Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 giugno 2002
9 Giu 2002
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA............. Milano 07/06/02
Spett. Aduc
In data 22/03/01 ho concluso presso il mio domicilio un contratto di acquisto di mobili con la IKAR s.r.l di Selargius (CA) attraverso un suo agente incaricato.
Essendo per me essenziale che i mobili mi fossero consegnati entro Aprile ho fatto aggiungere al modulo prestampato una clausola che indicava il termina di consegna : "Consegna entro il 30/04/01".
Avendo scelto la modalità di pagamento rateale ho contestualmente sottoscritto una richiesta di finanziamento alla società indicatami dalla stessa IKAR: la CONSEL s.p.a di Biella.
In data 27/03/01 la IKAR mi comunica l'accettazione della richiesta di finanziamento (24 rate mensili da lire 306.000 con decorrenza dal 30/04/01).
In data 22/04/01 dopo numerosi ed inutili tentativi di contattare la IKAR per telefono e per fax ho inviato alla stessa IKAR una raccomandata A/R nella quale la sollecitavo a rispettare il termine di consegna e che in caso contrario avrei considerato risolto il nostro contratto per suo inadempimento.
Non ho avuto alcun tipo di risposta: con la IKAR era impossibile comunicare!
I mobili non sono stati consegnati né il 30/04 né più tardi ho ricevuto alcuna offerta di consegna ritardata!
A questo punto, convinto che la situazione si fosse risolta, ho acquistato da un'altra azienda quanto mi serviva.
In data 10/08/01 ho ricevuto dalla CONSEL una lettera nella quale mi si sollecitava il pagamento della prima rata del finanziamento.
A questo punto, temendo di essere stato raggirato ho cercato di nuovo di contattare la IKAR, ma anche in questo caso non è stato possibile!
In data 13/08/01 mi sono così rivolto alla CONSEL (e per opportuna conoscenza alla IKAR) attraverso un avvocato facendo presente che la IKAR era stata totalmente inadempiente, invitando la CONSEL a sospendere qualsiasi pagamento alla IKAR in quanto non dovuto, sottolineando che l'inadempienza della IKAR (essendo la sua prestazione unica causa del contratto di finanziamento) mi dava il diritto di considerare risolto il mio rapporto con la CONSEL ed offrendo infine di pagare le prime 4 rate del finanziamento (quelle maturate fino alla data di tale mia comunicazione formale alla CONSEL).
La IKAR non ha dato segni di vita, la CONSEL invece ha risposto sostenendo che le mie osservazioni erano irrilevanti in quanto, nel momento in cui lei aveva versato l'intera somma alla IKAR, aveva adempiuto completamente alla sua obbligazione nei miei confronti ed io non avevo quindi ragioni per non pagare!
Sempre attraverso il mio avvocato, ho ribadito le mie ragioni precisando che il fatto che visti nel loro assieme i comportamenti di IKAR e CONSEL non potevano non farmi pensare a un vero e proprio tentativo di truffa: la IKAR non consegna i mobili in tempo ne' si offre di farlo in ritardo, non risponde a telefonate, fax e lettere e avvocati; la CONSEL continua a sollecitare pagamenti!
A questa lettera non ho avuto risposta né dalla IKAR ne' dalla CONSEL.
Sono arrivati altri tre solleciti da parte della CONSEL e poi più nulla.
Pensavo che finalmente tutto si fosse risolto quando in data 23/05/02 la CONSEL mi invia una diffida con cui chiede il rimborso dell'intero finanziamento più interessi di mora, spese per solleciti ed una penale dell'8% entro 15 giorni, minacciando un'azione legale!
Ora:
Non avevo ragione a pensare che non essendo stata eseguita la prestazione alla base della richiesta di finanziamento non solo il contratto con la IKAR, ma anche quello con la CONSEL debba considerarsi risolto?
Ha ragione la CONSEL a pretendere il rimborso dell'intero finanziamento e non una qualche penale?
