Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 giugno 2002
3 Giu 2002
Subject: lettera aperta
Faccio parte di un consorzio di cooperative musicali (12.550 musicisti) che hanno deciso di scrivere una lettera aperta (in allegato), indirizzata alle massime autorità dello stato, per far conoscere la grave crisi che si sta abbattendo in questo settore a causa della grande burocrazia che lo governa.
Se riterrete interessante tale lettera. Vi sarei grato se la poteste pubblicare.
Grazie.
- On. Silvio Berlusconi, Presidente Consiglio dei Ministri
- On. Roberto Maroni Ministro del Welfare
- Onn. Sottosegretari del Ministero del Welfare
Ci è piaciuto Mike Bongiorno in giro per l'Italia a convincere il rag. Rossi di turno che non deve più far vidimare i libri contabili ecc... ecc... ecc... a spiegare che il Governo sta attuando una progressiva riduzione della burocrazia che attanaglia le imprese al fine di creare un mercato del lavoro dinamico, efficiente e più equo.
Ma adesso, signor Presidente, è ora di rimettere in moto Mike Bongiorno e mandarlo stavolta presso l'apparato burocratico statale per spiegare ai vari dirigenti che non devono vanificare e contrastare gli indirizzi del Governo . . . altrimenti i soldi investiti in quella simpatica campagna pubblicitaria sono vani, spesi inutilmente.
In particolare il caro Mike dovrebbe essere inviato presso la Direzione Generale Enpals che sta mettendo in moto procedure amministrative a carico delle imprese dello spettacolo che vanno proprio nel senso opposto ai provvedimenti del Governo impegnato a rendere via via sempre più "leggeri" gli adempimenti dei datori di lavoro anche per raggiungere l'altro grosso obiettivo, quello della emersione del sommerso, che soprattutto nel nostro settore è di una consistenza talmente elevata che pare quasi non esistere nemmeno.
Ma veniamo nel merito.
Ancor oggi, purtroppo, per lavorare nel nostro settore occorre essere "autorizzati" dall' Enpals attraverso il CERTIFICATO DI AGIBILITA': il riferimento è il D.L.C.P.S. 16 luglio 1947, n. 708, sì, del 1947: quando c'erano le compagnie di varietà, le riviste teatrali, gli spettacoli viaggianti, ma persiste tuttora come se il settore dello spettacolo in 50 anni non si sia mai evoluto!
Alcune sedi Enpals del Nord, realisticamente più attente alla sostanza, formalizzavano da tempo la procedura del suo rilascio con scadenza semestrale ed anche annuale; il rinnovo per ugual periodo era poi condizionato all'accertamento dell'avvenuto assolvimento degli obblighi contributivi. Questo avveniva al Nord -dove l'evasione da sempre è molto più contenuta- mentre le sedi Enpals del Centro -di Roma- adottavano criteri diversi, più rigidi (quasi vessatori) soprattutto nei confronti delle cooperative degli intermittenti dello spettacolo.
Per il Sud non ci sono (mai) problemi in quanto il lavoro sommerso nello spettacolo è quasi totale ed ampiamente conosciuto; siamo convinti che colà venga annoverato tra gli ammortizzatori sociali e come tale perciò tollerato.
Ora l' Enpals intende invece condizionare il rilascio di questa anacronistica (e probabilmente anticostituzionale) autorizzazione al lavoro di volta in volta e NON SOLO QUANDO IL SOCIO LAVORATORE VIENE ASSUNTO costringendoci, ripetiamo ogni volta, a comunicare [che vuol dire compilare un modello 032U] preventivamente (o entro 5 giorni dalla prestazione) luoghi e date in cui i musicisti si esibiranno.
Per cui il nostro socio musicista viene ora a trovarsi nella stessa situazione del detenuto agli arresti domiciliari che per uscire da casa deve notificare prima ai Carabinieri ogni proprio spostamento. Davvero una burocrazia mostruosa che non trova riscontro in nessun Paese e non solo tra quelli cosiddetti civili. Forse nemmeno in uno Stato di Polizia.
