Domenica 7 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

27 maggio 2002
Domanda 27 maggio 2002
27 Mag 2002
Subject: trenitalia e il loro coraggio
Salve io sono un lavoratore che prende il treno tutti i giorni da Sanremo a Genova (un pendolare).
Con il primo di giugno le ferrovie hanno deciso che il "Mazzini" un treno intercity parte da Ventimiglia e che da la possibilita' di essere a Genova alle ore 07.00 e anche a Milano per le 08.30 non parta piu' da Ventimiglia ma da Albenga, 50 km dopo perche a loro dire i viaggiatori sono pochi, cosi isolano letteralmente una provincia (Imperia) che non puo' usare quel treno perche' non esiste nessun'altra alternativa, a meno che non si prenda la macchina e l'autostrada, e non si raggiunga Albenga con i mezzi propri.
Il treno dopo, parte da Sanremo alle 05.30 ma arriva a Genova un'ora dopo e quindi almeno a me (ma so di altri) causa gravi problemi per andare a lavorare.
Vorrei chiedere una cosa: Se io mi metto in mezzo alla ferrovia e fermo il traffico solo per 5 minuti, vengo arrestato e la ferrovia mi chiede i danni per interruzione di pubblico servizio, perche' loro possono permettersi di interrompere un servizio senza dare nessuna alternativa e nessuno gli puo' dire niente? Per l'esattezza se nei 50 km che percorre il treno dalla frontiera a Albenga ci siamo solo in una trentina quaranta persone perche' non siamo convenienti per il loro guadagno possiamo anche andare a farci friggere?
Ma e' possibile che non siano obbligati a dare un servizio specialmente quando non esiste nessun altra alternativa di mezzi (a parte la macchina privata) ?
Chiedo scusa di questo sfogo ma gia faccio 260 km al giorno per lavorare per 5 giorni alla settimana, e per me il cambiamento delle ferrovie significa tornare alle 20.40 anziche' alle 19.00 e per un pendolare un'ora conta moltissimo.
Cordiali saluti

Risposta ADUC
riteniamo che il motivo sia perche' il servizio c'e' comunque e non e' previsto che debba essere obbligatoriamente strumentale alle esigenze di tutti, bensi' che sia formalmente adempiuto in linea generale. Questa e' -si presume- la risposta che ricevereste e che in linea di massima e' anche veritiera. Cio' non toglie tuttavia che sia possibile fare qualcosa.
In primo luogo, occorrerebbe che gli interessati si costituissero in un Comitato e poi che si appoggiassero al Difensore Civico Regionale, il quale potrebbe premere sull'Assessorato ai Trasporti Regionale. Inoltre, occorre che i giornali locali parlino della questione. Si ritiene che in questo modo dovrebbe essere possibile cercare di ottenere delle modifiche.
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