Non è forse vessatoria la clausola del contratto CONSEL che dichiara non opponibili a lei le eccezioni opponibili alla IKAR (quali la consegna del bene!!!)? Se così fosse mi sembrerebbe una fattispecie di "truffa legalizzata"!
Nell'ipotesi di una azione legale contro di me da parte della CONSEL il foro competente è quello individuato dal mio domicilio (Nuoro) (in cui i 2 contratti sono stati sottoscritti) o è quello della sede della CONSEL (Torino)? Questa è questione fondamentale per me: una causa a Torino sarebbe molto costosa visto che risiedo a Nuoro.
Avete una sede a Milano cui mi possa recare per esporre con più calma il caso?
Mi scuso per la lunghezza della lettera, ma la situazione è complicata e volevo essere il più preciso possibile.
Vi ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrete dedicarmi!
Cordiali saluti.
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA............. Milano 07/06/02
Spett. Aduc
In data 22/03/01 ho concluso presso il mio domicilio un contratto di acquisto di mobili con la IKAR s.r.l di Selargius (CA) attraverso un suo agente incaricato.
Essendo per me essenziale che i mobili mi fossero consegnati entro Aprile ho fatto aggiungere al modulo prestampato una clausola che indicava il termina di consegna : "Consegna entro il 30/04/01".
Avendo scelto la modalità di pagamento rateale ho contestualmente sottoscritto una richiesta di finanziamento alla società indicatami dalla stessa IKAR: la CONSEL s.p.a di Biella.
In data 27/03/01 la IKAR mi comunica l'accettazione della richiesta di finanziamento (24 rate mensili da lire 306.000 con decorrenza dal 30/04/01).
In data 22/04/01 dopo numerosi ed inutili tentativi di contattare la IKAR per telefono e per fax ho inviato alla stessa IKAR una raccomandata A/R nella quale la sollecitavo a rispettare il termine di consegna e che in caso contrario avrei considerato risolto il nostro contratto per suo inadempimento.
Non ho avuto alcun tipo di risposta: con la IKAR era impossibile comunicare!
I mobili non sono stati consegnati né il 30/04 né più tardi ho ricevuto alcuna offerta di consegna ritardata!
A questo punto, convinto che la situazione si fosse risolta, ho acquistato da un'altra azienda quanto mi serviva.
In data 10/08/01 ho ricevuto dalla CONSEL una lettera nella quale mi si sollecitava il pagamento della prima rata del finanziamento.
A questo punto, temendo di essere stato raggirato ho cercato di nuovo di contattare la IKAR, ma anche in questo caso non è stato possibile!
In data 13/08/01 mi sono così rivolto alla CONSEL (e per opportuna conoscenza alla IKAR) attraverso un avvocato facendo presente che la IKAR era stata totalmente inadempiente, invitando la CONSEL a sospendere qualsiasi pagamento alla IKAR in quanto non dovuto, sottolineando che l'inadempienza della IKAR (essendo la sua prestazione unica causa del contratto di finanziamento) mi dava il diritto di considerare risolto il mio rapporto con la CONSEL ed offrendo infine di pagare le prime 4 rate del finanziamento (quelle maturate fino alla data di tale mia comunicazione formale alla CONSEL).
La IKAR non ha dato segni di vita, la CONSEL invece ha risposto sostenendo che le mie osservazioni erano irrilevanti in quanto, nel momento in cui lei aveva versato l'intera somma alla IKAR, aveva adempiuto completamente alla sua obbligazione nei miei confronti ed io non avevo quindi ragioni per non pagare!
Sempre attraverso il mio avvocato, ho ribadito le mie ragioni precisando che il fatto che visti nel loro assieme i comportamenti di IKAR e CONSEL non potevano non farmi pensare a un vero e proprio tentativo di truffa: la IKAR non consegna i mobili in tempo ne' si offre di farlo in ritardo, non risponde a telefonate, fax e lettere e avvocati; la CONSEL continua a sollecitare pagamenti!
