che mi verrà fornito, porgo distinti saluti.
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RICHIESTA.............SOS: ho ancora bisogno della Vs. consulenza! Il 17 u.s. in relazione alle agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa, facendo riferimento alla L.21/12/2000 n.342 e la nota II bis dell'art.1 della tariffa, parte I del D.P.R. 131/86, Vi avevo chiesto se per usufruire dei benefici della legge occorreva risiedere nella casa acquistata/ereditata o solamente - così come detta la legge - nel comune ove ha sede l'appartamento stesso. Al mio quesito, Codesta Associazione, rispondeva che "e' sufficiente che -per il soggetto specifico- vi sia la residenza nel Comune -non necessariamente nell'immobile- purche' l'abitazione risulti comunque destinata all'uso di propri familiari (non deve, insomma, essere una seconda casa)". Certo del sicuro spessore del consiglio fornitomi sono andato a perorare la causa nei competenti uffici, dove un "funzionario", quasi offeso perché la Sua competenza era stata messa in discussione, affermava, accennando anche alla c.d. legge Berlusconi dei 100 gg. (che presumo sia la Legge 383 del 18/10/2001), che la persona interessata a benefici in disamina deve "assolutamente" stabilire la residenza - entro un determinato periodo - presso l'immobile acquistatoereditato e che io, fratello dell'interessato, con il mio nucleo familiare non posso utilizzare - anche se a titolo gratuito - l'appartamento in parola altrimenti verrebbero meno i requisiti previsti dalla legge. A questo punto, non dubitando minimamente della Vs. competenza ma perché tutt'altro che sicuro delle professionalità del "funzionario" interpellato il quale, ripeto, ha fatto riferimento molto vago a una legge che a mio sommesso avviso non è cosi dettagliata come lui presume e, in ogni caso, non riporta riferimenti espliciti all'obbligo da lui ventilato, mi rimetto alla Vs. competenza, lanciandovi un ulteriore SOS, per chiederVi se esiste una norma, una circolare o una sentenza a cui poter far riferimento per "adombrare" definitivamente "l'indiscutibile competenza del funzionario". Grato per l'attenzione riservatami e per ogni utile consiglio che mi verrà fornito, porgo distinti saluti.
Risposta ADUC
lei non e' parte del nucleo familiare convivente, pertanto non sarebbe tra i soggetti che possano utilizzare l'immobile. Ma per quanto attiene la residenza, e' ancora sufficiente che -purche' l'immobile sia appunto abitato da familiari- la si abbia nel Comune e non necessariamente nell'immobile. Questo, secondo le normative in vigore -nello specifico, la finanziaria per il 2001.
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