Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

28 maggio 2002
Domanda 28 maggio 2002
28 Mag 2002
Oggetto: domanda
ho una domanda da porre:
vorrei sapere se esiste una stima attendibile o solo approssimativa di quante persone (e quali, adulti bambini,...) lavorano nel campo della coltivazione e della lavorazione primaria della droga nei paesi produttori e in quali condizioni essi sono costretti a lavorare.
Molto spesso sento delle persone che si battono per la liberalizzazione delle droghe ma non mi hanno mai saputo dire niente a proposito di questa questione. io ho come la vaga idea che le droghe che arrivano per esempio in Italia (droghe leggere intendo) siano il frutto del lavoro schiavizzato di individui che non hanno alternative però non ho dati su cui basare questa affermazione.
grazie

Risposta ADUC
gli unici dati attendibili che circolano sull'argomento sono quelli che vengono diffusi dagli uffici delle Nazioni Unite, Undcp in particolare http://www.undcp.org
Altre statistiche affidabili vengono pubbligate dal Cicad, la commissione interamericana sull'abuso di droghe
clicca qui Quando vengono pubblicati rapporti sull'argomento siamo i primi ad essere interessati e a renderli noti, come abbiamo fatto per uno specifico studio apparso sul Peru', che si occupava in particolare dei bambini della coca, e che
Trova a questo indirizzo
clicca qui La sua "vaga idea" e' ovviamente una supposizione che si basa su molti dati di fatto, in primis quello che essendo un mercato illegale non puo' certo appellarsi a contratti o condizioni di lavoro che non siano in mano alla criminalita'. Molta parte del lavoro che viene portato avanti dalle Nazioni Unite sulle politiche di conversione delle coltivazioni da illegali a legali va in questa direzione. Purtroppo non basta visto che i Paesi industrializzati mettono molti freni per l'importazione dei prodotti agricoli provenienti da questi Paesi, che percio' ricorrono alle coltivazioni di coca, oppio o cannabis, che un mercato lo hanno sempre, anche se illegale.
Cordiali saluti,
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