A questa lettera non ho avuto risposta né dalla IKAR ne' dalla CONSEL.
Sono arrivati altri tre solleciti da parte della CONSEL e poi più nulla.
Pensavo che finalmente tutto si fosse risolto quando in data 23/05/02 la CONSEL mi invia una diffida con cui chiede il rimborso dell'intero finanziamento più interessi di mora, spese per solleciti ed una penale dell'8% entro 15 giorni, minacciando un'azione legale!
Ora:
Non avevo ragione a pensare che non essendo stata eseguita la prestazione alla base della richiesta di finanziamento non solo il contratto con la IKAR, ma anche quello con la CONSEL debba considerarsi risolto?
Ha ragione la CONSEL a pretendere il rimborso dell'intero finanziamento e non una qualche penale?
Non è forse vessatoria la clausola del contratto CONSEL che dichiara non opponibili a lei le eccezioni opponibili alla IKAR (quali la consegna del bene!!!)? Se così fosse mi sembrerebbe una fattispecie di "truffa legalizzata"!
Nell'ipotesi di una azione legale contro di me da parte della CONSEL il foro competente è quello individuato dal mio domicilio (Nuoro) (in cui i 2 contratti sono stati sottoscritti) o è quello della sede della CONSEL (Torino)? Questa è questione fondamentale per me: una causa a Torino sarebbe molto costosa visto che risiedo a Nuoro.
Avete una sede a Milano cui mi possa recare per esporre con più calma il caso?
Mi scuso per la lunghezza della lettera, ma la situazione è complicata e volevo essere il più preciso possibile.
Vi ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrete dedicarmi!
Cordiali saluti.
Risposta ADUC
non abbiamo alcuna sede in Lombardia.
Il punto e' che il contratto di finanziamento e' distinto da quello con il mobilificio, sono senza collegamento.
A meno che, nel contratto con la finanziaria non ci fosse qualche clausola che avesse subordinato la concessione del prestito alla consegna -materiale- dei mobili.
Ma tale possibilita' ci pare di escluderla, perche' mediamente non e' cosi' che vengono strutturati i contratti con le finanziarie, e la dichiarazione della finanziaria sembra essere in questa direzione.
Il pagamento ora va eseguito, con gli interessi e le more del ritardato pagamento.
Il finanziamento non andava sospeso a suo tempo, semmai era possibile, a fronte della non-consegna dei mobili, dopo un perentorio sollecito formale, chiedere il rimborso al mobilificio.
Ora, in linea generale (il tempo trascorso non gioca a suo favore), dovra' intentare causa al mobilificio, chiedendo rimborso di quanto versato alla finanziaria. Ma saranno azioni da concordare con il suo legale.
Il foro competente sara' quello della sede dove risiede il cliente, questo per azioni in cui una parte sia un consumatore.
Il punto e' che il contratto di finanziamento e' distinto da quello con il mobilificio, sono senza collegamento.
A meno che, nel contratto con la finanziaria non ci fosse qualche clausola che avesse subordinato la concessione del prestito alla consegna -materiale- dei mobili.
Ma tale possibilita' ci pare di escluderla, perche' mediamente non e' cosi' che vengono strutturati i contratti con le finanziarie, e la dichiarazione della finanziaria sembra essere in questa direzione.
Il pagamento ora va eseguito, con gli interessi e le more del ritardato pagamento.
Il finanziamento non andava sospeso a suo tempo, semmai era possibile, a fronte della non-consegna dei mobili, dopo un perentorio sollecito formale, chiedere il rimborso al mobilificio.
Ora, in linea generale (il tempo trascorso non gioca a suo favore), dovra' intentare causa al mobilificio, chiedendo rimborso di quanto versato alla finanziaria. Ma saranno azioni da concordare con il suo legale.
Il foro competente sara' quello della sede dove risiede il cliente, questo per azioni in cui una parte sia un consumatore.
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