Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
11 giugno 2002
11 Giu 2002
Gentili Signori siamo a chiederVi un parere e consigli su come intervenire a seguito dei fatti sottoesposti: Siamo conduttori di un appartamento posto lo scorso anno in vendita dalla proprietà (importante Fondo pensionistico privato).
La stessa diede incarico di vendita ad una società di elaborazione dati contabili poi costretta a costituirsi come società immobiliare. La stessa ci comunicò che dopo un termine, entro il quale si poteva perfezionare la promessa di acquisto, sarebbero dovute commissioni di intermediazione del 2% (entro e non oltre il 28.02.02 concordato con un Avvocato di parte nostra).
Brevemente i fatti:
* Nostro primo incontro con la società incaricata (17.12.01): illustrazione dell'offerta di vendita. Sulla base di oggettive fonti planimetriche in nostro possesso chiedevamo la verifica dell'appartenenza all'appartamento di un balcone (nostro secondo il catasto ma del vicino di fatto) nonché la verifica della superficie.
Ci venne assicurata una verifica in tempi brevi.
2. Secondo incontro con la società incaricata (11.01.02) : definizione dei parametri di acquisto.
Appurati i parametri di acquisto si sollecitava nuovamente la società e la proprietà di verificare l appartenenza del balcone.
3.In data 14.01.02 un Avvocato assumeva la rappresentanza di 17 conduttori, noi compresi, per definire un accordo di acquisto.
4. In data 27 febbraio proprietà e società incaricata ricevevano, tramite nostro legale, nostra conferma di acquisto ed i mandatario d'accordo con noi ed il legale fissava l incontro al 7 marzo per la formalizzazione dell'accordo.
Le verifiche di cui sopra non vennero fatte e così non si potè procedere all accettazione della proposta fondata su termini diversi da quelli indicati fino ad allora dalla proprietà, e volendo confermare l acquisto, senza incorrere in oneri accessori supplementari, procedevamo in data 08.03.02 al versamento della caparra confirmatoria ed all invio della proposta di acquisto direttamente alla proprietà, che successivamente respinse perché non transitata tramite loro incaricato.
6. Altri conduttori, appartenenti al gruppo rappresentato dall'Avvocato, firmarono la proposta di acquisto (il 7 e 10 marzo successivo) senza incorrere in nessuna pretesa economica da parte del mandatario.
7. A fine marzo un geometra, incaricato dalla proprietà, effettuava accertamenti circa il balcone, modificando successivamente scheda catastale ( ovvero scorporava il balcone dal corpo del ns appartamento).
8. Il 23.05.02 ricevevamo dalla proprietà comunicazione sull'attribuzione del balcone, dell'avvenuta correzione catastale e, sbloccata finalmente la situazione, venivamo nuovamente indirizzati verso il loro mandatario per concordare il perfezionamento dell'impegno all acquisto.
9. Il 7 giugno ci incontravamo con il mandatario, firmammo la proposta di acquisto, e subito dopo ci venne chiesto di firmare un impegno a pagare le commissioni di intermediazione. Trovati un una situazione di impasse ci è stato restituito l'assegno a titolo confirmatorio, ma si sono trattenuti l'originale della proposta di acquisto, lasciandocene un copia.
Cortesemente Vi chiediamo, sulla base degli eventi sopra citati, come dobbiamo comportarci e cosa possiamo fare per tutelare i nostri interessi, sapendo che abbiamo inviato alla proprietà una A.R. di chiarimenti.
Confidando su una Vs risposta urgente Vi salutiamo cordialmente.
Gentili Signori siamo a chiederVi un parere e consigli su come intervenire a seguito dei fatti sottoesposti: Siamo conduttori di un appartamento posto lo scorso anno in vendita dalla proprietà (importante Fondo pensionistico privato).
La stessa diede incarico di vendita ad una società di elaborazione dati contabili poi costretta a costituirsi come società immobiliare. La stessa ci comunicò che dopo un termine, entro il quale si poteva perfezionare la promessa di acquisto, sarebbero dovute commissioni di intermediazione del 2% (entro e non oltre il 28.02.02 concordato con un Avvocato di parte nostra).
Brevemente i fatti:
* Nostro primo incontro con la società incaricata (17.12.01): illustrazione dell'offerta di vendita. Sulla base di oggettive fonti planimetriche in nostro possesso chiedevamo la verifica dell'appartenenza all'appartamento di un balcone (nostro secondo il catasto ma del vicino di fatto) nonché la verifica della superficie.