Oltre a tale atteggiamento che riteniamo poco dignitoso nei confronti degli artisti è ben evidente la interminabile serie di "comunicazioni" che soprattutto noi COOPERATIVE DI LAVORATORI INTERMITTENTI siamo costrette a presentare all'Enpals -oppure alla SIAE- con un inutile aggravio di adempimenti e procedure opposti agli obiettivi (ed agli spots) di modernizzazione che il Governo si prefigge di introdurre.
Abbiamo ripetutamente richiesto alla direzione generale dell'Enpals di fissare un incontro con noi, quale unica e più rappresentativa organizzazione di tali cooperative [occupiamo circa 12.300 soci] : siamo stati ignorati e ce ne dispiace.
Riteniamo che anche questo atteggiamento vada contro il concetto che il Governo ha nei confronti delle organizzazioni delle associazioni dei lavoratori ed imprenditori ritenute attrici essenziali del dialogo sociale: ma se veniamo ignorati che dialogo può nascere !
Tra l'altro, in quella sede la Direzione Generale avrebbe forse potuto chiarirci il perché dei nuovi criteri; il motivo per cui fino ad ieri con solo una quindicina di uffici Enpals in tutta Italia (quindi con scarsa possibilità di controlli) c'erano procedure più "leggere" mentre ora che, in virtù della convenzione con la Siae del 10 ottobre 2000, sottoscritta anche per contrastare il sommerso che si ricordava dianzi, vi sono oltre 700 sportelli (quindi con molta più possibilità di controlli) si introducono per le imprese di musicisti e lavoratori dello spettacolo adempimenti "pesanti" .
Al riguardo ci hanno riferito che il vantaggio certo di tale appesantimento ... sarebbe solo quello economico della SIAE ( per ogni modulo 032U presentato alla stessa verrebbero corrisposti 15 €uro ).
L'incontro con l'Enpals avrebbe consentito di acquisire maggiori elementi anche sotto questo aspetto, senza polemica alcuna. Avremmo potuto chiarire, ancora, che le cooperative hanno già un sacco di altri adempimenti (libro soci, libro matricola, libro presenze, buste paga ecc...) che già di per sé costituiscono - per gli Enti ed i lavoratori stessi - elementi per la verifica e controllo circa l'assolvimento degli obblighi contributivi; le cooperative sono inoltre soggette ogni due anni ad ispezione da parte dell'Ufficio del Lavoro. Situazioni quindi ben diverse dalle mille e mille associazioni che operano nel nostro settore e con cui non possiamo essere accomunate.
Signor presidente del Consiglio, on. Ministro Maroni,
ripetiamo: fate ancora uno sforzo e mandate ora il caro Mike presso gli Enti di previdenza, per ricordare ai Dirigenti, e non più al rag. Rossi, che l'aver abolito le vidimazioni dei libri fiscali delle imprese, la denuncia iva mensile (per citare solo un paio degli ultimi provvedimenti di "alleggerimento") non significa rinunciare al controllo e rinunciare a combattere il sommerso , ma che questi obiettivi si possono raggiungere senza inventare per le imprese nuove procedure, moduli da compilare, carte, timbri, vidimazioni, denuncie, code, ecc....
Ribadiamo comunque il nostro pieno e massimo sostegno alla lotta per l'emersione del lavoro sommerso che tra l'altro ci ha danneggiato e ci danneggia notevolmente; possiamo anche dare un contributo in ciò: conosciamo appieno il problema: buona parte delle nostre cooperative sono nel mercato da oltre dieci anni. Ascoltateci, almeno.
Signor presidente del Consiglio, on. Ministro Maroni,
vi chiediamo una particolare attenzione a questi problemi perché anche voi siete (stati) musicisti.
Se non si interviene in fretta, con queste nuove disposizioni rischiamo di far morire, oltre le imprese e le cooperative di musicisti, tecnici, artisti ed operatori intermittenti dello spettacolo, anche la musica stessa che già è soffocata da norme divenute inapplicabili, norme che hanno costretto a ricorrere spesso a massicce forme di elusione.
Con l'intenzione di voler recuperare di botto i 50 anni di sommerso, però ora, l'Enpals, a nostro parere per uno zelo, a dir poco, eccessivo, non può porre a carico delle Imprese procedure vessatorie tali da far sembrare il musicista lavoratore intermittente più propenso a fare atti di delinquenza che a fare musica.
