Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 giugno 2002
21 Giu 2002
Subject: mercato parallelo
Spett.le Redazione,
sono il proprietario di una gioielleria sita in Niscemi (cl) che gestisco assieme a mia moglie.
Essendo delle persone oneste e corrette , abbiamo grosse difficolta' a navigare in questo grande mare del commercio fatto di ditte furbe e concorrenti sleali.
Mi rivolgo quindi a voi per sapere se legalmente posso fare qualche cosa contro queste persone poco corrette.
Cerchero' quindi di farvi capire la situazione. Parliamo di orologi.
In questo settore esistono diverse fasce di mercato. Le piu' commerciali saranno in tutto una diecina di ditte.
Quando uno apre una nuova attivita', cerca di contattare delle ditte che sono libere sulla piazza per diventare "CONCESSIONARIO UFFICIALE". Questo indubbiamente da' un certo prestigio all'attivita' ma ha anche dei lati negativi.
Per essere concessionario devi fare un consistente fatturato, devi ordinare per intero alcune collezioni o linee di prodotti, che alla fine dell'anno resteranno in negozio come magazzino. Cioe' una parte del tuo guadagno sara' rappresentato dalla merce che non si e' riusciti a vendere e che e' stata imposta dalle ditte.
Quando c'e' sul mercato un prodotto, magari pubblicizzato che va, la ditta non ha quasi mai il prodotto in pronta consegna.
Questi sono alcuni dei lati negativi dell'essere rappresentante ufficiale.
Ora queste ditte (Breil, Sector, Swatch) quando si ritrovano in magazzino grossi quantitativi di orologi non venduti, creano un "MERCATO PARALLELO".
Vendono a prezzi stracciati e a delle ditte che operano in ambienti con
strane triangolazioni commerciali, gli stessi modelli che fino al giorno prima hanno venduto ai concessionari ufficiali a prezzo pieno.
Questo significa che tutti possono avere, conoscendo le persone giuste, tutte le marche di orologi che vogliono, a prezzi inferiori a volte a quelli praticati ai concessionari, e per giunta in nero senza pagare l'iva.
Questa situazione e' di pubblico dominio ed essendo in Italia dove succede di tutto, bisogna farsi furbi e cercare di mantenersi a galla.
Capita' cosi' che io sono il solo concessionario ufficiale Breil, ma che tutte le altre gioiellerie di Niscemi vendano i Breil.
Una gioielleria sita a pochi metri di distanza da me, proprio in questi giorni ha fatto ancora di meglio. Si e' fatta stampare una bella insegna con li logo della BREIL e la ha posizionata in bella mostra sulla sua facciata. Come dire c'e' chi PUO?
Non contento, il proprietario, ha fatto anche affiggere centinaia di manifesti in tutto il paese spacciandosi per concessionario di BREIL, BREIL STONE; TRIBE:
A questo punto, dopo aver fatto le mie proteste alla BREIL, vi chiedo se posso legalmente fare qualche cosa sia contro la gioielleria, sia contro la BREIL che non mi tutela.
In attesa di una vostra risposta, vi invio cordiali saluti
Subject: mercato parallelo
Spett.le Redazione,
sono il proprietario di una gioielleria sita in Niscemi (cl) che gestisco assieme a mia moglie.
Essendo delle persone oneste e corrette , abbiamo grosse difficolta' a navigare in questo grande mare del commercio fatto di ditte furbe e concorrenti sleali.
Mi rivolgo quindi a voi per sapere se legalmente posso fare qualche cosa contro queste persone poco corrette.
Cerchero' quindi di farvi capire la situazione. Parliamo di orologi.
In questo settore esistono diverse fasce di mercato. Le piu' commerciali saranno in tutto una diecina di ditte.
Quando uno apre una nuova attivita', cerca di contattare delle ditte che sono libere sulla piazza per diventare "CONCESSIONARIO UFFICIALE". Questo indubbiamente da' un certo prestigio all'attivita' ma ha anche dei lati negativi.
Per essere concessionario devi fare un consistente fatturato, devi ordinare per intero alcune collezioni o linee di prodotti, che alla fine dell'anno resteranno in negozio come magazzino. Cioe' una parte del tuo guadagno sara' rappresentato dalla merce che non si e' riusciti a vendere e che e' stata imposta dalle ditte.
Quando c'e' sul mercato un prodotto, magari pubblicizzato che va, la ditta non ha quasi mai il prodotto in pronta consegna.
Questi sono alcuni dei lati negativi dell'essere rappresentante ufficiale.
Ora queste ditte (Breil, Sector, Swatch) quando si ritrovano in magazzino grossi quantitativi di orologi non venduti, creano un "MERCATO PARALLELO".
Vendono a prezzi stracciati e a delle ditte che operano in ambienti con
strane triangolazioni commerciali, gli stessi modelli che fino al giorno prima hanno venduto ai concessionari ufficiali a prezzo pieno.
Questo significa che tutti possono avere, conoscendo le persone giuste, tutte le marche di orologi che vogliono, a prezzi inferiori a volte a quelli praticati ai concessionari, e per giunta in nero senza pagare l'iva.
Questa situazione e' di pubblico dominio ed essendo in Italia dove succede di tutto, bisogna farsi furbi e cercare di mantenersi a galla.
Capita' cosi' che io sono il solo concessionario ufficiale Breil, ma che tutte le altre gioiellerie di Niscemi vendano i Breil.
Una gioielleria sita a pochi metri di distanza da me, proprio in questi giorni ha fatto ancora di meglio. Si e' fatta stampare una bella insegna con li logo della BREIL e la ha posizionata in bella mostra sulla sua facciata. Come dire c'e' chi PUO?
Non contento, il proprietario, ha fatto anche affiggere centinaia di manifesti in tutto il paese spacciandosi per concessionario di BREIL, BREIL STONE; TRIBE:
A questo punto, dopo aver fatto le mie proteste alla BREIL, vi chiedo se posso legalmente fare qualche cosa sia contro la gioielleria, sia contro la BREIL che non mi tutela.
In attesa di una vostra risposta, vi invio cordiali saluti
Risposta ADUC
occorre chiarire che in primo luogo il problema e' del produttore, in quanto la gioielleria non autorizzata sta indebitamente utilizzando un logo che non le e' consentito. Cio' precisato, occorrerebbe sapere se lei possa o meno agire nei confronti della Breil che non reprime detto comportamento e conseguentemente le causa un danno, nel caso in cui nel contratto di concessione risultassero disattese delle garanzie a suo favore. Se i termini di concessione non fossero liberi, ma vincolati -e vincolanti per lei- avrebbe titolo per intentare causa alla Breil che comunque risulterebbe inadempiente, non provvedendo all'adeguata tutela cui si e' obbligata per contratto. Si consiglia comunque di appoggiarsi ad un'associazione di categoria.
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