Ci venne assicurata una verifica in tempi brevi.
2. Secondo incontro con la società incaricata (11.01.02) : definizione dei parametri di acquisto.
Appurati i parametri di acquisto si sollecitava nuovamente la società e la proprietà di verificare l appartenenza del balcone.
3.In data 14.01.02 un Avvocato assumeva la rappresentanza di 17 conduttori, noi compresi, per definire un accordo di acquisto.
4. In data 27 febbraio proprietà e società incaricata ricevevano, tramite nostro legale, nostra conferma di acquisto ed i mandatario d'accordo con noi ed il legale fissava l incontro al 7 marzo per la formalizzazione dell'accordo.
Le verifiche di cui sopra non vennero fatte e così non si potè procedere all accettazione della proposta fondata su termini diversi da quelli indicati fino ad allora dalla proprietà, e volendo confermare l acquisto, senza incorrere in oneri accessori supplementari, procedevamo in data 08.03.02 al versamento della caparra confirmatoria ed all invio della proposta di acquisto direttamente alla proprietà, che successivamente respinse perché non transitata tramite loro incaricato.
6. Altri conduttori, appartenenti al gruppo rappresentato dall'Avvocato, firmarono la proposta di acquisto (il 7 e 10 marzo successivo) senza incorrere in nessuna pretesa economica da parte del mandatario.
7. A fine marzo un geometra, incaricato dalla proprietà, effettuava accertamenti circa il balcone, modificando successivamente scheda catastale ( ovvero scorporava il balcone dal corpo del ns appartamento).
8. Il 23.05.02 ricevevamo dalla proprietà comunicazione sull'attribuzione del balcone, dell'avvenuta correzione catastale e, sbloccata finalmente la situazione, venivamo nuovamente indirizzati verso il loro mandatario per concordare il perfezionamento dell'impegno all acquisto.
9. Il 7 giugno ci incontravamo con il mandatario, firmammo la proposta di acquisto, e subito dopo ci venne chiesto di firmare un impegno a pagare le commissioni di intermediazione. Trovati un una situazione di impasse ci è stato restituito l'assegno a titolo confirmatorio, ma si sono trattenuti l'originale della proposta di acquisto, lasciandocene un copia.
Cortesemente Vi chiediamo, sulla base degli eventi sopra citati, come dobbiamo comportarci e cosa possiamo fare per tutelare i nostri interessi, sapendo che abbiamo inviato alla proprietà una A.R. di chiarimenti.
Confidando su una Vs risposta urgente Vi salutiamo cordialmente.
Risposta ADUC
qual'e' il quesito? I fatti sono tanti, ma non e' chiaro quale sia il punto su cui chiedete una valutazione. Possiamo supporre vi stiate riferendo alle commissioni? Ebbene, per usufruire dell'esclusione dell'applicazione delle medesime, la richiesta avrebbe dovuto essere stata formulata entro un termine specifico. Di fatto, cosi' non e' stato -almeno secondo le condizioni espressamente previste.
Pertanto, la pretesa non e' infondata. A vostra volta, potreste certo obiettare di essere stati indotti ad effettuare una richiesta diretta alla proprieta' e poi a proseguire fuori dei termini, perche' indotti dalla mancata esecuzione di quanto richiesto in merito agli accertamenti. Tuttavia, non avendo intimato di provvedere a rispondervi entro un termine congruo che consentisse di effettuare la proposta nei termini, mancherebbe anche la prova effettiva dell'intenzione. Di conseguenza, la questione e' aleatoria. Provate a consultarvi col Ruolo mediatori presso la Camera di Commercio.
Pertanto, la pretesa non e' infondata. A vostra volta, potreste certo obiettare di essere stati indotti ad effettuare una richiesta diretta alla proprieta' e poi a proseguire fuori dei termini, perche' indotti dalla mancata esecuzione di quanto richiesto in merito agli accertamenti. Tuttavia, non avendo intimato di provvedere a rispondervi entro un termine congruo che consentisse di effettuare la proposta nei termini, mancherebbe anche la prova effettiva dell'intenzione. Di conseguenza, la questione e' aleatoria. Provate a consultarvi col Ruolo mediatori presso la Camera di Commercio.
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