Tale, per altro ancora, è la sensazione che si è diffusa soprattutto tra la infinita schiera di giovani e genuini musicisti dilettanti che si vedono frapporre mille ostacoli e ricatti (che ai loro occhi appaiono simili ad atti di terrorismo) togliendo loro la possibilità di suonare seppur con compensi inesistenti.
Signor presidente del Consiglio, on. Ministro Maroni
per una (l'ultima) volta, prestateci attenzione ed ascoltate le nostre considerazioni.
Chiediamo un TEMPESTIVO intervento presso l'Enpals (che è sotto il controllo di cod. Ministero del Welfare) perché armonizzi le proprie direttive secondo gli indirizzi del Governo che vuole sì contrastare il sommerso ma senza accanimento alcuno. In tutti gli altri settori si sono adottati criteri di "incentivo" per invogliare ad emergere dal sommerso; perché nel settore dello spettacolo si va in senso opposto?
Ma vogliamo essere, soprattutto, propositivi:
in attesa della modifica della normativa (che si diceva risale al 1947) che sicuramente dovrà sancire l'abolizione del CERTIFICATO DI AGIBILITA' in quanto condiziona e lede il diritto al lavoro (sicuramente siamo l' unico Paese dell'Unione ove è necessario chiedere il permesso per lavorare e per di più di volta in volta ) è fondamentale nell'immediato che il suo rilascio sia ridotto ad una semplice formalità senza alcun vincolo.
Inoltre il suo rilascio deve essere esteso all'artista, musicista, lavoratore dello spettacolo singolo per creare da subito un'ulteriore diffusione del lavoro autonomo e di ogni forma di autoimpiego, in modo da contribuire all'emersione di tutte le forme di lavoro irregolare in questo settore.
Vogliamo, per ora, fermarci qui, riservando di trattare tutte le problematiche del lavoratore intermittente dello spettacolo in apposito incontro presso codesto Ministero del Welfare; ne abbiamo titolo per l' esperienza acquisita, per la nostra professionalità maturata da oltre dieci anni e per la nostra significativa rappresentatività.
Cordialmente
Subject: lettera aperta
Faccio parte di un consorzio di cooperative musicali (12.550 musicisti) che hanno deciso di scrivere una lettera aperta (in allegato), indirizzata alle massime autorità dello stato, per far conoscere la grave crisi che si sta abbattendo in questo settore a causa della grande burocrazia che lo governa.
Se riterrete interessante tale lettera. Vi sarei grato se la poteste pubblicare.
Grazie.
- On. Silvio Berlusconi, Presidente Consiglio dei Ministri
- On. Roberto Maroni Ministro del Welfare
- Onn. Sottosegretari del Ministero del Welfare
Ci è piaciuto Mike Bongiorno in giro per l'Italia a convincere il rag. Rossi di turno che non deve più far vidimare i libri contabili ecc... ecc... ecc... a spiegare che il Governo sta attuando una progressiva riduzione della burocrazia che attanaglia le imprese al fine di creare un mercato del lavoro dinamico, efficiente e più equo.
Ma adesso, signor Presidente, è ora di rimettere in moto Mike Bongiorno e mandarlo stavolta presso l'apparato burocratico statale per spiegare ai vari dirigenti che non devono vanificare e contrastare gli indirizzi del Governo . . . altrimenti i soldi investiti in quella simpatica campagna pubblicitaria sono vani, spesi inutilmente.
In particolare il caro Mike dovrebbe essere inviato presso la Direzione Generale Enpals che sta mettendo in moto procedure amministrative a carico delle imprese dello spettacolo che vanno proprio nel senso opposto ai provvedimenti del Governo impegnato a rendere via via sempre più "leggeri" gli adempimenti dei datori di lavoro anche per raggiungere l'altro grosso obiettivo, quello della emersione del sommerso, che soprattutto nel nostro settore è di una consistenza talmente elevata che pare quasi non esistere nemmeno.
Ma veniamo nel merito.
Ancor oggi, purtroppo, per lavorare nel nostro settore occorre essere "autorizzati" dall' Enpals attraverso il CERTIFICATO DI AGIBILITA': il riferimento è il D.L.C.P.S. 16 luglio 1947, n. 708, sì, del 1947: quando c'erano le compagnie di varietà, le riviste teatrali, gli spettacoli viaggianti, ma persiste tuttora come se il settore dello spettacolo in 50 anni non si sia mai evoluto!
Alcune sedi Enpals del Nord, realisticamente più attente alla sostanza, formalizzavano da tempo la procedura del suo rilascio con scadenza semestrale ed anche annuale; il rinnovo per ugual periodo era poi condizionato all'accertamento dell'avvenuto assolvimento degli obblighi contributivi. Questo avveniva al Nord -dove l'evasione da sempre è molto più contenuta- mentre le sedi Enpals del Centro -di Roma- adottavano criteri diversi, più rigidi (quasi vessatori) soprattutto nei confronti delle cooperative degli intermittenti dello spettacolo.
Per il Sud non ci sono (mai) problemi in quanto il lavoro sommerso nello spettacolo è quasi totale ed ampiamente conosciuto; siamo convinti che colà venga annoverato tra gli ammortizzatori sociali e come tale perciò tollerato.
Ora l' Enpals intende invece condizionare il rilascio di questa anacronistica (e probabilmente anticostituzionale) autorizzazione al lavoro di volta in volta e NON SOLO QUANDO IL SOCIO LAVORATORE VIENE ASSUNTO costringendoci, ripetiamo ogni volta, a comunicare [che vuol dire compilare un modello 032U] preventivamente (o entro 5 giorni dalla prestazione) luoghi e date in cui i musicisti si esibiranno.
Per cui il nostro socio musicista viene ora a trovarsi nella stessa situazione del detenuto agli arresti domiciliari che per uscire da casa deve notificare prima ai Carabinieri ogni proprio spostamento. Davvero una burocrazia mostruosa che non trova riscontro in nessun Paese e non solo tra quelli cosiddetti civili. Forse nemmeno in uno Stato di Polizia.
Oltre a tale atteggiamento che riteniamo poco dignitoso nei confronti degli artisti è ben evidente la interminabile serie di "comunicazioni" che soprattutto noi COOPERATIVE DI LAVORATORI INTERMITTENTI siamo costrette a presentare all'Enpals -oppure alla SIAE- con un inutile aggravio di adempimenti e procedure opposti agli obiettivi (ed agli spots) di modernizzazione che il Governo si prefigge di introdurre.
Abbiamo ripetutamente richiesto alla direzione generale dell'Enpals di fissare un incontro con noi, quale unica e più rappresentativa organizzazione di tali cooperative [occupiamo circa 12.300 soci] : siamo stati ignorati e ce ne dispiace.
Riteniamo che anche questo atteggiamento vada contro il concetto che il Governo ha nei confronti delle organizzazioni delle associazioni dei lavoratori ed imprenditori ritenute attrici essenziali del dialogo sociale: ma se veniamo ignorati che dialogo può nascere !
Tra l'altro, in quella sede la Direzione Generale avrebbe forse potuto chiarirci il perché dei nuovi criteri; il motivo per cui fino ad ieri con solo una quindicina di uffici Enpals in tutta Italia (quindi con scarsa possibilità di controlli) c'erano procedure più "leggere" mentre ora che, in virtù della convenzione con la Siae del 10 ottobre 2000, sottoscritta anche per contrastare il sommerso che si ricordava dianzi, vi sono oltre 700 sportelli (quindi con molta più possibilità di controlli) si introducono per le imprese di musicisti e lavoratori dello spettacolo adempimenti "pesanti" .
Al riguardo ci hanno riferito che il vantaggio certo di tale appesantimento ... sarebbe solo quello economico della SIAE ( per ogni modulo 032U presentato alla stessa verrebbero corrisposti 15 €uro ).
L'incontro con l'Enpals avrebbe consentito di acquisire maggiori elementi anche sotto questo aspetto, senza polemica alcuna. Avremmo potuto chiarire, ancora, che le cooperative hanno già un sacco di altri adempimenti (libro soci, libro matricola, libro presenze, buste paga ecc...) che già di per sé costituiscono - per gli Enti ed i lavoratori stessi - elementi per la verifica e controllo circa l'assolvimento degli obblighi contributivi; le cooperative sono inoltre soggette ogni due anni ad ispezione da parte dell'Ufficio del Lavoro. Situazioni quindi ben diverse dalle mille e mille associazioni che operano nel nostro settore e con cui non possiamo essere accomunate.
Signor presidente del Consiglio, on. Ministro Maroni,
ripetiamo: fate ancora uno sforzo e mandate ora il caro Mike presso gli Enti di previdenza, per ricordare ai Dirigenti, e non più al rag. Rossi, che l'aver abolito le vidimazioni dei libri fiscali delle imprese, la denuncia iva mensile (per citare solo un paio degli ultimi provvedimenti di "alleggerimento") non significa rinunciare al controllo e rinunciare a combattere il sommerso , ma che questi obiettivi si possono raggiungere senza inventare per le imprese nuove procedure, moduli da compilare, carte, timbri, vidimazioni, denuncie, code, ecc....
Ribadiamo comunque il nostro pieno e massimo sostegno alla lotta per l'emersione del lavoro sommerso che tra l'altro ci ha danneggiato e ci danneggia notevolmente; possiamo anche dare un contributo in ciò: conosciamo appieno il problema: buona parte delle nostre cooperative sono nel mercato da oltre dieci anni. Ascoltateci, almeno.
Signor presidente del Consiglio, on. Ministro Maroni,
vi chiediamo una particolare attenzione a questi problemi perché anche voi siete (stati) musicisti.
Se non si interviene in fretta, con queste nuove disposizioni rischiamo di far morire, oltre le imprese e le cooperative di musicisti, tecnici, artisti ed operatori intermittenti dello spettacolo, anche la musica stessa che già è soffocata da norme divenute inapplicabili, norme che hanno costretto a ricorrere spesso a massicce forme di elusione.
Con l'intenzione di voler recuperare di botto i 50 anni di sommerso, però ora, l'Enpals, a nostro parere per uno zelo, a dir poco, eccessivo, non può porre a carico delle Imprese procedure vessatorie tali da far sembrare il musicista lavoratore intermittente più propenso a fare atti di delinquenza che a fare musica.
Tale, per altro ancora, è la sensazione che si è diffusa soprattutto tra la infinita schiera di giovani e genuini musicisti dilettanti che si vedono frapporre mille ostacoli e ricatti (che ai loro occhi appaiono simili ad atti di terrorismo) togliendo loro la possibilità di suonare seppur con compensi inesistenti.
Signor presidente del Consiglio, on. Ministro Maroni
per una (l'ultima) volta, prestateci attenzione ed ascoltate le nostre considerazioni.
Chiediamo un TEMPESTIVO intervento presso l'Enpals (che è sotto il controllo di cod. Ministero del Welfare) perché armonizzi le proprie direttive secondo gli indirizzi del Governo che vuole sì contrastare il sommerso ma senza accanimento alcuno. In tutti gli altri settori si sono adottati criteri di "incentivo" per invogliare ad emergere dal sommerso; perché nel settore dello spettacolo si va in senso opposto?
Ma vogliamo essere, soprattutto, propositivi:
in attesa della modifica della normativa (che si diceva risale al 1947) che sicuramente dovrà sancire l'abolizione del CERTIFICATO DI AGIBILITA' in quanto condiziona e lede il diritto al lavoro (sicuramente siamo l' unico Paese dell'Unione ove è necessario chiedere il permesso per lavorare e per di più di volta in volta ) è fondamentale nell'immediato che il suo rilascio sia ridotto ad una semplice formalità senza alcun vincolo.
Inoltre il suo rilascio deve essere esteso all'artista, musicista, lavoratore dello spettacolo singolo per creare da subito un'ulteriore diffusione del lavoro autonomo e di ogni forma di autoimpiego, in modo da contribuire all'emersione di tutte le forme di lavoro irregolare in questo settore.
Vogliamo, per ora, fermarci qui, riservando di trattare tutte le problematiche del lavoratore intermittente dello spettacolo in apposito incontro presso codesto Ministero del Welfare; ne abbiamo titolo per l' esperienza acquisita, per la nostra professionalità maturata da oltre dieci anni e per la nostra significativa rappresentatività.
Cordialmente
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